ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùOggi l’entrata in vigore

Scatta il piano Ue per ridurre i consumi. Dagli spot del governo alle luci spente in città: cosa succede in Italia

L’obiettivo di tagliare l’uso di energia del 7 per cento. Parte una maxi campagna pubblicitaria del governo per sensibilizzare i cittadini. Da Milano a Trento, molte città hanno già preso misure di contenimento per luce e gas. In vista dell’inverno, la fase due riguarderà termosifoni e luce pubblica

di Mariolina Sesto

Cinque consigli per risparmiare energia: lo spot del Governo

2' di lettura

Entra in vigore oggi il regolamento dell’Ue per la riduzione dei consumi di gas sul quale il Consiglio Affari Energia ha trovato l’intesa politica lo scorso 26 luglio. L’Italia dovrebbe tagliare del 7% i consumi ma il condizionale è d’obbligo visto che il piano - almeno per ora - è su base volontaria.

La realizzazione del piano in Italia

In Italia il piano, per ora, è lasciato nelle mani delle amministrazioni locali. Torino, Milano Trento, Bologna e Firenze hanno già introdotto misure di contingentamento dei consumi. E a livello centrale è prevista una campagna pubblicitaria sulle reti Rai, sulle radio e sul web.

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La campagna pubblicitaria

«Consumiamo l’energia in modo intelligente. Salva il pianeta, aiuta il Paese e fa risparmiare». Questo il contenuto degli spot di una maxi campagna di comunicazione e sensibilizzazione del governo curata dall’Enea e dal dipartimento per l’informazione che sta per partire: cinque consigli per correggere la cultura dell’uso disinvolto dell’energia e suggerire ai cittadini più sobrietà nel consumo di luce e gas.

La fase due: risparmi su luce pubblica e termosifoni

Ma la campagna pubblicitaria sarà solo il primo step del piano italiano. La fase 2 della roadmap, dopo gli spot contro il caro bollette, servirà a raggiungere l’obiettivo dei risparmi del 7%, in deroga al 15% chiesto al resto dell’ue.Per raggiungere i risparmi previsti per il prossimo inverno, pari a 4 miliardi di metri cubi di gas, servirà tagliare fino a due gradi i termosifoni con la contestuale riduzione dell’accensione di un’ora e dare un taglio alla luce pubblica.

La fase tre se scatta l’emergenza

La fase tre scatterà solo in caso di emergenza e contemplerà persino la riduzione della temperatura dell’acqua calda delle docce e i consumi di luce in abitazioni e negozi. Misure che al momento il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani esclude categoricamente.

Il caso Belluno

Tra le città che hanno approvato un piano di ridimensionamento dei consumi fa scuola Belluno. La città veneta azzererà la luce su vie e piazze fino a metà settembre dalle 2,30 alle 5 del mattino. E si pensa anche alla possibilità di spegnere le gallerie stradali.

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