comparto ittico

Scontro tra Roma e Bruxelles sulla pesca al pesce spada

di Giorgio dell'Orefice

Agf

2' di lettura

È muro contro muro tra Italia e Ue sul pesce spada. Il sottosegretario alle Politiche agricole, con delega alla pesca, Giuseppe Castiglione, ha firmato questa mattina un decreto in aperta polemica con quanto deciso da Bruxelles sulle nuove licenze di pesca al pesce spada. Dal 2017 infatti sulla base di una decisione Iccat (l’organismo internazionale che sovraintende alle attività di cattura dei tonnidi) ha introdotto, come già avviene da anni per il tonno rosso, le quote di cattura anche per il pesce spada in un’ottica di salvaguardia delle risorse ittiche dal sovrasfruttamento. Ogni anno – è stata la decisione – non si potranno pescare al mondo più di 10mila tonnellate di pesce spada. Di queste il 70%, poco più di 7mila tonnellate, saranno assegnate alla Ue.

Le polemiche sul periodo di riferimento per il calcolo delle quote
I problemi sono nati sulla ripartizione della quota Ue tra i paesi membri. Perché Bruxelles invece utilizzare come periodo di riferimento quello 2010-14, utilizzato in sede Iccat, ha optato per un periodo diverso, quello 2012-2015. Ritenendo i dati sulle maggiori catture effettuate ad esempio dall'Italia nel 2010-11 «non attendibili».
«Una decisione che non possiamo non contrastare – spiega il sottosegretario alle Politiche agricole, Giuseppe Castiglione – perché per l’Italia si tradurrebbe in una doppia penalizzazione. Infatti già avevamo subito una riduzione per effetto del taglio del contingente assegnato all'Europa che del 75% del totale è stato portato al 70%. A questa prima penalizzazione poi, per effetto del diverso periodo di riferimento scelto da Bruxelles, la quota assegnata all’Italia si sarebbe ridotta di altre 300 tonnellate (con un’ulteriore limatura del 7,5%). Uno scenario inaccettabile per un settore importante come quello della pesca al pesce spada in Italia».

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Il nuovo decreto si aggancia alla decisione Iccat
Di qui il nuovo decreto firmato stamani dopo aver incassato anche parere favorevole da parte della Commissione Agricoltura della Camera. «Ci siamo limitati – aggiunge Castiglione – ad autoassegnarci la quota calcolata in base al periodo di riferimento utilizzato dall’Iccat e quindi quello degli anni 2010-14. Questo ci porterà a una quota pesce speda di 4.039 tonnellate (in linea con quanto pescato nel 2016) contro le 3.700 ipotizzate da Bruxelles. Ci teniamo inoltre a ribadire che condividiamo appieno le preoccupazioni Ue riguardo alla necessità di rendere sostenibile la pesca al pesce spada. E per questo abbiamo già avviato un’azione di razionalizzazione delle licenze di pesca relative a questo tipo di attività. Ma come va garantita la sostenibilità delle risorse ittiche va tutelato anche un comparto, quello della pesca al pesce spada, che in Italia riguarda circa 850 imbarcazioni e 4mila addetti. Vedremo ora come risponderà Bruxelles alla nostra iniziativa. Ma siamo decisi ad andare fino in fondo convinti della nostra decisione che difenderemo, se sarà necessario, anche davanti alla Corte di Giustizia Ue».

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