I GATTI CON IL GPS

Sciare a Carezza, dove anche la neve artificiale è “green”

Il comprensorio ha attivato un percorso virtuoso per eliminare gli sprechi di energia portando innovazione negli impianti di innevamento programmato e dotando i mezzi che battono le piste di tecnologie avanzate per aumentarne l'efficienza

di Gianni Rusconi


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(Suedtirol Marketing, Italy)

4' di lettura

Il paesaggio non ha bisogno di molte presentazioni: siamo ai piedi del massiccio del Rosengarten, il nome tedesco del Catinaccio e del Latemar, nella valle più soleggiata di tutto l'Alto Adige e dove al tramonto le cime delle Dolomiti si tingono di rosso. Carezza non è certo fra le località sciistiche più frequentate dell'arco alpino, pur distando meno di mezz'ora di auto da Bolzano, ma ha tanti requisiti per essere considerato un piccolo paradiso dello sport invernale. E uno di questi è il rispetto dell'ambiente.

Georg Eisath

Il comprensorio ha infatti intrapreso negli ultimi anni un percorso virtuoso per eliminare gli sprechi di energia, portando innovazione negli impianti di innevamento programmato e dotando i mezzi che battono le piste di tecnologie avanzate per aumentarne l'efficienza. Il suo fiore all'occhiello è il progetto “Zone sciistiche climatiche alpine”, a cui ha dato vita con l'area svizzera di Arosa. Di cosa si tratta? Lo spiega con dovizia di particolari George Eisath, fondatore di TechnoAlpin, azienda specializzata nel campo dell'innevamento artificiale (il figlio Florian, ex nazionale azzurro di sci alpino, è il direttore del comprensorio Carezza Dolomites) e figura che di questo territorio conosce ogni cosa.

Gps e sensori per tagliare i consumi dei cannoni e dei gatti delle nevi
“Il progetto è nato dalla necessità di trovare soluzioni più economiche per la preparazione delle piste. La condizione per un innevamento artificiale ottimale è un impianto completamento automatico, in cui tutte le componenti devono essere controllate elettronicamente, ma altrettanto fondamentale è la scelta della tipologia e della posizione degli sparaneve: i cannoni a propulsione lavorano quindi sulle piste più ampie e le lance su quelle più strette, dove possono essere più efficaci e quindi consumare meno energia”. Sciare in modalità “green”, a Carezza, è ben più di uno scontato slogan e delle solite buone intenzioni. L'intero sistema che muove la stagione invernale è pensato in una logica di sostenibilità, dai compressori degli impianti che sparano la neve (fatti funzionare a pressione ridotta per ridurre il fabbisogno di energia, senza pregiudicarne la produttività) ai mezzi per battere le piste. “Ci siamo accorti – dice ancora Eisath – che i gatti percorrevano troppi chilometri e siamo intervenuti: le piste vengono rollate ovunque con la stessa ampiezza e su ogni mezzo è presente un sistema che rileva e visualizza su uno schermo la profondità della neve, permettendo al conducente di capire i punti dove ce n'è più bisogno e dove invece è possibile spostarne un pò”. L'utilizzo dei dati Gps ha fatto il resto, consentendo di tagliare di circa un'ora i tempi di preparazione dei 100 ettari di piste e di ridurre i consumi di carburante del 25%”.

Carezza, bacino idrico per impianti innevamento

I segreti per “produrre” la neve
A Carezza amano ripetere come la neve delle loro piste da sci sia molto più “ecologica” rispetto a pochi anni fa. E c'è una spiegazione dietro questa convinzione. Quale? Una progettazione mirata e un pilotaggio razionale degli impianti di innevamento artificiale, che permette di produrre neve all'inizio dell'inverno, appena le temperature scendono fino a toccare i 15 gradi sotto zero, e di r icoprire l'intero comprensorio di coltre fresca in sole 80 ore, con un fabbisogno idrico ed energetico inferiore. A questo risultato si è giunti percorrendo due strade. La prima è il bacino di raccolta dell'acqua “interno” che alimenta gli impianti, il più grande, moderno ed ecologico di tutto l'Alto Adige, in grado di soddisfare quasi integralmente un fabbisogno di circa 240mila m³ ogni anno. “Il bacino – precisa in proposito Eisath - è posto a un'altezza ideale per permettere all'acqua di entrarci in modo naturale durante l'anno, e in questo modo azzeriamo i consumi per riempirlo”. Per impattare sui costi della neve artificiale (un metro cubo di “prodotto” steso e fresato sulla pista costa tra 1,5 e i 2 euro in base alla temperatura e al tasso di umidità del momento in cui si inneva e si devono aggiungere altri 2 o 3 euro di oneri di ammortamento dell'impianto), e a Carezza se ne producono circa 600mila m³ l'anno, è quindi fondamentale sapere con precisione di quanta neve serve accumulare nei punti di raccordo per arrivare alla fine dell'inverno. Ed è qui che entra in gioco il know tecnologico di aziende come TechnoAlpin.

Carezza, impianti di risalita

I numeri del comprensorio
Sono 40 i chilometri di piste sciabili del comprensorio, di cui il 15% sono nere, il 30% rosse e il 55% blu, cui si aggiungono uno snowpark e tre parchi sci per bambini. A portare in quota sciatori esperti e alle prime armi pensano 14 impianti di risalita mentre i cannoni che assicurano l'innevamento fino a primavera sono oltre 200. L'impianto ammiraglia è la cabinovia che parte da Nova Levante (a 10 minuti dal centro di Carezza) e che in 10 minuti porta al Rifugio Fronza alle Coronelle a quota 2.374 metri, a poche decine di metri dalla roccia del Catinaccio, dove al tramonto le cime si tingono di rosso.

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