dopo la lettera di aspi

Scontro governo-Autostrade, la norma sulle concessioni non cambia

L'Esecutivo risponde a muso duro alla società Autostrade che in una lettera ha minacciato di intentare una causa da 23 miliardi di danni per la norma

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Il ministro delle Infrastutture, Paola De Micheli (Ansa)

L'Esecutivo risponde a muso duro alla società Autostrade che in una lettera ha minacciato di intentare una causa da 23 miliardi di danni per la norma


2' di lettura

La frattura nel governo non si ricompone: sulle concessioni autostradali e il piano per l'innovazione, il “salvo intese” del decreto rischia di diventare scontro in Parlamento. L'esecutivo, con il ministro Paola De Micheli, risponde a muso duro alla società Autostrade che in una lettera ha minacciato di intentare una causa da 23 miliardi di danni per la norma inserita nel Milleproroghe: “Inaccettabile”.

La partita si sposta in parlamento
La scelta, confermano a fine giornata diverse fonti all’Ansa, è lasciare la norma nella versione finale del decreto pressoché invariata (ci sarebbe però una modifica tecnica). Ma la partita si sposta in Parlamento. Italia viva non cede: non sottoscrive la disposizione che riduce gli indennizzi a carico dello Stato in caso di revoca delle concessioni, e fa sapere al premier Giuseppe Conte che sul punto non c'è mediazione possibile.

Di Maio: la revoca è posizione del governo
Le posizioni tra gli alleati si irrigidiscono tanto che salta il vertice che era stato ipotizzato in serata a Palazzo Chigi. M5s e Pd difendono la norma: «l'atto d'accusa» della Corte dei Conti sui concessionari - dicono - ne mostra la necessità. Di più: mentre i Dem sulla questione sono prudenti, Luigi Di Maio dice che la «revoca della concessione ai Benetton è la linea del governo, non del M5s».

La lettera di Aspi: pronti a chiedere risoluzione
Il consiglio di amministrazione di Autostrade per l'Italia (controllata di Atlantia), in una lettera inviata domenica alle istituzioni, ha contestato le norme ritenendo che presentino «rilevanti profili di incostituzionalità e contrarietà a norme europee»: «L’eventuale adozione di una norma con contenuti analoghi a quelli indicati nell’art.33 determinerebbe il verificarsi dei presupposti di cui all'art.9 bis comma 4 della Convenzione Unica e quindi la risoluzione di diritto della stessa» dice Aspi.

«Continuiamo a ritenere che l'obiettivo del governo sia di rafforzare la propria posizione nella rinegoziazione del contratto con ASPI - è il commento di Equita Sim - ma se confermato l'articolo 33 sarebbe molto negativo portando a una sostanziale riduzione del valore dell'indennizzoper ASPI e alzando il livello di scontro».

De Micheli: sulla revoca decideremo a gennaio
Il decreto è un passo verso la revoca ad Aspi? «La revoca è una procedura separata - chiarisce la ministra delle Infrastrutture, Paola De Micheli, in una intervista al Corriere della Sera -, sulla quale stiamo ancora acquisendo dati. Una volta che avremo terminato l’analisi, tutto il governo approfondirà il se, il come e il quando», e «a gennaio saremo in grado di prendere una decisione, ma fino a quando non avremo esaminato tutti gli aspetti non mi sbilancio».

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