Virginia woolf

Schizzi del passato di Ginia

L’autobiografico «Momenti di essere» pubblicato in versione integrale e la coinvolgente storia romanzata della scrittrice proposta da Emanuelle Favier

di Renzo S. Crivelli

default onloading pic

L’autobiografico «Momenti di essere» pubblicato in versione integrale e la coinvolgente storia romanzata della scrittrice proposta da Emanuelle Favier


5' di lettura

Talland House è una costruzione su due piani, con verande, immersa in un piccolo parco, a pochi passi da uno stagno con ninfee, collegata col mare di Cornovaglia da un sentiero costeggiato da siepi. Siamo a Saint Ives, una località di pescatori, con una piccola baia che racchiude un fazzoletto di sabbia. Qui sorge l’abitazione estiva di Julia Prinsep e Leslie Steven, il luogo dell’adolescenza di Virginia Woolf, la più famosa dei loro otto figli (provenienti da due matrimoni ciascuno). E, a sottolineare l’importanza di Saint Ives nella sua vita, abbiamo i tantissimi riferimenti legati alla sua infanzia e alla sua adolescenza inseriti nel diario Momenti di essere, dove, nello scritto intitolato «Uno schizzo del passato», ancora nel 1939, poco prima della sua morte, compare il rimpianto per quegli anni felici.

È singolare, infatti, come queste note gettino luce — la luce di una tela colorata e complessa — su uno dei più bei romanzi della Woolf, Al faro, uscito nel 1927 e ambientato proprio a Saint Ives. In quegli anni, indubbiamente, si andò configurando l’approccio immaginifico alla sua scrittura, sotto l’influsso della madre Julia (la stupenda enigmatica Julia, ispiratrice dei Pre-Raffaelliti). Non riusciva a guardarsi allo specchio, come ci confida in Momenti di essere, ma sentiva l’importanza di quelle emozioni assolute, che non l’avrebbero mai abbandonata. Del resto, il periodo tra il 1882 e il 1904 (quando Virginia passa dall’infanzia all’adolescenza) è quello formativo, in cui nasce la sua vocazione alla scrittura, in concomitanza con il suo oscuro desiderio di compensare, attraverso il gioco delle emozioni famigliari, una miriade di primi turbamenti. Tra i quali il suo senso d’inadeguatezza come donna: è timorosa di vestire in modo seducente e di figurare nei frequenti ricevimenti, è costretta a subire incomprensibili approcci sessuali da parte del fratello Gerald, subisce irreparabilmente il fascino femminile, ha un’infatuazione per il fratello Thoby, invidia, ma ne è attratta, la sorella Vanessa, che diventa pittrice.

Di questo procedimento, certo affascinante, poi raccontato e testimoniato nei Diari e nelle Lettere, si occupa, tra l’altro, Emanuelle Favier, scrittrice francese, nel suo Virginia, tradotto ora per Guanda. Si tratta di un romanzo costruito sulla biografia della Woolf, attingendo alla messe d’informazioni che ci fornisce anche in Momenti di essere. Favier, con una narrazione in terza persona coinvolgente sul piano emotivo, entra nella psiche di Ginia (come veniva chiamata da bambina), compiendo un’operazione sufficientemente “verosimile”. Si sa, una scelta di questo tipo implica una continua sovraesposizione assai rischiosa tra l’autrice e il suo “personaggio”, ma in questo caso l’onestà “storica” della Favier depone a favore di un contenimento accettabile delle sua velleità fantasiose. E ciò avviene perché mostra di conoscere molto bene tutte le opere e le confessioni dell’autrice di Al faro, nonché di aver letto e compulsato tutte le sue riflessioni private, il che le permette di descrivere alcuni dei procedimenti mentali della Woolf con cognizione di causa. Non è un caso, infatti, che Virginia termina proprio nel 1904, quando, per la prima volta nonostante incertezze e paure (nonché tentativi di sminuire il suo contributo al punto di inviarlo all’editore dimenticandosi di fornirgli l’indirizzo per una risposta), la Woolf ottiene la prima pubblicazione di un suo pezzo sul «The Guardian», oltre che un sentito incoraggiamento a iniziare la carriera di scrittrice. Leggendo Virginia, pertanto, abbiamo accesso a veri e propri squarci sul suo mondo (interferito dalla morte di Julia e da quella del padre, avvenuta proprio nel 1904). E il teatro di tutto questo è ancora una volta Saint Ives, dove la famiglia si trasferiva per tre mesi all’anno sulla linea ferroviaria che partiva da Paddington, a Londra, da poco inaugurata.

