rivolta degli studenti

Scontri a Hong Kong: decine di arresti al Politecnico, 38 feriti

La polizia rompe la tregua concordata dal rettore mentre altri scontri hanno bloccato Nathan Road. «Nessun compromesso», promettono le autorità, ma la Corte suprema giudica incostituzionale il divieto di indossare maschere.


Hong Kong, manifestanti incendiano ponte che porta all'Universita'

2' di lettura

Ancora scontri a Hong Kong. Un’irruzione della polizia, con manganelli e gas lacrimogeni, ha spazzato via le barricate che gli studenti universitari di PolyU, il politecnico di Hung Hom avevavo eretto come ultimo baluardo per evitare gli arresti, dietro le quali sono però rimasti intrappolati senza poter scappare.

Tregua violata
Un accordo raggiunto dal rettore dell’ateneo Teng Jin-Guang tra la polizia e gli studenti per una tregua - annunciato alle 7 del mattino locali (a mezzanotte in Italia), è saltato quando la polizia ha
ripreso a lanciare i lacrimogeni, spingendo molti studenti - se ne sono contati circa 800, ’intrappolati’ nel campus - a tornare indietro.

Studenti intrappolati

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Le drammatiche immagini delle tv hanno mostrato corposi gruppi di studenti lasciare il campus sulla Science Museum Road prima di essere rispediti indietro dai lacrimogeni della polizia. Scenari simili si sono ripetuti vicino ad Austin Road, con gli studenti in fase di evacuazione e costretti a rientrare per sfuggire agli effetti dei gas. Alcuni studenti hanno lanciato molotov mentre la polizia ha minacciato di usare proiettili ’veri’.

Molti arresti
Molti gli arresti, dopo l’irruzione. Sui social media sono circolate le immagini degli studenti ammanettati e schierati in riga in attesa di essere portati via. Non è chiara la dinamica che ha portato alla rottura della tregua e al ritorno degli scontri, ma alcuni media locali hanno parlato di carenza di comunicazione tra gli agenti impegnati nell’assedio del campus.

Trentotto feriti
Diverse decine di manifestanti vestiti di nero e con mascherina sono inoltre tornati a Hong Kong a bloccare Nathan Road all'altezza del Mira Mall. I negozi sulla Park Lane e le aree limitrofe, secondo i media locali, sono rimasti chiusi. Il blitz su Nathan Road è scattato
malgrado l’invito ad allontanarsi da parte della polizia locale. Trentotto persone sono rimaste ferite.

«Nessun compromesso»
Un editoriale sulla prima pagine del People’s Daily, il quotidiano “ufficiale”, ha duramente condannato le proteste - dopo la dura presa di posizione del presidente Xi Jinping, giovedì - spiegando che «su un problema che coinvolge la sovranità nazionale e il futuro di Hong Kong non c’è nessuna via di mezzo e assolutamente nessuno spazio per un compromesso». «Siamo di fronte - ha aggiunto - a una lotta tra il salvaguardare il principio”un paese, due sistemi”, e distruggerlo».

Incostituzionale il divieto di indossare maschere
La Corte suprema di Hong Kong ha intanto giudicato anticostituzionale il divieto di mascherare il volto deciso dalle autorità cinesi. Il divieto - che prevede fino a un anno di carcere come sanzione - è stato sfidato dai manifestanti ogni giorno, ma un gruppo di opposizione che ha fatto ricorso alla Corte.

Una misura senza equilibrio
Secondo i magistrati la misura «va al di là di quanto sia ragionevolmente necessario per raggiungere gli obiettivi di far rispettare la legge, svolgere le indagini e perseguire i manifestanti violenti, anche nelle attuali turbolenti circostanze». Mancherebbe «un ragionevole equilibrio tra i benefici sociali perseguiti e le intromissioni sui diritti protetti»

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