la circolare

Scarcerazioni, il Viminale allerta le questure

Circolare del Dipartimento di pubblica sicurezza dopo il decreto legge sul flusso dei detenuti fuoriusciti con l’emergenza COVID-19

di Marco Ludovico

Boss scarcerati, Bonafede annuncia un intervento legislativo

Circolare del Dipartimento di pubblica sicurezza dopo il decreto legge sul flusso dei detenuti fuoriusciti con l’emergenza COVID-19


3' di lettura

«Misure di vigilanza e verifica dei flussi informativi relativi alle dimissioni dalle case circondariali». Al di là del titolo burocratico, il Dipartimento di pubblica sicurezza mette in allerta i questori di tutta Italia: occhio alle scarcerazioni, non c’è un attimo di tempo da perdere. I fuorisciti dalle carceri possono fare di tutto. Evadere, violare le regole di detenzione domiciliare, incontrare criminali di ogni genere. Le autorità provinciali tecniche di pubblica sicurezza, alias i questori, sono avvisate.

L’allarme alle questure il 13 maggio
Il Viminale ha atteso il decreto approvato da governo sulle scarcerazioni . Poco prima, il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede aveva sostituito il capo del Dap-dipartimento amministrazione penitenziaria, Francesco Basentini, con il procuratore di Reggio Calabria Dino Petralia . Una bufera dopo la circolare del Dap (dipartimento amministrazione penitenziaria) sui detenuti a rischio COVID-19. Con il bilancio di circa 500 carcerati alla fine usciti dagli istituti di pena e le dimissioni di Basentini. Varato dal governo il decreto legge per riparare alla circolare, il ministero dell’Interno, guidato da Luciana Lamorgese, lancia adesso l’allarme. Per la massima tutela della pubblica sicurezza. E la condivisione delle procedure e delle informazioni tra gli istituti di pena e le questure.

«Impulso a ogni attività di monitoraggio»
La circolare firmata dal direttore centrale dell’Anticrimine (Dac) della Polizia di Stato, Francesco Messina, raccomanda ai questori di «dare ogni possibile impulso all’attività di monitoraggio già avviata - ricorda la nota del dipartimento Ps guidato da Franco Gabrielli - dai dipendenti uffici di analisi e investigazione». La nota del Viminale indica le attività strategiche per contenere ogni rischio. Bisogna «sensibilizzare i dirigenti delle squadre mobili» affinchè diano «alle Procure ogni elemento investigativo utile, sintomatico della possibile violazione delle prescrizioni imposte dall’Autorità giudiziaria che ha emesso il provvedimento di scarcerazione». Ma le questure devono vigilare anche sugli scenari peggiori. Come «l’eventuale reinserimento in contesti criminali». Alcuni casi sono stati già scoperti dalle forze di polizia.

Aggiornamento continuo sui detenuti domiciliari
Il direttore della Dac raccomanda ai questori «di avvalersi della consueta attività di monitoraggio delle Divisioni Anticrimine sulle scarcerazioni dei soggetti che beneficiano di detenzione domiciliare o degli arresti domiciliari». Messina ricorda come «gli articoli 43 3e 58 dell’Ordinamento Penitenziario» prevedono che le scarcerazioni vadano «comunicate dal Direttore dell’Istituto Penitenziario e dal Tribunale di sorveglianza al Questore». Ogni questura deve sapere, ogni questore deve assicurarsi di aver saputo e di conseguenza aver disposto le azioni necessarie.
Non è per niente un profilo secondario: «L’aggiornamento costante del dato situazionale» sollecitato dalla Dac garantisce «il flusso informativo con gli uffici territoriali deputati alla vigilanza» cioè Polizia di Stato e Arma dei Carabinieri. Per evitare dopo la scarcerazione fughe, deviazioni e contatti con la malavita.

I tempi degli interventi
Ci si può chiedere perchè la circolare del Viminale arrivi solo ora, visto che i primi provvedimenti di scarcerazione risalgono già a febbraio e la circolare del Dap è del marzo scorso. In realtà la questione è stata tutta interna al ministero della Giustizia: il dicastero dell’Interno non poteva entrare in un problema di amministrazione giudiziaria - un altro potere dello Stato - diventato esplosivo, finchè non fosse stato risolto.
Assurta la vicenda a livello politico fino alla decisione di governo con il decreto legge, è diventato così giusto e opportuno per il Viminale intervenire. Non a caso, nella circolare della Dac ai questori è allegato proprio il provvedimento d’urgenza dell’esecutivo guidato da Giuseppe Conte.

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