curitiba

Scarcerato Lula in attesa della sentenza definitiva

Dopo la sentenza della Corte Suprema che impedisce la carcerazione degli imputati fino alla condanna definitiva. L’ex presidente è accusato di corruzione


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(Brazil Photo Press)

2' di lettura

Il giudice brasiliano Danilo Pereira Jr, del tribunale penale federale di Curitiba, ha accolto la richiesta della difesa dell’ex presidente Luiz Inacio Lula da Silva per la sua scarcerazione e lo ha autorizzato a lasciare la prigione di Curitiba, dove si trova dall’aprile 2018, accusato di corruzione e riciclaggio di denaro nell’ambito dell’inchiesta Lava Jato. Lula ha quindi lasciato la Soprintendenza della polizia federale a Curitiba.

La decisione è stata presa dopo che la Corte Suprema del Brasile, giovedì sera, ha stabilito con una maggioranza di un solo voto (6-5) che un imputato può essere privato della libertà personale soltanto quando siano esauriti tutti i gradi di giudizio.

Più a sinistra di prima
Lula, poco prima di essere scarcerato, aveva annunciato che avrebbe fatto «un grande discorso alla nazione» e avrebbe lasciato la prigione «più a sinistra» di quando vi è entrato. L’ex presidente-operaio è già stato condannato in tre gradi nel caso del cosiddetto “triplex di Guarujà”, ma può ancora ricorrere proprio alla Corte suprema. I militanti del Partito dei lavoratori da lui fondato, e altri simpatizzanti che da quasi 580 giorni vivono accampati fuori dal carcere per attendere la liberazione del loro leader, hanno organizzato una grande manifestazione a Sao Bernardo do Campo, nell’entroterra di San Paolo, presso la sede del sindacato dei metallurgici, da cui prese slancio l’impegno politico di Lula.

Le critiche del figlio di Bolsonaro
Critico nei confronti della pronuncia dell’alto tribunale di Brasilia è stato il deputato Eduardo Bolsonaro, figlio del presidente della Repubblica, Jair Bolsonaro. «Liberano i banditi e disarmano i cittadini, poveri brasiliani», ha scritto sui social Bolsonaro Jr., esponente di spicco del Partito social-liberale, formazione della destra estrema.
Oltre a Lula, la decisione della Corte suprema potrebbe beneficiare altri 12 condannati nell’ambito della Lava Jato. Tra questi ultimi figura anche l’ex ministro della Casa Civile ed ex braccio destro di Lula, José Dirceu.

Udienza il 27 novembre
Un Tribunale regionale federale del Brasile ha fissato per il 27 novembre l’udienza per il ricorso d’appello per l’ex presidente brasiliano nell’altro caso che lo vede imputato: quello del podere di Atibaia. Il 6 febbraio, Lula è stato condannato dal giudice supplente Gabriela Hardt, del 13/o Tribunale federale di Curitiba, a 12 anni e 11 mesi di carcere per corruzione e reati di riciclaggio di denaro in questo processo che rappresenta la seconda condanna a carico dell’ex capo di Stato nell’ambito dell'inchiesta Lava Jato dopo quella nel caso del cosiddetto “triplex di Guarujà”.

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