responsabilitÀ sociale

Scm Group contro carta e plastica «usa e getta»

Il gruppo romagnolo ha messo in campo un piano per ridurre plastica e carta “usa e getta” e un piano antisprechi con donazioni dei pasti in eccedenza alla Caritas. L’ad Aureli: «un’idea nata dai nostri dipendenti»

di Natascia Ronchetti


default onloading pic

2' di lettura

Tutto è nato dal basso, dalle proposte dei lavoratori, riuniti in gruppi di volontari per individuare progetti innovativi sotto il profilo sociale e ambientale. Primo step: la distribuzione agli oltre 3mila dipendenti in Italia, su un totale di quattromila nel mondo, di borracce di vetro, per eliminare quelle di plastica. Contemporaneamente in tutte le mense del gruppo è iniziata la sostituzione dei bicchieri monouso con bicchieri lavabili di vetro e l’eliminazione delle tovagliette di carta usa e getta dai vassoi, con un risparmio annuo, nella sola sede centrale di Rimini, di 1,3 tonnellate di carta. Oltre a un progetto per donare i pasti in eccedenza alla Caritas.
È così che Scm Group – la multinazionale romagnola che produce tecnologie per il taglio e la lavorazione di una vasta gamma di materiali - dal legno al vetro – ha tirato il freno su sprechi e rifiuti con un progetto di Rsi – Responsabilità sociale d’impresa – che sta estendendo a tutti i suoi stabilimenti.

Sos rifiuti nei mari italiani, il 77% e' plastica

«Abbiamo voluto dare voce ai nostri collaboratori, vero motore del successo del gruppo, ascoltando le loro esigenze e stimolando percorsi spontanei per il miglioramento della vita in azienda» ha spiegato l’amministratore delegato Andrea Aureli. «Ai dipendenti – ha aggiunto Aureli – va il merito di aver ideato pratiche di alto valore sociale e ambientale, che possono essere di esempio anche per il territorio».

Scm – che ha chiuso il 2018 con un fatturato di 700 milioni – dispone di tre poli produttivi in Italia, tra la provincia di Rimini (quartiere generale), il Vicentino e il Bergamasco. Altri tre sono oltreconfine: uno è a Colorado Springs, negli Usa, inglobato un anno fa con l’acquisizione della società statunitense Dms; gli altri due sono in Germania e in Brasile. Da tutte e cinque le mense aziendali presenti sul territorio nazionale – dove consuma il pranzo la quasi totalità dei lavoratori - adesso sono sparite le bottiglie di plastica. La contestuale e progressiva sostituzione dei bicchieri usa e getta dovrebbe portare a un taglio annuo di 394 chilogrammi di plastica nelle sole due mense del Riminese, tra il capoluogo e Villa Verucchio. Anche il menù è stato ripensato: oggi prevede l'utilizzo di prodotti biologici e a chilometro zero (con l’approvvigionamento da fornitori locali), mentre i pasti cucinati e non serviti vengono donati alla Caritas di Rimini. Buone pratiche che dovranno ora essere replicate all'estero.

Nell’ambito dell’economia circolare, il gruppo ha anche dato il via libera a un programma di recupero dei pallet di legno. Prima quelli di scarto venivano buttati via, oggi vengono consegnati a una azienda del Riminese che li rimette in commercio, dopo averli aggiustati, oppure li trita, se non sono più recuperabili, per ottenere nuovi pallet. Il piano prevede anche l’eliminazione, dai distributori di caffè, di 1,3 milioni di bicchierini monouso all’anno.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...