Le opzioni vincenti

Scelte di prezzo nelle fusioni e golden power tengono banco

Ritorna centrale la sede romana dello studio per il dialogo continuo con Governo e istituzioni

di Carlo Festa

2' di lettura

I legali, in epoca di Covid, diventano sempre più professionisti fondamentali per strutturare le operazioni di M&A. «La maggiore sfida tra gli avvocati - spiega Michele Briamonte, managing partner di Grande Stevens International - è oggi quella di individuare la migliore struttura per il cliente, abbandonando una visione della professione, fuori dal tempo e dal mercato. Fattori che hanno accelerato un processo comunque in atto sono sicuramente Brexit e pandemia: le operazioni, un tempo standard, secondo una matrice inglese e anglosassone o lussemburghese, oggi si ripensano sulla base delle esigenze di nazionalità ma anche di “ money market” appunto».

Il Covid ha inoltre accentuato l’utilizzo di strumenti, già usuali. «Clausole di carried interest oppure di earn out sono di grande utilizzo nelle acquisizioni, come pure quelle di kicker, step up o di price adjustment. Sono opzioni che consentono di adeguare il prezzo in un secondo momento a seconda delle performance del target, che in epoca di Covid possono mutare anche significativamente in modo rapido» continua Briamonte.

Loading...

«La volatilità sui mercati spinge alla ricerca di meccanismi di prezzo flessibile, come earn out e aggiustamento prezzo - indica Paolo Sersale, partner dello studio Clifford Chance e responsabile dell’area Corporate M&A per l’Italia -. Si tratta di un trend in controtendenza rispetto al passato, in cui si prediligeva la certezza dell’operazione e delle condizioni economiche. Sempre l’incertezza data dal Covid porta gli operatori a rivalutare con attenzione clausole di “material adverse change”, che consentono all’acquirente di ritirarsi in caso di eventi avversi».

Vai all'elenco completo dei migliori studi legali 2021

«C’è comunque da dire che i meccanismi di earn out erano molto utilizzati anche prima, soprattutto in alcuni settori come il farmaceutico, dove basta il successo nella commercializzazione di un nuovo prodotto per dare una forte accelerazione al fatturato di un’azienda» spiega Gianluca Ghersini, partner dello studio Gianni Origoni.

Un’area dove invece gli studi legali hanno dovuto rafforzarsi è quella relativa alle tematiche di golden power. La normativa pubblica ha creato grande lavoro. «Il governo vuole valutare se gli asset strategici, anche a causa della pandemia, vengono venduti all’estero a prezzi favorevoli. C’è da dire che, malgrado le preoccupazione degli investitori, queste procedure si sono dimostrate abbastanza veloci. Il nostro studio ne ha analizzate oltre 50 e sono tutte andate bene» sostiene Giorgio Fantacchiotti, socio corporate e responsabile del private equity e del marketing per Milano dello studio Linklaters.

Molti studi si sono attrezzati con nuovi professionisti. «Il golden power è stato un filone di lavoro interessante. Non ha rallentato le operazioni. Nel team del nostro studio è entrato ad esempio l’avvocato Valentina Canalini che ha lavorato nell’ufficio legislativo che ha realizzato l’attuale normativa in materia» spiega Stefano Valerio, managing partner di Gatti Pavesi Bianchi Ludovici. «Per uno studio è tornata così a essere fondamentale una presenza forte a Roma, in modo da essere vicini alle istituzioni e meglio dialogare con il Governo» indica Ghersini.

Vai all'elenco completo dei migliori studi legali 2021

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti