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Sciopero alla Liguigas, i sindacati contro la ristrutturazione

Dallo stato di agitazione all’astensione dal lavoro. La posizione dell’azienda: le terziarizzazioni non hanno messo in pericolo i posti di lavoro

di Davide Madeddu

(ANSA)

3' di lettura

Dopo lo stato di agitazione lo sciopero. La mobilitazione delle organizzazioni sindacali e dei lavoratori di Liquigas, come annunciato a fine luglio, è sfociata con la giornata di astensione dal lavoro. La vicenda, nasce quando l’azienda comunica la necessità di avviare un percorso di ristrutturazione e razionalizzazione. L’iter avviato però si interrompe con conseguente rottura delle relazioni sindacali a partire dal 29 luglio: le organizzazioni sindacali di categoria (Filctem, Femca e Uiltec) diramano una nota in cui annunciano l’interruzione delle relazioni industriali e la proclamazione dello sciopero.

Recupero di efficienza e produttività

«A partire dal 2020 e per tutto il 2021 si è lavorato per trovare soluzioni sul recupero di efficienza e produttività – ricostruiscono nella nota – siglando un accordo che, con enormi sacrifici da parte dei lavoratori, ha consentito un piano di riorganizzazione con taglio di posti di lavoro». A sentire i sindacati poi gli accordi sarebbero stati disattesi. Tra questi anche la decisione di dismettere un sito. «Riteniamo sia sbagliata – continuano le tre sigle – e controproducente la decisione di abbandonare il sud del paese vendendo il deposito di Montalto e avvalorando il nostro scetticismo riguardo le scelte imprenditoriali messe in atto da Liquigas negli ultimi anni. Non possiamo accettare che l’azienda proceda con le comunicazioni ai lavoratori riguardo imminenti e immotivati trasferimenti. Abbiamo più volte proposto soluzioni alternative ma, anche in questo caso, ha prevalso l’arroganza e l’atteggiamento irrispettoso del nostro interlocutore».

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la dialettica sindacale

I sindacati comunicano quindi l’interruzione delle relazioni e lo sciopero. Dall’amministratore delegato Andrea Arzà parte, il 30 agosto, una lettera indirizzata a colleghe e colleghi. «Nei mesi scorsi l’azienda aveva comunicato alle organizzazioni sindacali la necessità di migliorare l’efficienza dei processi – si legge nella missiva indirizzata ai colleghi – e beneficiare dei miglioramenti prodotti dai forti investimenti (oltre 20 milioni di euro) nella piattaforma informatica, nei sistemi di interconnessione e comunicazione egli strumenti di lavoro a disposizione delle funzioni aziendali». Quanto al sito di Montalto, l’amministratore delegato, nella lettera, precisa: «Ulteriore elemento di manifestato dissenso è conseguenza della decisione di terziarizzare le attività dello stabilimento di Montalto Uffugo. Dovrebbe essere sufficiente ricordare come le precedenti iniziative di terziarizzazione della società non abbiano messo a rischio i posti di lavoro ma, anzi, abbiano concorso alla relativa sostenibilità nel tempo: le attività terziarizzate sono ancora stabilmente parte della nostra organizzazione dopo anni».

Spiragli

Alla fine delle due pagine di comunicazione l’amministratore delegato rimarca che «il management di liquigas continuerà a garantire equità di trattamento basata su una valutazione indipendente e socialmente responsabile». Non solo. «Pur non condividendone le ragioni, nell’ambito della legittimità della dichiarazione di sciopero previsto per il 3 settembre – si legge ancora – l’azienda ne tutela l’adesione così come la libera scelta di non aderirvi». In giornata poi, è giunta una nota di Liquigas che «esprime stupore per i contenuti e le ragioni della manifestazione pianificata oggi dalle Organizzazioni Sindacali». Manifestazione che per l’azienda «appare del tutto strumentale e completamente slegata dall’esito della lunga trattativa iniziata nel corso del 2019 e conclusasi con l’accordo siglato da tutte le parti in data 30 aprile 2021 e successivamente modificato in data 7 giugno». L’azienda poi continua: «Qualora le Organizzazioni Sindacali decidano di abbandonare l’attuale atteggiamento e le varie iniziative intraprese, per voler riprendere una interlocuzione costruttiva con l’azienda, il management di Liquigas ribadisce la propria – mai interrotta – massima disponibilità al dialogo con le parti coinvolte». Dai sindacati, nel giorno dello sciopero, arriva anche un’apertura.
«La controparte aziendale – dice Francesco Garau, segretario della Filctem Sardegna – dimostri al tavolo delle trattative la sua posizione e su quello si discuta, mantenendo, se le è possibile gli impegni che assume».


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