il commercio nell’era covid

Schiaffo di Londra allo shopping, da gennaio abolito il duty free

Invece di estendere ai cittadini europei il rimborso dell’Iva sugli acquisti in Gran Bretagna, il governo lo ha eliminato per tutti, in modo da risparmiare. Ma la decisione, penalizzando il turismo, potrà essere un boomerang

di Nicol Degli Innocenti

Brexit ancora senza accordo, i negoziati proseguono

4' di lettura

Londra rischia di perdere la corona di capitale europea dello shopping, ma non a causa del coronavirus. Il governo, che pure ha speso centinaia di miliardi di sterline per sostenere l’economia e l’occupazione durante il lockdown, ha annunciato una misura che rischia di aggravare ulteriormente la crisi in alcuni dei settori più colpiti dalla pandemia: retail, turismo, aeroporti e ospitalità.

Da anni il Vat Retail Export Scheme permette ai turisti extra-europei di ottenere il rimborso dell’Iva sugli acquisti fatti in Gran Bretagna, ottenendo uno sconto de facto del 20%. Questo incentivo a fare shopping ha funzionato: ogni anno arrivano 16 milioni di persone, che spendono 14,3 miliardi di sterline nel Regno Unito e 3,5 miliardi in shopping tax-free.

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L’aspettativa del settore era che dopo Brexit la detrazione dell’Iva sarebbe stata estesa anche ai cittadini dell’Unione Europea, in linea con le regole dell’Organizzazione mondiale del commercio. Invece, a sorpresa, il Tesoro non solo ha deciso di non concedere questo vantaggio agli europei, ma lo ha eliminato per tutti i cittadini del mondo. Dal 1° gennaio 2021 non sarà più possibile ottenere il rimborso dell’Iva sugli acquisti.

La motivazione del governo è che la detrazione dell’Iva è un costoso “regalo ai ricchi” e che eliminarla porterà a un risparmio di oltre 500 milioni di sterline l’anno, necessario per rimpinguare le casse del Tesoro. L’estensione ai cittadini europei avrebbe portato il costo a 1,4 miliardi all’anno, secondo Londra.

Dubbi vantaggi

Le motivazioni e cifre fornite dal Tesoro sono state messe in dubbio da esperti del settore. L’Office for Budget Responsibility (Obr), l’ente indipendente che fa i conti per il Tesoro, ha rivisto le cifre al ribasso, calcolando che le entrate per il fisco saranno di 195 milioni l’anno prossimo e di 361 milioni in media nei prossimi cinque anni.

Anche il costo dell’estensione ai cittadini Ue è stato rivisto al ribasso, dai 900 milioni originali del Tesoro a 500 milioni. Cifra che comunque non tiene conto del probabile aumento degli arrivi dalla Ue. La possibilità di avere il rimborso sugli acquisti sarebbe stato per gli europei un gradito premio di consolazione per l’addio di Londra e un incentivo a fare shopping in Gran Bretagna nonostante la sua uscita dalla Ue.

Le previsioni del Tesoro riguardano solo l’impatto fiscale della misura, senza tenere conto delle probabili conseguenze: calo degli arrivi dall’estero e delle vendite, impatto sul turismo e sulle imprese produttrici e quindi sull’economia e sull’occupazione. «Il Tesoro ha sovrastimato il costo di ampliare l’esenzione alla Ue e ha gravemente sottostimato i rischi dell’eliminazione totale», sintetizza William Bain, consulente del British Retail Consortium.

Il rischio più evidente è che i turisti che vengono da lontano, soprattutto il 6% che fa grandi acquisti, si fermeranno meno tempo in Gran Bretagna e faranno shopping in altre città europee che la decisione di Londra ha reso più competitive. I cinesi, ad esempio, sono solo il 5% dei turisti extra-Ue, ma rappresentano il 32% dei rimborsi Iva sugli acquisti.

Un regalo a Francia e Italia

Se Londra perderà la corona, Parigi è pronta a conquistarla. Poco dopo l’annuncio del Tesoro britannico, il Governo francese ha fatto sapere che dal primo gennaio 2021 la spesa minima per ottenere il rimborso del 20% di Iva scenderà da 175 a 100 euro. La probabile perdita di Londra si tramuterà in un guadagno per Parigi, ma anche per altre città europee e italiane, dove i turisti stranieri possono ottenere un rimborso del 22%.

La cosa interessante è che nessuno, al di fuori del Tesoro, ha difeso o approvato la decisione. Un netto contrasto con la valanga di opinioni contrarie: sindaci e politici, brand e negozi, alberghi e aereoporti si sono schierati contro.

Grandi magazzini come Harrods, Selfridges e Fortnum & Mason, marchi del lusso come Burberry, Chanel, Jimmy Choo, Church’s, Hermès e Mulberry, hanno avvertito il cancelliere che la fine del tax-free costerà 40mila posti di lavoro e un miliardo di sterline in investimenti cancellati.

La misura potrebbe fare più danni a Londra di Covid e Brexit messi insieme, scoraggiando i turisti più ricchi dal fare acquisti. Quaranta deputati conservatori hanno avvertito che è una decisione autolesionista e un regalo ai concorrenti europei, dato che la Gran Bretagna diventerebbe l’unico Paese a non offrire questo vantaggio ai turisti stranieri.

Non solo Londra

Il cancelliere dello Scacchiere Rishi Sunak non ha parlato apertamente della questione. Il suo portavoce però ha fatto sapere che secondo il Tesoro il sistema attuale «non porta benefici a tutta la Gran Bretagna, dato che gran parte degli acquisti avvengono a Londra».

Anche questa motivazione è stata smentita dai diretti interessati. Londra è la destinazione principale per lo shopping tax-free, ma altre città ne hanno tratto beneficio. I negozi di Edimburgo, ad esempio, hanno incassato 92 milioni di sterline da turisti che hanno sfruttato l’esenzione, e quelli di Manchester 62 milioni.

Il timore, in Scozia così come in Inghilterra, è che arriveranno meno turisti dall’estero, con conseguenze negative non solo per il settore retail ma anche per alberghi, pub e ristoranti.

Anche Heathrow, l’aeroporto più trafficato d’Europa, ha avvertito che la decisione di abolire il duty-free costerà cara, dato che orologi, gioielli, abiti e accessori di lusso rappresentano tre quarti delle vendite. L’auspicato rilancio del traffico aereo post-Covid potrebbe essere soffocato sul nascere.

L’anno prossimo la vita potrebbe tornare alla normalità, soprattutto se il vaccino anti-Covid-19, che la Gran Bretagna è stata la prima al mondo ad approvare, sarà efficace. I turisti da tutto il mondo potranno tornare a Londra, ma forse non per fare shopping.

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