climate strike

Sciopero clima: studenti in piazza in 182 città italiane fra flash mob e slogan


Climate change, cosa succede se non fermiamo il riscaldamento globale

4' di lettura

Il cambiamento del clima è un’emergenza, Lo hanno ricordato gli studenti in marcia in tutto il mondo per il “climate strike”. In Italia sono state 182 le piazze riempite - da Milano a Palermo, passando per Roma, Firenze e Venezia - dalle manifestazioni degli studenti, sull’onda dell’iniziativa lanciata dall'attivista sedicenne svedese Greta Thunberg. Gli slogan: “Salviamo il pianeta, non il profitto”, “La crisi siete voi, noi il futuro”, “Ci avete rotto i polmoni”, “Non abbiamo un pianeta B”. E, ancora: «Non esiste futuro senza pianeta». Oltre un milione di ragazzi in piazza, secondo un calcolo dei Verdi.

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Mattarella: I giovani chiedono di agore per difendere il clima
Le massime autorità hanno risposto alla voce che si è levata dalle piazze. A partire dal capo dello Stato Sergio Mattarella: «Tanti giovani ricordano a tutti e chiedono a tutti e soprattutto alle istituzioni, di agire per difendere il clima». A Venezia flash mob sul Ponte di Rialto; dove centinaia di ragazzi si sono sdraiati a terra mentre il suono di sirena doveva far immaginare l'allarme di un incidente nucleare. A Milano in piazza per dire che non c’è più tempo e bisogna risolvere i problemi ambientali del mondo. Musiche e slogan anche a Roma. Tutti chiedono alle istituzioni di impegnarsi e favorire un modello di sviluppo ecosostenibile.

Studenti in piazza in tutto il mondo
E gli studenti in 1.700 città nel mondo sono scesi in piazza per protestare contro l'incapacità dei governi di agire contro il globale riscaldamento. Tutti in strada a reclamare un futuro. Alcuni politici hanno criticato gli studenti, dicendo dovrebbero passare il loro tempo a scuola e non sulle strade, mentre gli scienziati hanno sostenuto le proteste firmando petizioni a sostegno degli studenti in Gran Bretagna, Finlandia e Germania.

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Greta Thunberg: la politica ha ceduto il nostro futuro agli approfittatori
Hanno scioperato «da Washington a Mosca, da Beirut a Gerusalemme, da Shanghai a Mumbai perchè i politici ci hanno abbandonato», ha detto l'attivista sedicenne svedese Greta Thunberg, che ha dato il via alla protesta. Giovanissimi stanchi di aspettare trattative infruttuose di quei politici ben consapevoli della «verità sul cambiamento climatico e che ciononostante - come ha sottolineato Greta - hanno ceduto il nostro futuro agli approfittatori».

Ispra: emissioni di gas serra ferme al 2014
Secondo i dati ufficiali di Ispra, in Italia tra il 2005 e il 2014, le emissioni nazionali di gas serra - sono diminuite da 581 a 425 MtCO2eq: un calo importante, del 26,8%, nel quale ha avuto un peso rilevante una grave recessione economica insieme a una buona crescita delle fonti rinnovabili e ad alcune misure per l'efficienza energetica. Nel 2018, sempre secondo le stime di Ispra, le emissioni di gas serra sono state pari a 426 MtCO2eq: praticamente ferme al livello del 2014.

Ronchi: produrre più energie rinnovabili
«Per essere in traiettoria con l'Accordo di Parigi - ha sottolineato Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile - nel prossimo trentennio l'Italia dovrebbe tagliare, in media ogni anno, le proprie emissioni di gas serra di circa 13 MtCO2eq: un tasso di riduzione dal quale siamo stati ben lontani negli ultimi 4 anni, anche se inferiore a quello registrato nel decennio 2005-2014». Secondo Ronchi per stare in questa traiettoria l'Italia dovrebbe produrre ogni anno circa 1,5 Mtep di energia da fonte rinnovabile in più e ridurre i consumi energetici finali di altrettanto, mentre negli ultimi 4 anni la crescita delle rinnovabili è stata di circa 0,5 Mtep, un terzo del necessario e i consumi di energia sono addirittura aumentati».

I giovani del terzo millennio hanno saputo alzare la testa
«Il climate strike è un movimento che può assumere un'importanza storica assoluta», ha detto Pierluigi Sassi, presidente di Earth Day Italia, che aderito al Global Climate Strike For Future, la manifestazione mondiale di sensibilizzazione ai temi della sostenibilità e della lotta ai cambiamenti climatic. «Questa società - ha detto Sassi - sembrava aver narcotizzato i giovani con l'oppio dei social network e con la mancanza di valori e prospettive. E invece eccoli qua i giovani del terzo millennio. Giovani che hanno saputo alzare la testa sulla questione più importante che i governi continuano a sottovalutare. Cinquanta anni fa il movimento studentesco diede vita al primo earth day con 20 milioni di cittadini americani scesi in piazza per rivendicare il diritto a un pianeta sano».

Farina (Ania), assicurazioni,impegnate su economia sostenibile
Le manifestazioni sul clima organizzate dalle nuove generazioni in tutto il mondo, «rappresentano un ulteriore richiamo alla promozione di un intervento globale e coordinato per ridurre l'impatto negativo delle attività dell'uomo sul pianeta e sul clima», ha sottolineato Maria Bianca Farina, presidente di Ania. «I temi della prevenzione dei rischi catastrofali, in gran parte ormai determinati dal cambiamento climatico - sottolinea - sono stati sempre di grande importanza per il settore assicurativo. Sono, infatti, temi che vedono le nostre imprese coinvolte in prima linea sia nel loro ruolo di gestori professionali del rischio, sia in quello di investitori istituzionali, che operano secondo logiche orientate al lungo termine. Ribadiamo la necessità che tutte le Istituzioni, gli operatori privati e la società civile, ciascuno per la parte di propria competenza, operino insieme per avviare un profondo processo di trasformazione dell'economia, fondato sulle energie sostenibili».

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