Ma tornando a Momenti di essere, va ricordato che nel 1939-40, a distanza di tanti anni, Woolf, nella stesura di queste sue annotazioni che ben sapeva di consegnarci «a futura memoria», disquisisce anche sulla singolarità dei suoi momenti epifanici, notando che si tratta di «momenti di essere» circondati, assediati, da una marea di «momenti di non-essere» (quelli che quando aveva sette-otto anni furono consegnati alle sue paure, tra cui quella del suicidio).

Come ha ricordato Francesca Wade in Square Haunting, Five Women, Freedom and London Between the Wars, «nell’infanzia della Woolf le immagini che fluttuavano sulla superficie della sua mente erano momenti di bruciante emozione, spesso nulla di più della profonda sensazione di un colore, un suono, uno squarcio di luce». Ed ecco che in «Uno schizzo del passato» è possibile vedere in controluce tutta la struttura visionaria e simbolica di Al faro, in cui il punto di vista narrativo è consegnato a Lily Briscoe, una pittrice che tenta di ritrarre la famiglia Ramsay (lei Julia e lui Leslie, ovviamente) utilizzando i colori. Lo vediamo con gli occhi di Virginia cinquantasettenne, ormai disillusa e angosciata dalla terribilità della seconda guerra mondiale che sta minando ogni sua speranza di futuro (Londra distrutta dai raid della Luftwaffe, Bloomsbury recintata dai sacchi di sabbia, gli anni spensierati e intensi delle loro riunioni intellettuali polverizzati senza speranza). Anche la guerra, la «Phoney War», vissuta dai coniugi Woolf tra Mecklenburg Square nel cuore di Londra e Monk House, nel Sussex, proprio sulla rotta dei bombardieri nazisti verso la capitale, è un «momento di non-essere», di lei e dell’umanità (resta scioccata quando viene a sapere, come ricorda, che per i nazisti suo marito Leonard, ebreo, e anche lei, in quanto schriftsteller all’indice, erano destinati al gas).

Ma Momenti di essere, che contiene una raccolta diaristica che va dal 1907 al 1940 (con l’aggiunta di 25 pagine inedite in italiano), è ben più di una biografia. Presa dalla necessità di definire il concetto di biografia (proprio mentre sta ultimando quella del grande critico d’arte Roger Fry, uno dei frequentatori assidui del salotto di Bloomsbury, con Lytton Strachey, Clive Bell, la sorella Vanessa, Duncan Grant), Virginia sembra scegliere una lettura del suo passato in filigrana ai suoi romanzi, impastando la realtà e la fantasia come un buon dolce di casa. E proprio il senso della “casa”, l’abitazione degli Stephen ad Hyde Park Gate emerge poderosa nella sfera dei suoi ricordi (i fratelli Stella, Thoby, Gerald, George, e, su tutti, la mamma). Una casa vittoriana di fine Ottocento, descritta poco prima della morte improvvisa di Julia, una tragedia che lascia affranti tutti (a cominciare dal letterato e filosofo Leslie Steven, incapace di gestirsi da solo). E che sembra translitterare nell’abitazione fin de siècle di Clarissa nella Signora Dalloway, del 1925, oppure, forse ancor di più, ne La famiglia Pargiter, una sorta di pre-testo de Gli anni, ritrovato postumo, in cui compare il punto di sutura fra la Woolf “ottocentesca” e la Woolf sperimentale degli anni Venti.

Infine, nell’ultima sezione di Momenti di essere intitolata «Sono una snob?» e scritta tra il 1936 e il 1937 per il «Club delle memorie», ecco che compare un’interessante nota auto-ironica (non nega di aver ereditato una dose di snobismo famigliare), accanto al memorabile ritratto di una vera snob, Lady Oxford, che ci riconduce alla Lady Bruton della Signora Dalloway.

Momenti di essere
Virginia Woolf
Trad. di Adriana Bottini
e Sara Sullam

Ponte alle Grazie, Milano,
pagg. 291, € 18

Virginia
Emanuelle Favier
Trad. di Alba Bariffi

Guanda, Milano, pagg. 288, € 19

Square Hunting, Five Women freedom and London between the wars
Francesca Wade
Faber and Faber, London, pagg. 325, £ 20

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti