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Scatta la fusione Alstom-Bombardier: fari puntati sull’Italia

C’è grande attesa tra i lavoratori per scoprire quali novità porterà l’acquisizione, da parte della multinazionale francese, della società canadese

di Marco Morino

Alstom, consegnato il 100 treno regionale POP a Trenitalia

C’è grande attesa tra i lavoratori per scoprire quali novità porterà l’acquisizione, da parte della multinazionale francese, della società canadese


3' di lettura

C’è grande attesa tra i lavoratori, i sindacati, le imprese del trasporto ferroviario e anche tra gli analisti per scoprire quali importanti novità porterà in Italia l’acquisizione, da parte della multinazionale francese Alstom, della divisione trasporto ferroviario della canadese Bombardier, completata venerdì 29 gennaio. La fusione Alstom-Bombardier Transportation, che segue il tentativo fallito di fusione tra Alstom e i tedeschi di Siemens, porterà alla nascita delsecondo costruttore ferroviario al mondo, dopo la cinese Crrc.

Il fatturato aggregato del nuovo gruppo ammonta a 15,7 miliardi di euro, con un portafoglio ordini aggregato pari a 71,1 miliardi di euro. Alstom impiega oggi 75mila persone in 70 paesi diversi, offre una capacità di R&S senza pari e un portafoglio completo di prodotti e soluzioni.

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La nuova realtà si propone di contrastare lo strapotere cinese della Crrc (China Railway Rolling Stock Corporation), produttore di materiale rotabile quotato in Borsa e creato nel giugno 2015 dalla fusione di Cnr e Csr.

Si attendono notizie chiare sul futuro dei lavoratori dello stabilimento Bombardier di Vado Ligure (480 circa), in provincia di Savona, il quale, dopo un periodo di cig e una riduzione degli organici per la dismissione dell'ingegneria, a settembre 2020 ha acquisito l’importante commessa della costruzione delle motrici dei 23 convogli Zefiro Hitachi, treni ad alta velocità, destinati al mercato spagnolo.

Va aggiunto che lo stabilimento di Vado vanta un forte specializzazione anche nel cargo ferroviario, in particolare nella fabbricazione di locomotori per i treni merci, una tipologia di prodotto che al momento non è presente nel portafoglio di Alstom e dunque potrebbe contribuire ad arricchire l'offerta della nuova casa madre. Ma procediamo con ordine.

Alstom, consegnato il 100 treno regionale POP a Trenitalia

Alstom in Italia

La società Alstom, con circa 3.300 occupati in Europa e quasi 3mila in Italia rappresenta per numero e importanza dei progetti realizzati oltreché per contenuto tecnologico, una delle principali realtà industriali italiane nel settore ferroviario ed è un'azienda riconosciuta come leader nel mercato italiano e mondiale, con solide radici nella storia industriale italiana.

Produce treni da 160 anni, sistemi di trazione da 60 anni, sistemi di segnalamento da 90 anni e conta, a oggi, 8 siti, 31 depositi su tutto il territorio nazionale e due centri particolarmente strategici: Savigliano (Cuneo) per i treni Pendolino ad alta velocità, basati sulla tecnologia tilting e per i treni regionali, e Bologna per il segnalamento ferroviario e i sistemi di trazione. Un altro stabilimento strategico di Alstom in italia è quello di Sesto San Giovanni, alle porte di Milano.

Savigliano in particolare è diventato un asset chiave del gruppo a livello globale, rappresentando uno dei più importanti centri di progettazione e produzione 4.0 dell'industria ferroviaria europea.Negli ultimi 20 anni a Saviglianosono stati prodotti circa 200 treni ad alta velocità e oltre 600 treni regionali.

In Italia il principale concorrente di Alstom è la giapponese Hitachi Rail, ex Ansaldobreda. Hitachi, tra l’altro, è partner di Bombardier Transportation nella progettazione e fabbricazione del Frecciarossa, il convoglio di punta di Trenitalia (Gruppo Fs), mentre Alstom è il fornitore del concorrente Italo.

Tuttavia Alstom non dovrebbe ottenere la proprietà intellettuale del progetto perché, su indicazione dell'Antitrust europeo, il trasferimento dei diritti di proprietà intellettuale a Hitachi è stato confermato.

Savigliano, il cuore italiano di Alstom

Il 2020 è stato per lo stabilimento piemontese di Savigliano, malgrado la pandemia, un anno eccezionale. La chiusura totale della produzione e delle attività degli impiegati di 5 settimane imposte da lockdown hanno generato il timore e la preoccupazione in tutti i dipendenti. Poi però la situazione, spiegano gli stessi sindacati (Fiom, Fim e Uilm), è andata migliorando.

Grazie a una veloce ripresa delle attività produttive dal mese di maggio fino al novembre 2020, Alstom ha messo in campo un’azione di assunzioni che a oggi conta 41 operai fra coloro che erano somministrati e poi in staff leasing e 39 impiegati. Gli 80 nuovi dipendenti a tempo indeterminato che hanno incrementato del 9,5 % della forza lavoro complessiva, ha visto dopo tanti anni portare un significativo incremento del numero degli operai, da 310 a 351 con un incremento del 13,2%. Il 2021 si apre con importanti sfide da affrontare: presto si avranno i risultati riguardo alle gare di commesse nazionali e internazionali dove Alstom ha presentato i propri treni.

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