scuole sorvegliate speciali

Schizzano i contagi Covid: ecco la stretta di Regioni e Comuni. Toscana verso l’uso delle mascherine anche all’aperto

Quasi 900 istituti con almeno un caso di Covid registrato e oltre mille persone positive. In Piemonte obbligo di indossare la mascherina anche all'aperto nei pressi degli istituti, in Calabria un infermiere in ogni scuola, mentre il Lazio rafforza i test per i bambini nella fascia 0-6 anni

di Andrea Carli e Andrea Gagliardi

Coronavirus, Conte: proroga stato emergenza fino a fine gennaio

Quasi 900 istituti con almeno un caso di Covid registrato e oltre mille persone positive. In Piemonte obbligo di indossare la mascherina anche all'aperto nei pressi degli istituti, in Calabria un infermiere in ogni scuola, mentre il Lazio rafforza i test per i bambini nella fascia 0-6 anni


7' di lettura

L’impennata dei contagi Covid - nel consueto monitoraggio settimanale del ministero della Salute e Istituto superiore di sanità, relativo alla settimana 21-27 settembre, si parla di 3.266 focolai attivi, di cui 909 nuovi, entrambi in aumento per la nona settimana consecutiva - non è passata inosservata. Il timore che ci si possa ritrovare nella situazione complessa e drammatica del primo lockdown, lo spettro che si materializzi una seconda ondata di ospedalizzazioni e che le terapie intensive tornino a essere sotto stress, è avvertito soprattutto da chi ha un “piede” sul territorio: le Regioni, e in particolare i loro presidenti.

Governatori (ancora) in ordine sparso

Tanto che, nonostante dal Governo non siano mancati appelli, a cominciare dai ministri Speranza e Boccia, a non muoversi ognuno per conto suo e a seguire la linea definita a livello centrale, ancora una volta la scena alla quale si assiste è quella di amministrazioni che procedono in ordine sparso. Allo stesso tempo, e probabilmente in parallelo, il Governo annuncia che chiederà alle Camere una proroga di tre mesi e mezzo dello stato di emergenza, fino al 31 gennaio. Nessuna presa di posizione a livello centrale, invece, sull’obbligo di mascherine all’aperto deciso in questi ultimi giorni in alcune regioni (Campania, Lazio, Calabria, Sicilia, Basilicata). Con la Toscana pronta a muoversi nella stessa direzione. «Siamo in costante aggiornamento con il ministro della Salute e gli esperti del Cts. Torneremo a confrontarci con le Regioni - ha detto il premier Giuseppe Conte - e deliberemo se estendere l'obbligo a tutta Italia. Al momento non abbiamo deliberato nessuna misura in questa direzione». Intanto, nell’elenco delle soluzioni messe in pista a livello locale rientrano la chiusura di intere aree giochi nei parchi o il divieto di consumare alcolici all'esterno per evitare assembramenti.

Loading...

Giani: primo atto mascherine anche all'aperto
«Se la decisione non sarà stata presa prima dal governo, sarò io a firmare un'ordinanza per la mascherina obbligatoria all'aperto: la politica della prevenzione è essenziale. E tra le prime ordinanze che farò ce ne sarà una per le scuole, a cui dobbiamo dare direttive precise su sintomi, certificati, rientri», ha dichiarato in un'intervista all'edizione fiorentina de La Repubblica il nuovo presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, che entrerà in carica dalla metà della prossima settimana.

I DATI DEL CONTAGIO
Loading...

Scuole sempre più “osservate speciali”

