colpite infrastrutture

Scontro Israele-Iran, razzi e raid in Golan e Siria. Ong: almeno 23 morti

Raid israeliano in Siria, 17 morti

3' di lettura

Sono almeno 23 le persone uccise nei raid israeliani compiuti la notte scorsa in Siria contro obiettivi iraniani, secondo quanto afferma l'Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus). L'ong, che ha sede in Gran Bretagna, dispone di una vasta rete di informatori in Siria.

Israele ha lanciato circa 70 missili nell’attacco della scorsa notte in territorio siriano: lo sostiene il ministero della Difesa russo, secondo cui «nell'attacco sono stati usati 28 jet israeliani F15 ed F16, che hanno lanciato contro diverse zone della Siria circa 60 missili aria-terra; inoltre - sempre secondo Mosca - dal territorio israeliano sono stati lanciati oltre dieci missili tattici terra-terra».
Oltre la metà dei missili lanciati dalle forze armate israeliane è stata abbattuta dalle difese antiaeree siriane, sostiene il ministero della Difesa russo. «Respingendo l'attacco di Israele - riferisce Mosca - le unità siriane di difesa aerea hanno abbattuto più della metà dei missili».

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L’Esercito israeliano ha annunciato di avere colpito decine di obiettivi militari
iraniani in Siria durante la notte, in risposta al lancio di circa 20 razzi da parte della forza Al Quds iraniana verso postazioni israeliane di prima linea sulle Alture del Golan, alcuni dei quali intercettati dal sistema di difesa antimissili israeliano Iron Dome. Lo ha detto il portavoce militare israeliano Jonathan Conricus, secondo cui “l'attacco iraniano contro Israele è molto grave”.

«Quella della scorsa notte è stata la nostra operazione aerea maggiore negli ultimi anni», ha aggiunto Conricus riferendosi alle “decine” di obiettivi militari iraniani colpiti in Siria. «Il nostro intento non era di provocare vittime, ma di colpire infrastrutture». Secondo Conricus i danni inflitti “sono molto significativi” e all'Iran occorreranno mesi per ripararli. Non si hanno al momento notizie più precise sulle conseguenze dell'operazione dell'aviazione ebraica in territorio siriano, mentre in Israele i danni sono stati minimi e senza nessuna vittima.

Al termine degli attacchi “tutti gli aerei israeliani hanno fatto ritorno alle loro basi”, ha affermato il portavoce. “Abbiamo difeso la nostra sovranità”, ha detto ancora Conricus riferendosi al lancio della scorsa notte dalla Siria di 20 razzi iraniani di tipo Grad e Sajer verso le alture del Golan. «Gli ordini di quell'attacco - ha precisato - sono stati impartiti dal generale iraniano Qassem Suleimani. Il loro lanciarazzi era situato a Kisweh, presso Damasco, a circa 30 chilometri dal nostro territorio». Conricus ha precisato che Israele ha informato tempestivamente la Russia dell'attacco aereo contro le postazioni iraniane in Siria. “Non siamo disposti ad accettare una presenza iraniana a ridosso del Golan e nemmeno in Siria”, ha affermato. L’attacco iraniano è stato lanciato alle ore 00.10 locali (le 23:10 in Italia) e «sono state prese di mira diverse basi militari», mentre le località dove vivono civili sul Golan non sono state coinvolte.
In risposta ad una domanda se il lancio dei ''20 proiettili o razzi'' da parte iraniana fosse la reazione attesa da giorni (per un attacco alla base aerea T4 in Siria, attribuito dall'Iran ad Israele, in cui il mese scorso morirono diversi
militari iraniani) Conricus ha risposto: «È troppo presto per stabilirlo».

Israele ha colpito “quasi tutte le infrastrutture iraniane in Siria”, ha detto il
ministro della difesa Avigdor Lieberman spiegando l'attacco della scorsa notte dell'aviazione. «Spero che questo capitolo sia chiuso e che ognuno abbia avuto il suo messaggio», ha sottolineato, aggiungendo che “nessuno dei razzi di Teheran” è riuscito a colpire il territorio ebraico.

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