il 4 e 5 agosto

Sciopero autostrade durante l’esodo, ma il pedaggio si paga lo stesso

Al casello il pedaggio va pagato lo stesso, ma la protesta potrebbe rientrare

di Maurizio Caprino


Sciopero autostrade durante l’esodo estivo, ecco che cosa può succedere

3' di lettura

Forse non sarà proprio da incubo come è stato descritto, ma causerà disagi e potenziali pericoli. Lo sciopero dei casellanti autostradali proclamato per il 4 e il 5 agosto (domenica e lunedì) dalle principali sigle sindacali (Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Sla Cisal e Ugl Trasporti) tocca un weekend con previsioni del traffico anche da bollino nero e molti hanno ancora credenze sbagliate su cosa accade in giornate del genere, per cui rischiano di causare incidenti. Ecco come comportarsi.

Sciopero ancora evitabile
Innanzitutto va chiarito che lo sciopero non è ancora certo. È stato proclamato, ma il 30 e 31 luglio ci saranno incontri tra i gestori autostradali e i sindacati. E si punta a trovare un accordo, anche perché le conseguenze di uno sciopero stavolta potrebbero essere più avvertibili che in altri periodo dell’anno. Le date dell’astensione dal lavoro sono state scelte anche in funzione di questo.

Tra l’altro, il prossimo era anche l’ultimo weekend possibile per uno sciopero durante queste vacanze: dopo si entra nel periodo di garanzia in cui occorre garantire il servizio pieno.

Previsioni difficili
Se lo sciopero venisse confermato, non si può ancora prevedere con certezza quali ne saranno le reali conseguenze: dipenderà dall’adesione che si registrerà. Di quest’ultima i gestori contano di avere un’idea dopo l’incontro del 31 luglio con i sindacati.

Se dovesse essere bassa, le conseguenze sarebbero limitate: dovrebbe essere possibile programmare i turni in modo da coprire le assenze. Se invece l’adesione dovesse essere massiccia, si rischia l’impossibilità di tenere aperte le piste di esazione manuale. E, in base alle previsioni del traffico, i momenti peggiori dovrebbero arrivare domenica mattina.

A quel punto, per gli utenti diventerà determinante sapere come comportarsi in situazioni del genere.

La credenza sbagliata
La principale credenza sbagliata è che con lo sciopero dei casellanti il pedaggio non si paghi. Invece, è da una ventina d'anni (più o meno in coincidenza con la privatizzazione della vecchia società Autostrade) che si paga lo stesso. Ma con modalità diverse, che colgono impreparato chi si avvicina a un casello.

Inizialmente i casellanti venivano rimpiazzati da altri lavoratori non in sciopero, che venivano temporaneamente adibiti a mansioni da esattori. Ciò comportava pericoli solo per il fatto che molti guidatori si fermavano lungo l’autostrada (cosa vietatissima e sempre più pericolosa, se non in area di servizio) in attesa che lo sciopero iniziasse e quindi ai caselli si passasse liberamente.

Cosa aspettarsi e come comportarsi
Dopo un lungo contenzioso con la Uiltrasporti, dieci anni fa l’attuale Autostrade per l’Italia si è vista dichiarare antisindacale questo comportamento (sentenza 12811/2009 della Sezione lavoro della Cassazione, che confermava la sentenza 5/2005 della Corte d’appello di Firenze). Di qui la decisione di chiudere le piste manuali in caso di sciopero massiccio degli addetti all’esazione.

Va anche tenuto conto che in molte zone d’Italia è molto alta la quota di utenti Telepass, ma durante le vacanze si mettono in viaggio anche utenti restii persino a pagare con bancomat e carte di credito.

Quindi, salvo diverse decisioni dei prossimi giorni, è bene sapere che si potrebbe restare spiazzati dalla deviazione del traffico verso le piste di esazione automatica. Dove chi non ha una card dovrebbe ricevere uno scontrino che funge da «Rapporto di mancato pagamento», da sanare successivamente con le modalità indicate nel documento stesso.

Questo dovrebbe contribuire ad alimentare le prevedibili code. Che ai caselli meno importanti o comunque più angusti causeranno problemi anche a chi ha il Telepass: qui non di rado non c’è spazio per una corsia dedicata e quindi anche chi usa il telepedaggio deve mettersi in fila con gli altri (l’unico vantaggio sta nel fatto che, quando arriva il proprio turno, il pagamento resta automatico come quando non c’è coda).

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