Un’ulteriore considerazione sta guadagnando sempre più terreno. Il boom dei casi di Covid-19 registrati in Italia potrebbero essere una prima conseguenza della riapertura delle scuole, avvenuta ormai due settimane fa. È di questa opinione il fisico Giorgio Sestili, fondatore e fra i curatori della pagina Facebook “Coronavirus: Dati e analisi scientifiche”. Tuttavia, rileva l'esperto, «il rapporto fra il numero dei casi e quello dei tamponi eseguiti resta ancora molto basso». L'aumento dei casi di positivi al Covid fa crescere l'ansia nelle scuole (oltre mille i plessi con almeno un caso di contagio registrato e oltre mille persone positive) e fa salire paura e preoccupazione tra professori, genitori, personale scolastico. E la sensazione che proprio là, in corrispondenza delle aule - più fuori che dentro, considerato che i comportamenti più a rischio da parte dei ragazzi si manifestano nella fase di entrata e di uscita dagli istituti - sia il vero nodo ha convinto alcune Regioni a mettere in campo soluzioni che aumentino il livello di allerta e creino le condizioni per atteggiamenti “più virtuosi”. Regioni, ma non solo: a Forlì la mascherina da ottobre è obbligatoria per tutti (gli unici che non devono indossarla sono i bimbi con meno di 6 anni), ma solo in prossimità di asili e scuole.

Piemonte, obbligo mascherina vicino scuole dal 5 ottobre

Tra le regioni che si sono mosse in questa direzione, il Piemonte gestito da quello stesso Cirio che già sulla misurazione della temperatura agli studenti si è reso protagonista di un braccio di ferro con il governo. Lui proponeva di effettuare l’operazione a scuola; a livello centrale le linee guida prevedevano una verifica a casa. Il governo ha impugnato dal Tar l'ordinanza della Regione che raccomandava alle scuole di misurare la febbre agli allievi all'ingresso e, se non fosse possibile, di verificare che l'abbiano fatto le famiglie chiedendo un'autocertificazione, e il Tar ha respinto la sospensiva dell’ordinanza. Adesso scatta, o meglio sta per scattare una nuova “stretta”: sarà in vigore da lunedì 5 ottobre l'ordinanza che introduce in Piemonte l'obbligo di indossare la mascherina anche all'aperto nei pressi delle scuole. INon sono sottoposti all'obbligo i bambini di età inferiore a sei anni «e i soggetti con forme di disabilità o con patologie non compatibili con l'uso continuativo dei dispositivi di protezione individuale»

Nel Lazio obbligo mascherine all’aperto

Anche il presidente del Lazio ha firmato un'ordinanza che prevede dal 3 ottobre l'obbligatorietà dell'uso della mascherina anche all'aperto con due esclusioni: i minori sotto i sei anni e chi svolge attività motoria o sportiva. La stretta, che si è sviluppata prima del week end, ha l’obiettivo di contenere possibili contagi nelle zone della movida dove si creano con facilità assembramenti davanti ai locali e in alcune aree di Roma e di altri centri delle province. Si rischiano sanzioni da 400 a 3mila euro. Nel Lazio, dove nelle aule si registrano quasi 300 casi, sono in arrivo un milione di test salivari, come ha annunciato il governatore Nicola Zingaretti, che consentiranno, essendo meno invasivi, di procedere agli esami sui bimbi più piccoli, mentre alle superiori si va avanti con i tamponi rapidi. L'Unità di Crisi Covid-19 della Regione Lazio ha confermato inoltre che da lunedì 5 ottobre entreranno in funzione due ambulatori dedicati ai test per i bambini nella fascia 0-6 anni. Il primo presso San Paolo e l'altro presso il presidio ospedaliero di Palidoro aperto tutta la settimana sempre.

In Calabria un infermiere in ogni istituto

In Calabria, invece, si va nella direzione di garantire a ogni scuola la presenza di un infermiere. La presidente della Regione Jole Santelli ha deciso di assumere, a tempo determinato, infermieri. L’obiettivo della soluzione è quello di rafforzare l'offerta sanitaria territoriale a fronte della riapertura delle scuole e per fronteggiare l'emergenza epidemiologica conseguente alla diffusione del Covid-19. Le aziende sanitarie provinciali sono state autorizzate ad assumere personale infermieristico, anche utilizzando forme di lavoro autonomo, ovvero di collaborazione coordinata e continuativa. «Sarà lo stesso infermiere - ha aggiunto Santelli - ad attivare in caso di reale necessità il medico che assiste l'alunno, operando in team con il pediatra di libera scelta e i dipartimenti di prevenzione». Santelli ha firmato il 25 settembre una nuova ordinanza che istituisce l'obbligo di utilizzo della mascherina anche all'aperto per tutti i cittadini, esclusi i bambini al di sotto dei 6 anni e le persone con disabilità non compatibile con l'uso del dispositivo di protezione. L'ordinanza è valida sino al 7 ottobre.

