APPENNINO

Sciare in Toscana, dall’Abetone al Monte Amiata

di Silvia Pieraccini


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2' di lettura

Il sogno è sempre lì che aspetta: sviluppare il comprensorio sciistico dell'Appennino tosco-emiliano collegando i due versanti pistoiese e bolognese. I primi passi sono stati fatti ormai da tempo, visto che regione Toscana, regione Emilia-Romagna e governo nel novembre 2016 hanno firmato un accordo di programma che stanzia per il progetto 20 milioni di euro. Ma nelle due regioni si continua ancora a discutere sul tracciato del futuro impianto di risalita, previsto tra la Doganaccia e il Corno alle Scale: nelle settimane scorse i sindaci di Abetone (Pistoia) e di Sestola (Modena) hanno avanzato ipotesi alternative, facendo infuriare l'assessore toscano al Turismo, Stefano Ciuoffo. La sostanza è che a due anni dall'accordo col governo il progetto di collegamento dell'Appennino ancora non c'è, col rischio che i finanziamenti siano dirottati altrove. E il comprensorio - che potrebbe moltiplicare il turismo invernale facendo leva sui due grandi sciatori di “casa” che sono stati campioni olimpici, Zeno Colò e Alberto Tomba – resta cristallizzato.

99 km di piste

La Toscana dunque si prepara alla stagione sciistica cercando di arricchire l'offerta tradizionale, grazie anche al progetto regionale di vacanza-avventura ‘Tuscany Adventure Times'. In primo piano c'è naturalmente lo sci, con 99 chilometri di piste distribuite tra Abetone, Doganaccia, Monte Amiata, Lunigiana e Garfagnana. La località-top non solo della Toscana ma dell'Italia centrale resta l'Abetone (50 km di piste da sci e 21 impianti di risalita), che offre anche sci di fondo (due piste e un anello per un totale di 8 chilometri). Sempre sulla montagna pistoiese, a 14 chilometri dall'Abetone tra il Corno alle Scale e il Monte Libro Aperto, si scia alla Doganaccia (10 km di piste), dove ci si può divertire anche sulla pista di snow tubing. Nel sud della regione il Monte Amiata, con la sua faggeta più estesa d'Europa, offre 12 km di piste servite da 8 impianti di risalita e 10 km di piste da fondo (più un anello illuminato e dotato di impianto di innevamento). E quando la neve è particolarmente abbondante sono possibili escursioni nelle foreste con gli sci da fondo.

Piccole stazioni sciistiche sono quelle in Lunigiana a Zum Zeri (12 km di piste, tre impianti di risalita), a cavallo tra Toscana, Liguria e Emilia Romagna, terra di confine con paesaggi affacciati sul Mar Ligure e sul Tirreno; e in Garfagnana, a Careggine, Passo delle Radici e Casone di Profecchia, circondati dalle vette delle Alpi Apuane e dell'Appennino (15 km di piste servite da 7 impianti di risalita). La natura incontaminata e la buona cucina sono le carte giocate da questi territori, insieme con lo sci nordico: 30 km dal Casone di Profecchia al Passo delle Radici, e da qui, sempre con gli sci ai piedi, fino a Piandelagotti in territorio emiliano.

Sullo sci, e più in generale sulle attività outdoor anche invernali, sta investendo l'agenzia regionale Toscana Promozione Turistica, che punta a far conoscere un territorio fino a oggi famoso soprattutto per le città d'arte, la campagna, il cibo e il vino. “Puntiamo a fornire ai nostri ospiti nuove opportunità per conoscere la Toscana, regalando nuove esperienze, emozioni, divertimento e vacanza attiva”, dice Alberto Peruzzini, direttore dell'agenzia.

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