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Scandalo Wirecard: arrestato fondatore ed ex-ad Markus Braun

Markus Braun, fondatore di Wirecard ed ex-ad della società tedesca di fintech, è stato arrestato per il “buco” da 1,9 miliardi nei conti 2019

di Isabella Bufacchi

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Markus Braun, ex ceo di Wirecard - Afp

Markus Braun, fondatore di Wirecard ed ex-ad della società tedesca di fintech, è stato arrestato per il “buco” da 1,9 miliardi nei conti 2019


2' di lettura

Il fondatore ed ex-amministratore delegato del colosso informatico tedesco Wirecard è stato arrestato. Si trova in stato di fermo presso la procura di Monaco di Baviera, dopo essersi consegnato ieri sera alla polizia. L’accusa che grava su di lui è “di aver gonfiato i dati di bilancio e il fatturato per far apparire la sua società più forte e più attraente per gli investitori e la clientela”, come reso noto stamattina dalla procura stessa in una nota.

L’arresto è arrivato dopo che Wirecard, in un comunicato diramato lunedì 22 giugno, ha ammesso che il saldo sui conti correnti pari a 1,9 miliardi “probabilmente non esiste” e ha contestualmente ritirato i dati di bilancio preliminari per il 2019 e anche quelli del primo trimestre 2020, non certificati in mancanza della revisione contabile di EY.

Braun, che venerdì si era dimesso dall’incarico di amministratore delegato, nei giorni scorsi aveva denunciato l’ipotesi di un caso di frode a danno della società e avviato una denuncia contro ignoti. Resta però il sospetto che i vertici dell’azienda, uno dei principali fornitori di servizi completi nel settore dei pagamenti elettronici internazionali e soluzioni di outsourcing e white-label a livello globale, fossero a conoscenza dell’esistenza di transazioni poco chiare con alcune controparti in Asia, denunciate negli ultimi 18 mesi con insistenza dal Financial Times con tanto di pubblicazione di documenti lo scorso ottobre in assenza di contromisure.

Secondo un rapporto investigativo di KPMG, Wirecard avrebbe attribuito buona parte dei profitti dei bilanci tra il 2016 e il 2018 attraverso”third party acquiring”, transazioni come pagamenti tramite carte di credito a livello commerciale, effettuate in outsourcing con terze parti non direttamente controllate.

Moody’s ha ritirato il rating sul senior bond Wirecard, per “mancanza di informazioni”. Wirecard sta trattando con una serie di banche controperti per mantenere aperte le linee di credito e tenere in vita la società: i creditori possono decidere di far scattare le clausole di chiusura anticipata, per inadempienza contrattuale di Wirecard, e chiedere l’immediato rimborso ed estinzione anticipata.

Wirecard AG, la casa madre con sede a Monaco, non rientra nella sfera della BaFin, l’autorità di vigilanza tedesca. Wirecard Bank, controllata da Wirecard AG e con licenza bancaria e istituzione non significativa, ricade sotto la supervisione di BaFin e della Bundesbank.

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