scoperte

Scatti che mostrano muri e contraddizioni

Sono proprio gli expa a gettar luce sui contrasti interni

di Filippo Maggia


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«Angst» di Soham Gupta , nella 58. Esposizione Internazionale d'Arte, intitolata «May You Live In Interesting Times» alla Biennale Arte di Venezia (Courtesy Soham Gupta)

3' di lettura

«Le trincee esistenti fra le caste e le questioni di genere interne all’ambito familiare; i problemi irrisolvibili legati all’ambiente e, in particolare, alle terre delle genti indigene; le minoranze etniche e religiose sottoposte a continui attacchi; la fiorente economia neoliberale che sta ampliando il gap fra ricchi e poveri camuffata come apertura verso un consumismo globale per una classe media allargata, e via dicendo». Sono i temi oggi esplorati dai fotografi indiani spiega Sunil Gupta, fotografo colto e raffinato oltre che curatore di fama internazionale residente a Londra. «Nei lavori di questi autori vengono affrontati alcuni dei temi più urgenti. E, paradossalmente, proprio gli indiani che vivono all’estero si ritrovano al centro dei dibattiti sugli emigrati e sulla fedeltà alle tradizioni proprio mentre la globalizzazione li rende sempre più connessi e vicini alla madrepatria» prosegue Gupta, le cui fotografie registrano qualche passaggio (sette) in asta dal 2007 al 2010 con un solo venduto per 3.424 € di «Queens, New York/Albert Embankment, London (2001/03)» ed è trattato da Hales Gallery a Londra e New York.

La memoria. I fotografi indiani o di origine indiana devono, secondo Gupta, fare i conti con il passato e con una storia fotografica che per oltre un secolo e mezzo è rimasta eurocentrica, che ancora deve assorbire il retaggio di una fotografia coloniale antropologica ove le fotografie “descrivono” i loro antenati, il passato. Qual è dunque il ruolo che la fotografia può svolgere in un Paese tanto vasto e popolato? Gupta pensa che: «le immagini e, in particolare, la fotografia possiedono un fascino particolare per i cittadini indiani, ed essendo l’India un Paese con più di 20 idiomi dove i giornali stampati sono in crescita ciò significa che il numero di persone istruite va aumentando in modo esponenziale. Inoltre le tradizioni indiane sono ricche di una moltitudine di immagini e simboli religiosi e molti di questi vengono trasmessi attraverso fotografie gestuali. La fotografia digitale ha abbattuto i costi e oggi chiunque può realizzare immagini con uno smartphone. Quindi credo che l’impatto sulla fotografia globale possa essere davvero enorme».

In laguna. Sicuramente forte è stato l’impatto sul pubblico delle fotografie proposte all’ultima Biennale di Venezia dal giovane fotografo 31enne Soham Gupta (ancora nessun passaggio in asta e non lavora con una galleria, vende direttamente le sue opere a prezzi sui 4.500-5.000 $), una serie di ritratti di persone che escono dal buio profondo della notte di Calcutta dal titolo «Angst». A lui abbiamo chiesto com’è nato questo lavoro: «Nel 2008 ebbi una crisi esistenziale che mi portò a lasciare il college. La fotografia, che allora era per me un hobby, divenne d’improvviso una delle ragioni primarie del mio vivere quotidiano. Da allora ho lavorato con gli emarginati sociali, in particolare con i vagabondi malati di mente. Nel 2013 ho iniziato a lavorare alla serie “Angst”: un linguaggio visuale dell’oscurità, della notte. Ho anche raccolto le storie della gente che ho incontrato». Al momento Soham Gupta sta preparando un nuovo lavoro: «sui giovani indiani, sulle loro mode, amicizie, sessualità, sulle loro speranze e sui loro sogni. Loro sono a tutti gli effetti la forza emergente dell’India, il futuro, ma in gran parte non hanno educazione, vengono dagli slums e sono come ammaliati dalle parole dei politici che promettono loro un domani pari alla borghesia medio-alta. Questi ragazzi sono il nervo centrale dell’India, ma sono in realtà degli emarginati, conoscono appena qualche parola di inglese, girano in moto creando problemi di sicurezza e di ordine, hanno solo tante aspettative…». «Angst», pubblicato da Akina , è alla seconda edizione (200 copie stampate a 40 sterline), shortlisted ai Rencontres di Arles e a Paris Photo.

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