De Luca: a ingresso e uscita scuole troppi assembramenti

Di fronte all'aumento dei contagi la Campania è stata la prima Regione a far scattare il 24 settembre l'obbligo di indossare la mascherina all'aperto durante l'intero arco della giornata, a prescindere dalla distanza interpersonale. «Occorre - ha dichiarato il governatore neo-eletto Vincenzo De Luca - ripristinare immediatamente comportamenti responsabili, a maggior ragione con l'apertura delle scuole. Se vogliamo evitare chiusure generalizzate è necessario il massimo rigore». «Davanti alle scuole - ha sottolineato in un intervento alla trasmissione Porta a Porta - nessuno controlla nulla. Se vogliamo convivere per altri dieci mesi con il Covid-19, perché se ci va bene tra dieci mesi avremo il vaccino, il sistema di controllo del territorio deve essere rigoroso e capillare. Io rilevo che da due-tre mesi le forze dell'ordine sono scomparse, non trovo più una pattuglia dedicata al controllo anticovid e infatti il governo fa un decreto per l'obbligo della mascherina dopo le 18 e nessuno la porta. O facciamo l'ordinanza e la facciamo rispettare oppure - ha concluso De Luca - perdiamo tempo».

Ancora De Luca in Campania ha disposto un giro di vite per la movida, con un limite di massimo 20 partecipanti a feste o ricevimenti e il divieto di vendita con asporto delle bevande alcoliche dalle 22. In Sicilia invece viene imposto di indossare i dispositivi di protezione all'aperto solo se si è tra estranei, ma per chi viene dall'estero è prevista anche la registrazione e i tamponi rapidi.

In Sicilia obbligo mascherine fuori casa

Uso obbligatorio delle mascherine fuori casa se si è tra estranei, registrazione e tamponi rapidi per chi proviene dall'estero, controlli periodici sul personale sanitario e sui soggetti cosiddetti fragili, oltre ai divieti di assembramento. Sono queste le ulteriori misure di prevenzione contenute nella nuova ordinanza del presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, per limitare il contagio del Coronavirus nell'Isola, con efficacia fino al 30 ottobre.

Anche in Basilicata obbligo di mascherina all'aperto

Anche in Basilicata è diventato obbligatorio indossare la mascherina anche all'aperto. Lo prevede un'ordinanza firmata dal presidente della Giunta regionale, Vito Bardi. L’uso della mascherina, in particolare, «è obbligatorio - è spiegato in una nota - anche nei luoghi chiusi accessibili al pubblico, compresi i mezzi di trasporto, e negli spazi di pertinenza dei luoghi e dei locali aperti al pubblico. Ne sono esclusi i bambini al di sotto dei sei anni, le persone con forme di disabilità non compatibili con le mascherine e chi pratica attività motoria e sportiva».

Le mosse dei Comuni

L’obbligo di mascherina all’aperto vale a Genova per i quartieri centrali e a Foggia. L’importanza di concentrare l’attenzione sulle scuole è avvertita anche da alcune città. Vige l'obbligo di indossare la mascherina durante l'ingresso e l'uscita degli studenti dalle scuole a Monopoli sino a 150 metri di distanza dagli istituti; mascherina obbligatoria entro duecento metri dagli accessi delle scuole anche a Carpi (Modena) come a Chiavari (Genova). A Spoleto, proprio a causa dell'aumento dei contagi tra i giovani fino a 16 anni, sono state chiuse le aree gioco e le strutture ludiche interne ai parchi e ai giardini pubblici. Prorogato a Verona, fino al 15 ottobre, il divieto di consumare alcolici, dopo la mezzanotte, sul suolo pubblico. Anche a Bologna nei giorni scorsi è stato annunciato l'obbligo di mascherina all'aperto, ma solo nel week-end e in centro storico.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti