aziende al tempo del covid

Scervino: «Lavoriamo per mettere in sicurezza laboratori e negozi»

L’amministratore delegato della maison fiorentina spiega le misure adottate per farsi trovare pronti per la fase 2

di Silvia Pieraccini

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L’amministratore delegato della maison fiorentina spiega le misure adottate per farsi trovare pronti per la fase 2


3' di lettura


Risponde Toni Scervino, amministratore delegato e co-founder della maison di moda Ermanno Scervino, quartier generale a Bagno a Ripoli, sulle colline intorno a Firenze (nella foto in alto, da sinistra, Ermanno Daelli, direttore creativo del brand, e Toni Scervino).


Sul fronte produttivo avete chiesto una deroga, come previsto dai provvedimenti del Governo, o siete completamente fermi?
Siamo praticamente fermi dalla fine di febbraio, abbiamo solo avviato la produzione di mascherine chirurgiche da donare alle strutture sanitarie, agli ospizi, a chiunque ne abbia avuto bisogno qui in Toscana e non solo. Le abbiamo spedite anche in Sicilia e in Lombardia. Le nostre sarte, tutte quelle che ancora hanno una macchina da cucire, a titolo gratuito e con slancio hanno lavorato da casa notte e giorno spinte solo dalla generosità e dalla consapevolezza di dare un grande aiuto per frenare l’emergenza in corso. L’azienda nel frattempo si sta preparando a ripartire organizzando in modo selettivo e scaglionato i vari reparti e tutta la filiera necessari per la prossima collezione.

Quali misure avete adottato per i lavoratori come conseguenza del lockdown?
Dal 28 febbraio, di ritorno dalle sfilate di Milano, visto cosa stava accadendo abbiamo preso le prime misure: abbiamo sanificato tutti gli spazi, dotato tutti di mascherine e messo gel disinfettante su ogni scrivania. Abbiamo fatto venire al lavoro meno del 10% dei collaboratori, facendo ricorso il più possibile a smart working e ferie. Così abbiamo potuto mantenere le distanze di sicurezza, facendo lavorare al massimo una o due persone per ufficio. Abbiamo preso immediatamente tutte le misure precauzionali di buon senso, in quei primi giorni di marzo in cui ancora non si avevano direttive e informazioni chiare. La nostra fortuna è avere un’azienda nella campagna toscana spaziosa e luminosa. Adesso, in previsione della imminente riapertura, abbiamo approfittato del lockdown per installare misure precauzionali aggiuntive, e stiamo programmando turnazioni del personale per cercare di tutelare la salute di tutti. La nostra è una azienda/famiglia, orgogliosamente di spirito latino, teniamo molto l’uno all’altro.

Quali misure avete adottato per la gestione dei negozi? Avete chiesto ai proprietari deroghe o riduzioni per gli affitti?
I negozi sono stati chiusi dopo l’azienda, quando è arrivata la disposizione ministeriale. Ora stiamo cercando di rinegoziare con i proprietari degli immobili e con i gestori dei centri commerciali, a fronte di chiusure complete e imposte dalla situazione e sapendo che alla riapertura il traffico, specie nei centri commerciali, continuerà ad essere molto ridotto.

Vi siete attrezzati con l’e-commerce? Se sì, praticando che tipo di sconti?
Abbiamo colto l’occasione per avviare con maggior decisione e velocità un progetto ambizioso per la vendita online e per la comunicazione digitale. Se vogliamo trovare un lato positivo a questa terribile pandemia è che ha fortemente favorito e accelerato il cambiamento tecnologico e l’approccio al digitale di tutti: aziende, cittadini, consumatori, istituzioni.
Per quanto riguarda gli sconti, sappiamo bene che nei prossimi mesi ci sarà una spinta da parte di tutta la distribuzione verso sconti e promozioni, ma noi cercheremo, per quanto possibile, di non andare in modo indiscriminato in questa direzione. Sviluppiamo e produciamo capi preziosi, frutto del lavoro di manodopera italiana altamente specializzata e pregiata. La moda che produciamo non è effimera ma mantiene un valore nel tempo, per cui sarebbe sbagliato svilirla con politiche di sconti eccessivi (nelle foto in alto, due look per la primavera-estate 2020, che hanno sfilato a Milano nel settembre 2019).

Potete fare una previsione di perdita di fatturato per il 2020?
Una cosa che purtroppo nessuno è in grado di fare con questa pandemia, almeno in questa fase, è la benché minima previsione. Vale tutto e il contrario di tutto e per tutti. Ma siamo decisi e agguerriti e sapremo fare la nostra parte. Noi italiani siamo abituati da sempre all’improvvisazione, abbiamo dovuto imparare a orientarci nelle circostanze più improbabili e inaspettate. Nelle situazioni di emergenza sappiamo dare il meglio di noi stessi, abbiamo sempre dovuto confidare sulla nostra inventiva per competere. Confido molto su questa dote tutta italiana. Ci sentiamo europei ma fieri, quasi compiaciuti, italiani.

Qual è, volendo costringersi a vederlo, un lato positivo di questa crisi, oltre a quello che ha visto sulla digitalizzazione?
Una nuova sfida, ha mischiato le carte, si gioca una nuova partita, costringe tutti a reinventarsi. Brutale, ma è un nuovo stimolo. Insegna che la vita è continuo rinnovamento, nuovo adattamento, niente è per sempre.

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