AUTO CHE GUIDANO DA SOLE

Scendi dall’auto e vai via: Bosch e Daimler inventano il parcheggio automatico senza supervisione

Le due aziende hanno ottenuto l’approvazione delle autorità competenti del Baden-Württemberg per il sistema di parcheggio autonomo nel garage del Museo Mercedes-Benz di Stoccarda

di Giulia Paganoni


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3' di lettura

Bosch e Daimler (Mercedes) hanno unito le competenze per sviluppare un sistema di parcheggio automatico dei veicoli di livello 4 di guida autonoma, che non richiede la supervisione umana.

Dare valore al tempo. E in sicurezza. Questi i punti chiave del progetto Automated valet parking sviluppato da Bosch, che fornisce l'infrastruttura e Daimler che mette a disposizione la tecnologia dei veicoli. Si tratta del primo sistema di parcheggio a guida autonoma senza conducente (livello SAE 4) a essere approvato dalle autorità nel normale utilizzo quotidiano. È una tappa importante nel processo di sviluppo tecnologico della guida autonoma.

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Il sistema è accessibile tramite App e non richiede la presenza a bordo di un guidatore. In questo modo il ritiro e restituzione del veicolo avviene in modo totalmente autonomo.

Il compito dell’utente è solo quello di giungere nel garage, scendere dalla vettura e lasciare l’auto. Questa in autonomia è in grado di individuare l’area libera e di andare a posizionarsi.

Al momento in cui si desidera riprendere l’auto, basta chiamarla e questa ripercorre il tratto precedentemente fatto per andare a riprendere l’utilizzatore.

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Un progetto iniziato nel 2015
Questo progetto ha una lunga storia. Bosch e Daimler hanno iniziato a sviluppare il sistema di parcheggio completamente autonomo nel 2015 e, nell’estate del 2017, hanno raggiunto un’importante tappa con il progetto pilota presso il garage del Museo Mercedes- Benz di Stoccarda: l’Automated valet parking in condizioni reali con e senza conducenti al volante è stato presentato al pubblico per la prima volta. All’anteprima mondiale è seguita un’intensa fase di test e avviamento. Dal 2018 i visitatori del museo hanno potuto sperimentare in prima persona il servizio di parcheggio, accompagnati da personale di sicurezza e condividere la loro esperienza.

Nel progetto pilota è stata applicata l’innovativa soluzione di illuminazione sui veicoli. La luce turchese indica che un veicolo è in modalità “guida autonoma” e informa i pedoni e gli altri utenti della strada che il veicolo non ha conducente a bordo.
Le informazioni e i dati desunti da questo test si riflettono nello standard 3134 emesso di recente dalla Sae. L’approvazione finale da parte delle autorità fissa un’ulteriore importante pietra miliare per Bosch e Daimler: presto, le parti interessate potranno offrire l’innovativo servizio di parcheggio nel normale uso quotidiano nell’autosilo del Museo Mercedes-Benz senza la supervisione di un conducente.

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Bosch: tanti progetti per semplificare la vita
Il colosso tedesco ha anche da poco presentato un altro progetto: il Parking Lot Sensor di Bosch, un sensore in grado di individuare e segnalare gli spazi disponibili all’interno di un parcheggio, permettendo all’utente di conoscere, attraverso l’utilizzo di un’App, il tempo necessario per raggiungerlo e, successivamente, di effettuare il pagamento direttamente con lo smartphone.
Il funzionamento di questo sistema si basa sulla presenza in ogni spazio di sosta di un sensore che controlla in tempo reale se quel posto è occupato o meno, con un’affidabilità testata di oltre il 95%. Questo segnala sull’App la possibilità di parcheggiare il veicolo.
Il progetto rientra nei programmi di molte arre urbane. Infatti, numerose città dispongono o stanno pianificando infrastrutture per le smart city con una rete wireless ad ampia copertura. Il Parking Lot Sensor di Bosch sfrutta l’infrastruttura per la comunicazione wireless tra il sensore e la piattaforma centrale, utilizzando un protocollo LoRaWAN (Long Range Wide Area Network).
I sensori la flessibilità necessaria per integrarsi nei progetti di Smart-City in conformità ai requisiti specifici di ciascuna municipalità.

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