alla Corte d’Appello di roma

Schede distrutte alle comunali di Rieti, Csm chiede relazione

di Ivan Cimmarusti

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(ANSA)


2' di lettura

Il Consiglio superiore della magistratura ha richiesto una relazione al presidente della Corte d'Appello di Roma, Luciano Panzani, sulla vicenda delle schede distrutte per le elezioni amministrative di Rieti.

Il Csm: chiarire la vicenda
La decisione è del Comitato di presidenza, che ha inoltra una richiesta formale dopo la distruzione delle schede elettorali per un sospetto errore. La vicenda ruota attorno alle schede elettorali del ballottaggio delle comunali di Rieti dello scorso giugno, non utilizzate, autenticate e non, e poi distrutte su ordine del Tribunale nonostante pendesse, proprio su quel voto, un ricorso al Tar del Lazio promosso dal candidato del centrosinistra ed ex sindaco Simone Petrangeli. Il Consiglio superiore della magistratura intende chiarire cosa sia effettivamente successo, per individuare eventuali responsabilità. I fari sono stati accesi anche dalla Procura della Repubblica di Rieti. Il procuratore capo Giuseppe Saieva ha aperto una indagine, allo stato senza ipotesi di reato né indagati, sulla base di una segnalazione dell'attuale sindaco Antonio Cicchetti.

«Schede distrutte irrilevanti»
Ieri il presidente del Tribunale di Rieti, Carlo Sabatini, ha provato a placare la polemica. Con una nota ha spiegato che «le schede utilizzate per la votazione (del sindaco di Rieti, ndr) non sono state distrutte, tanto da essere state utilizzate per il riconteggio disposto dal Tar» dopo il ricorso al Tar del Lazio promosso dall'ex sindaco e candidato del centrosinistra Simone Petrangeli sconfitto per un centinaio di voti da Antonio Cicchetti. Sabatini aggiunge che le schede non utilizzate per la votazione, cioè quelle distrutte, «non sono mai state oggetto di contestazioni, rilievi o richieste durante le operazioni dell'Ufficio elettorale, né subito dopo».

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