Il bilancio

Sconto Irap e qualità della vita, così il Trentino attira le imprese

Nel 2020 segnato dalla pandemia sono stati 39 i nuovi insediamenti sul territorio provinciale. Forte il richiamo in settori ad alto contenuto di ricerca e sviluppo: meccatronica, greentech e biotech

di Barbara Ganz

I luoghi del lavoro. Rovereto - Veduta area dei nuovi spazi produttivi “Be Factory” in Progetto Manifattura, credits Trentino Sviluppo (Michele Purin)

3' di lettura

Un aspetto centrale delle politiche di regioni e province autonome è la possibilità di agire su leve fiscali e diversi tipi di incentivi per attrarre sul proprio territorio nuove imprese e posti di lavoro, sia dall’estero che dall’Italia.

Non senza attriti fra “vicini di casa”. Nell’anno della pandemia, il Trentino non ha visto intaccata la propria capacità attrattiva, che anzi si è intensificata. Sono stati 39 nel 2020 i nuovi insediamenti aziendali che hanno interessato il territorio provinciale grazie all’attività di attrazione di Trentino Sviluppo, e di questi 28 riguardano imprese provenienti da fuori provincia. Un dato che appare ancor più significativo se confrontato con quello dell’anno precedente, quando i nuovi ingressi erano stati 30, tra cui 19 da fuori provincia. Da un lato si conferma il trend in crescita dei flussi di imprese in arrivo, dall’altro le stesse aziende già presenti si mostrano dinamiche e pronte a crescere: 11 sono state le realtà già con base in Trentino che hanno deciso di ampliare la sede o di aprire un nuovo insediamento in provincia nel 2019, e 11 sono quelle che nel 2020 hanno compiuto la stessa scelta.

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Numeri in controtendenza rispetto alle attese, in un anno caratterizzato da chiusure e lockdown; la capacità di attrazione di investimenti in Trentinosi è dimostrata efficace soprattutto nei settori ad alto contenuto di ricerca e sviluppo come meccatronica, greentech e biotech.

«La realtà di quest'ultimo anno – commenta Achille Spinelli, assessore allo Sviluppo economico, ricerca e lavoro della Provincia autonoma di Trento – sta dimostrando come territori prima considerati marginali rispetto ai grandi distretti industriali del Paese, possano in prospettiva avere delle carte in più da giocare. In quest'ottica il Trentino si propone per un ruolo da protagonista, puntando non sulla concentrazione produttiva bensì su alcuni settori strategici e di nicchia, sull'eccellenza della ricerca, su un sistema della formazione tecnica e professionale di prim'ordine e su un ambiente e una qualità della vita che, grazie anche alle nuove modalità di lavoro intelligente, faranno in futuro ancor più la differenza».

Quali sono le leve usate per convincere a fare impresa nel cuore delle Alpi? Qui - come riporta il materiale informativo destinato agli investitori - l’incidenza degli investimenti per ricerca e formazione sul Pil è superiore alla media nazionale. Il clima è favorevole per la ricerca: 6,7 su mille residenti in Trentino sono occupati in attività di ricerca e sviluppo. Un sistema di facilitazioni, incentivi e strumenti è stato studiato per sostenere la crescita delle imprese che scelgono di investire in Trentino: l’Irap per i primi cinque anni è zero, il contributo per l’assunzione di ricercatori arriva al 60 per cento.

Le imprese sono seguite in tutte le fasi dell’insediamento: ricerca di personale qualificato, rapporti con gli enti di ricerca, individuazione delle aree e degli immobili, rapporto con la Provincia, accesso al credito e altro.

Ancora, i collegamenti con l’Europa centrale e la penisola italiana sono garantiti dall’autostrada A22 e dai treni alta velocità, e 1.800 kilometri di rete in fibra ottica, 700 punti di accesso wireless, banda larga fissa o mobile raggiungono il 96,90% delle imprese con più di dieci dipendenti. E il capoluogo, Trento, è in sesta posizione tra i comuni più attrattivi d’Italia per numero di nuovi residenti, primo comune di montagna a livello nazionale.

Delle 39 nuove aziende insediate nel 2020 grazie all’iniziativa di Trentino Sviluppo, 33 hanno scelto come location gli spazi messi a disposizione dalla stessa società di sistema provinciale: 29 hanno optato per i due parchi tecnologici di Rovereto, Polo Meccatronica e Progetto Manifattura, 2 per altri Business Innovation Centre (Trento e Borgo Valsugana), 2 aziende invece per la locazione ordinaria in altri immobili produttivi.

Per quanto riguarda gli ambiti produttivi, il numero più alto dei nuovi insediamenti si colloca nel settore della meccatronica (7 aziende), seguono i settori legati alla sostenibilità come il greentech (6), il green building (4) e la mobilità sostenibile (3); interesse crescente per ambiti ad alto contenuto di ricerca quali il biotech e medtech (4), l’ICT (3), l’agritech (2) e le tecnologie per lo sport (2).

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