scandalo all’ateneo Juan Carlos

Scandalo a Madrid: abilitazioni legali facili per 500 italiani


Madrid, 6 aprile 2018. La conferenza stampa del rettore della Rey Juan Carlos Universidad, Javier Ramos (Ansa)

2' di lettura

L’università Rey Juan Carlos di Madrid avrebbe conferito a 500 italiani titoli di studio legali fraudolenti che avrebbero consentito loro di esercitare la professione di avvocato anche nel nostro Paese. Sulla presunta «vendita» del titolo di studio in diritto sta indagando il giudice istruttore del tribunale di Madrid. L'ipotesi di reato formulata è frode nella validazione del titolo di diritto. La scorciatoia spagnola per ottenere l'abilitazione professionale prese piede in Italia già nel 2007 (337 nel 2007 e 594 nel 2008). Ma ovviamente ci sono percorsi legali per ottenerle.

Undicimila euro per esercitare la professione
L’inchiesta è affidata all’unità di criminalità economica e finanziaria della polizia. Secondo le prime indiscrezioni comparse sui giornali spagnoli sarebbero stati pagati 11mila euro per ottenere la “validazione” della laurea in legge conseguita in Italia, un esame sostenuto sotto forma di test e la conseguente iscrizione all'albo spagnolo degli avvocati. Un titolo, quello di «abogado», che consente di esercitare la professione legale in tutta Europa e, quindi, anche in Italia. L’ateneo ha dichiarato che da maggio «sta collaborando in ogni momento con la polizia» e «sta fornendo tutta la documentazione» necessaria a chiarire i fatti.

Al centro dello scandalo per lauree facili a politici
L’ateneo spagnolo, che è pubblico, era già stato al centro scandali per titoli di studio falsi concessi a politici spagnoli, che poi si sono dovuti dimettere. Ad aprile il presidente conservatore di Madrid Cristina Cifuentes, mentre a settembre il ministro della salute socialista Carmen Monton. Nel mirino anche il leader dell’opposizione di destra Pablo Casado.

Il Consiglio forense stigmatizza chi lucra sul mercato dei titoli
Il Consiglio nazionale forense è intervenuto sulla vicenda con una nota nella quale il presidente degli avvocati Andrea Mascherin stigmatizza chi lucra sul mercato dei titoli. «Il Consiglio nazionale Forense stigmatizza chi lucra su questo mercanteggiamento di titoli e seguirà con grande attenzione - analogamente al ministero competente - la nuova indagine penale della magistratura spagnola, certo che i Consigli territoriali nell'ambito delle loro competenze verificheranno che il conseguimento del titolo da parte degli avvocati stabiliti, sia stato acquisito nel rispetto dei requisiti imperativi della legislazione di provenienza». Viene precisato che «la doverosa libertà di stabilimento in nessun caso può legittimare condotte abusive in danno dei tanti giovani avvocati che acquisiscono il titolo professionale all'esito di un lungo e impegnativo percorso di formazione giuridica e deontologica». L’avvocatura italiana, ha dichiarato Mascherin, «segnala da tempo il problema all'Europa. Speriamo che questa ne prenda atto».

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