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Scarpe, divani, selle da cavallo: la sfida della pelle a “impatto zero”

Il progetto di Dani Group prevede una lavorazione senza metalli pesanti e la compensazione della CO2 prodotta con un contributo alla riforestazione - Già una cinquantina i clienti- partner

di Chiara Bussi

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Il progetto di Dani Group prevede una lavorazione senza metalli pesanti e la compensazione della CO2 prodotta con un contributo alla riforestazione - Già una cinquantina i clienti- partner


3' di lettura

Scarpe, borse, divani e poltrone, selle da cavallo e accessori per l'automotive. Tutti prodotti in pelle “Zero Impact”, realizzati senza metalli pesanti all’interno di una filiera corta, con il massimo riutilizzo degli scarti di lavorazione. Il progetto è stato lanciato nel 2019 da Dani Group, storica conceria a ciclo completo di Arzignano in provincia di Vicenza, e conta oggi una cinquantina di clienti- partner, italiani ed esteri.

«Nell'immaginario collettivo l’industria della conceria viene ritenuta altamente inquinante. Con questa iniziativa abbiamo voluto dimostrare che anche il nostro settore può agire da volàno imboccando la strada della sostenibilità, con un beneficio per l’intero territorio», sottolinea Giancarlo Dani, presidente e amministratore delegato dell’omonima azienda di famiglia. La pelle, spiega, «è un prodotto naturale che utilizza scarti derivanti dalla macellazione di bestiame destinato all’industria alimentare. La sfida è uno scatto in avanti in nome della sostenibilità . Per questo Abbiamo cercato una serie di partner che condividono la nostra visione».

Nuove regole del gioco

Chi sceglie questa strada diventa parte di una piattaforma tecnologica in cui vengono condivise nuove regole del gioco. I vantaggi? Un rafforzamento del marchio e una mano all'ambiente, in modo diretto e indiretto. L'iniziativa prevede anche una compensazione delle quote di CO2 prodotte durante il processo di lavorazione delle pelli con un contributo alla riforestazione attraverso progetti certificati dalla Unfccc, la Convenzione quadro dell'Onu sul cambiamento climatico. «Finora - dice Dani - sono tra i 2 e i 3mila gli alberi piantumati grazie a progetto in quattro parchi italiani in provincia di Foggia, Nuoro, Alessandria e Rovigo».

Dani ha iniziato a percorrere la strada della sostenibilità una decina di anni fa a colpi di certificazioni. Nel 2014 ha pubblicato il primo bilancio di sostenibilità. Finora ne sono stati redatti cinque e il prossimo è in arrivo per fine anno.

Il passo successivo è stato il progetto “Green Leather Industry for Environment” finanziato dalla Commissione Ue nell’ambito del programma Life, di cui l'azienda veneta è stata coordinatore. E che ha portato, tra l'altro, alla riduzione del 20% dei consumi di acqua nella fase di calcinaio, il momento iniziale della lavorazione sulle pelli grezze, allo sviluppo di un nuovo conciante da fonti rinnovabili e alla realizzazione di un concime con buon contenuto di azoto e fosforo.

A dare un ulteriore impulso è stata l'emergenza sanitaria. «In questi mesi – sottolinea Dani – tutto il sistema economico si è messo in discussione e si è finalmente reso conto che il modello fondato sulla crescita a tutti i costi non è più attuabile. Occorre trovare un equilibrio tra l’esigenza di sopravvivere e creare profitti e il rispetto del pianeta che ormai è diventato più che mai imprescindibile per non lasciare un'eredità pesante alle giovani generazioni».

L’identikit dell’azienda

Nata nel 1950 in piccolo sottotetto, oggi l'azienda conta circa 1.300 dipendenti, ha chiuso il 2019 con ha un fatturato di 167 milioni di euro e realizza all'estero l'80% dei ricavi. I clienti appartengono ai settori più disparati, dalla pelletteria, appunto, fino all'automotive. La produzione è tutta italiana. Dani dispone anche di tre stabilimenti per il taglio e cucito delle pelli ad Arzignano, Slovenj Gradec (Slovenia) e Nabeul (Tunisia). Nel 2016 l’azienda ha aperto uno showroom a New York, a cui si sono aggiunti quelli di Shanghai e di Arzignano.

Essenziale, sottolinea Dani, anche per percorrere la strada della sostenibilità, è l’innovazione. «In questo momento difficile – dice Dani – non ci si può fermare e occorre continuare a innovare con investimenti significativi in Ricerca e Sviluppo. La nostra prossima frontiera è la pelle ultraleggera per i sedili degli aerei e la pelletteria».

Innovazione di prodotto ma anche di servizio. Se le occasioni di incontro “Live” con i clienti sono state via via cancellate a causa del Covid, Dani propone ai suoi clienti una “fiera continua”, con un dialogo interattivo per mostrare il suo catalogo in tempo reale.


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