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Scontri tra tifosi sulla A1, Ultrà del Napoli hanno forzato posto di blocco a Genova con spranghe nel bagagliaio

Domenica l’area di servizio Badia al Pino, vicino Arezzo, sull'Autostrada del Sole stata teatro di scontri tra tifosi della Roma e del Napoli

Scontri tra ultras di Napoli e Roma sull'A1

3' di lettura

Stavano andando a vedere la partita Sampdoria-Napoli ma nel bagagliaio avevano tre spranghe di ferro forse usate negli scontri in A1. Per questo, domenica pomeriggio quattro ultrà del Napoli hanno forzato un posto di blocco a Genova Nervi.

I quattro, di età compresa tra i 21 e i 27 anni, sono stati inseguiti dagli agenti della polizia stradale e fermati poco dopo. I poliziotti hanno controllato il bagagliaio e hanno trovato le mazze. Il conducente ha spiegato che erano sue e per questo è stato denunciato.

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I quattro sono stati portati in questura e sono stati identificati.

L’operazione rientra tra quelle condotte durante i controlli di Polstrada e Digos, controlli che sono stati intensificati dopo gli scontri avvenuti alle 14 di domenica in A1 tra romanisti e partenopei.

Gli scontri in aera di servizio

Domenica l’area di servizio Badia al Pino, vicino Arezzo, sull'Autostrada del Sole stata teatro di scontri tra tifosi della Roma e del Napoli: un ferito è stato portato all'ospedale di Arezzo. Secondo quanto appreso da fonti di polizia, si tratta di un tifoso romanista che è rimasto ferito in modo lieve da un'arma da taglio e risulta in codice giallo.

A quanto si apprende, la polizia di Stato a Genova sta procedendo all'identificazione di 80 tifosi del Napoli i quali con certezza erano presenti nell'area di servizio Badia al Pino sull'autostrada A1 al momento degli scontri con la tifoseria romanista. La loro posizione è al vaglio per accertarne eventuali responsabilità. Possibili, a quanto pare, arresti in flagranza differita.

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, si apprende, si è tenuto costantemente in contatto con il capo della Polizia, Lamberto Giannini, durante gli scontri tra tifosi sull’A1. Ha espresso al prefetto il plauso per il pronto intervento delle forze di polizia che ha evitato conseguenze ancor più gravi. Il ministro chiederà all’Osservatorio sulle manifestazioni sportive di valutare con la massima severità i prossimi eventi in programma. Da prefetto di Roma, Piantedosi adottò varie volte provvedimenti prescrittivi per vietare le trasferte di tifoserie ritenute a rischio.

La ricostruzione

Erano circa 350, secondo quanto informa la questura di Arezzo, i tifosi napoletani diretti a Genova, che si sono fermati nell'area di servizio Badia al Pino direzione nord nel pomeriggio di domenica. Il personale delle forze di polizia appositamente predisposto con ordinanza di servizio del questore di Arezzo, è intervenuto chiudendo l'ingresso all'area di servizio per impedire che un gruppo di tifosi romanisti di cui si era avuto notizia, in transito lungo lo stesso itinerario, potesse venire a contatto con la tifoseria partenopea.

Nel frattempo altri agenti che si trovavano nell'area di servizio Arno sono stati fatti confluire sul posto. I tifosi della Roma in transito, spiega, «molto probabilmente avvisati della presenza dei napoletani, hanno rallentato la marcia fino a fermarsi all'altezza dell'area di sosta mentre una parte della tifoseria del Napoli posizionatasi lungo la recinzione, ha iniziato un fitto lancio di oggetti contundenti verso le autovetture sulla carreggiata».

Entrambi i gruppi in brevi attimi si sono spostati all'altezza dell'uscita dell'autogrill e sono entrate in contatto per pochi minuti e qui il tifoso romanista è stato ferito con arma da taglio. I tifosi romanisti dopo circa 15 minuti sono ripartiti, mentre quelli napoletani sono rimasti nell'area di servizio e successivamente scortati fino a Genova da personale delle forze di polizia. L'autostrada è stata chiusa per circa 50 minuti in direzione nord.

Lo stesso autogrill dove venne ucciso Gabriele Sandri

L’autogrill di Badia al Pino è lo stesso dove l'11 novembre del 2007 Gabriele Sandri, soprannominato 'Gabbo', noto dj capitolino e tifoso laziale, venne ucciso dal colpo di pistola sparato ad altezza d'uomo dall'agente della polizia stradale Luigi Spaccarotella. E un altro episodio di scontro tra tifosi, senza conseguenze, ci fu sempre nella stessa stazione di servizio, nel 2014.

Abodi: ora chi sbaglia paga, valga anche per teppisti A1

«C'è una differenza abissale tra i tifosi che vanno allo stadio, in casa o in trasferta, per cantare, abbracciarsi, gioire o soffrire per la propria squadra e i delinquenti che si scontrano in una stazione di servizio autostradale, creando problemi alle persone perbene».

Il ministro dello sport e dei giovani, Andrea Abodi, interviene duramente - con una dichiarazione all'Ansa - sugli scontri avvenuti sulla A1. «Non c'è cosa peggiore di definire tifosi quest'ultimi, non c'è errore più grande del fare di tutta l'erba un fascio. Nel 2023, paga chi sbaglia e mi auguro succeda anche per i teppisti che si sono scontrati oggi sull'A1».

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