a parma

Scarpe come sculture, design e artigianalità in mostra

di Enza Moscaritolo


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2' di lettura

Ci saranno l’iconico sandalo modello mule di Fendi del 2000 e l’antico zoccolo veneziano dal nome “patito”, una prima assoluta. Antiquariato e modernariato insieme per una mostra che prende il via il 5 ottobre (visitabile fino al 13 ottobre) nell’ambito di Mercanteinfiera a Parma dal titolo In her Shoes. Due passi nella storia della calzatura . L’iniziativa è nata dalla collaborazione tra il Museo della Calzatura di Villa Foscarini Rossi, del gruppo Lvmh dal 2003, e Fiere di Parma.

Si tratta di un vero e proprio viaggio all’interno della storia di questo accessorio che ha davvero tanto da raccontare: Dior, Kenzo, Celine, Nicholas Kirkwood hanno potuto esprimere il loro estro nel mondo grazie alle capacità dell’imprenditore Luigino Rossi, fondatore del Museo, in oltre settant’anni di attività. «Presentiamo una selezione che è un piccolo riassunto della storia della calzatura griffata della seconda metà del Novecento, così da poter osservare l’evoluzione di questo prodotto, e della calzatura storica – racconta Federica Rossi, direttrice del museo da circa 5mila visitatori all’anno - e tante delle scarpe che hanno fatto la storia sono state prodotte dal distretto calzaturiero di lusso veneto. Ritengo che su questa realtà abbia influito anche la bellezza delle ville venete, come modello di armonia, perfezione ed eleganza in cui siamo immersi».

L’esposizione esalta lo stretto connubio che c’è tra design e artigianalità: i pezzi presentati mostrano una bellezza senza tempo, dalla scarpa surrealista di Celine (2013) al sandalo di Kenzo (2011), ideata dall’allora direttore artistico Antonio Marras. «La progettualità nel concept di una calzatura femminile non ha nulla da invidiare ad altre espressioni di design – prosegue Rossi -, è un dialogo continuo tra lo stilista, che è un artista, e l’artigiano che attraverso la manifattura deve tradurre in realtà un’idea e renderla un prodotto finito e fruibile».

«Siamo orgogliosi di esibire una novità assoluta – aggiunge – un antico zoccolo veneziano dal sapore orientale intarsiato con legni diversi, madreperla e osso che abbiamo acquisito da pochi giorni, così come presentiamo per la prima volta la calzatura creata nel 1969 da Marc Bohan per la maison Dior con la collaborazione di Swarovski, dopo l’accurato restauro di OpenCare Servizi per l’arte».

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