economia circolare

Scandio, terre rare, metalli pregiati: i fanghi rossi si trasformano in risorsa

di Davide Madeddu

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2' di lettura

Dagli scarti della bauxite riemergono scandio, terre rare e materiali pregiati. L'economia circolare inizia nella discarica industriale. Perché le migliaia di tonnellate di residui che derivano dalla raffinazione della bauxite attraverso il procedimento Bayer, definiti comunemente “fanghi rossi”, possono trasformarsi in una risorsa.

«Giacimenti, così come le polveri che vengono prodotte nei processi di combustione di una centrale a carbone o quelle prodotte in una acciaieria» da cui recuperare scandio, terre rare, titanio, ferro, alluminio, silicio e metalli. Il tutto attraverso un processo combinato che allinea una fase termica a una idrochimica. E con una produzione di materie inerti (il cosiddetto scarto) pari al 2 per cento del totale lavorato.

A ideare la procedura - oggi brevettata e validata dal Politecnico di Milano e dal Cesa di Cagliari - i tecnici della Ecotec, azienda con sede in Sardegna (a Macchiareddu), da trent'anni impegnata sia nella ricerca sia nelle attività di depurazione dei residui di lavorazione industriale e petrolifera. Progetto che «nasce in Sardegna - come chiarisce Aldo Imerito, fondatore e amministratore di Ecotec -, ma esportabile in tutto il mondo».

Punto di partenza i siti in cui sono stoccati i residui di lavorazione del primo anello della filiera dell'alluminio: 30 milioni di tonnellate di fanghi rossi provenienti dalla lavorazione della bauxite e presenti a Portovesme. «È naturalmente un punto di partenza – chiarisce Imerito – perché in tutto il mondo si ha una produzione che supera i 150 milioni di tonnellate di fanghi rossi».

La prima fase che porta al recupero dei materiali contenuti nei residui di lavorazione passa per una fase termica. Nello specifico, un forno rotativo lungo 70 metri e largo quattro in cui avviene il primo riscaldamento e da «cui fuoriesce una lava di ghisa ad alte purezze». Dalla parte opposta le altre scorie che contengono i metalli preziosi. «In questo caso, attraverso un processo idro-metallurgico, si separano tutti i metalli, seguendo un procedimento che garantisce le migliori condizioni di risparmio energetico e la possibilità di recuperare completamente tutti i liquidi che vengono impiegati».

Dal trattamento del rifiuto, che si trasforma in materia prima, rimane un'ultima parte, il prodotto inerte: «È pari al due per cento dell'ammontare finito nel procedimento ed è inerte». Il progetto, «esportabile in tutto il mondo», si basa su un impianto modulare composto da cinque blocchi e capace di lavorare 200mila tonnellate l'anno di fanghi rossi.

Particolare attenzione allo scandio, considerato da Imerito, che in passato ha lavorato come manager in compagnie petrolifere internazionali, «materiale del futuro». «Il suo utilizzo è strategico per il mondo avanzato – argomenta – non a caso viene usato per rafforzare la portanza delle ali degli aereo da combattimento perché può resistere a pressioni o stress molto elevati». Senza dimenticare poi, come precisa Imerito, i vantaggi economici giacché «si parte da mille euro al chilo per arrivare a 16 mila, naturalmente a seconda della purezza».

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