La polemica

Scoppia sui social la rivolta degli utenti per lo stop alla doppia utenza familiare di Dazn

Twitter raccoglie lo scontento degli appassionati di calcio che hanno sottoscritto un abbonamento alla piattaforma. E che protestano a suon di tweet

di Marco lo Conte

Aurelio De Laurentiis: Innovazione con Dazn

3' di lettura

Ci sono cose su cui in Italia la sensibilità è particolarmente alta: il cibo, gli affetti familiari, la religione, il calcio. E il modo con cui gli utenti della rete e dei social media hanno reagito alle anticipazioni del Sole 24 Ore sul prossimo stop alla alla doppia utenza per ogni abbonamento a Dazn, confermano la passione degli abitanti del Belpaese per l’ultimo elemento citato nella lista. Una passione che ha fatto ribollire le conversazioni rispetto al progetto della società che detiene i diritti degli incontri di calcio della serie A italiana di sospendere la possibilità di connettersi da più dispositivi - smart tv, tablet, smartphone - in ragione di un abbonamento “familiare”.

Il che, come spesso accade, porta gli utenti a sfogare sui social media le loro lamentele su questa decisione. In particolare su Twitter e non potrebbe essere altrimenti, visto che la piattaforma di microbloggling fondata da Jack Dorsey raccoglie durante gli incontri di calcio l’interesse dei tifosi che commentano e discutono dei macht in corso, portando ai vertici delle conversazioni le squadre in campo e i calciatori protagonisti delle partite.

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La decisione e il contratto

Il contratto di Dazn, lo ricordiamo, prevede espressamente la possibilità di mostrare gli eventi sportivi ma solo in ambito familiare (punto 8.3 delle condizioni di utilizzo). Una mossa che punta a ridurre la proliferazione degli accessi alla piattaforma: quelli illegali, innanzitutto, la cui diffusione sulle chat Telegram è oggetto quotidiano di caccia all’account da parte delle forze dell’ordine, e prossimamente anche quelle che contravvegono alla disposizione contrattuale del “concurrency”, ossia il collegamento di due utenze a un medesimo abbonamento, il che allarga il numero di persone che assistono agli incontri di calcio e contemporaneamente ne riduce la domanda di sottoscrizione degli abbonamenti.

Non tutti i contributi al “dibattito” sullo stop alla doppia utenza rientrano nei crismi dell’educazione e del buon gusto, diciamo così. Ma tralasciando le uscite peggiori, non mancano sui social, in particolare, commenti interessanti, incentrati in particolare sull’elemento contrattuale e legale:

Ovviamente capita anche di registrare interventi in cui si lanciano accuse infondate, visto che la variazione contrattuale di Dazn prevede una comunicazione al cliente, il quale ha 30 giorni di tempo per recedere dal contratto in essere. A giorni sarebbero in partenza le comunicazioni agli abbonati per informarli della possibilità di esercitare il recesso entro 30 giorni. In questo modo, l’avvio delle comunicazioni in questi giorni porterà dunque la novità a regime a partire da metà dicembre.

Le polemiche e ironie sul segnale

C’è poi chi non manca di fare ironia sul tema relativo alla qualità del segnale, oggetto di polemiche di molti utenti nei confronti di Dazn.

Ironia che accende la creatività degli utenti su Twitter.

La galleria dei commenti su Twitter - su cui #Dazn è divenuto in breve trend topic - rivela la delusione e il disorientamento che serpeggia tra gli utenti.

La crisi del calcio

Sulla sfondo della decisione di Dazn, c’è la crisi finanziaria del calcio con diverse squadre di serie A che hanno patito l’azzeramento dei ricavi da stadio quando questi erano chiusi per la pandemia, cercando di recuperare il terreno perduto mentre lottano contro un monte debiti davvero difficile da scalare (attenzione: non è la FGCI ad assegnare i diritti Tv della serie A a Dazn, ma la Lega Calcio Serie A).


Insomma, una rivolta social in piena regola, destinata poi ad allargarsi ad altri media e alla televisione, in particolare, diventando oggetto di discussione nei salotti e nelle trasmissioni Tv che vivono del e sulla passione degli italiani per il calcio. Quello giocato e quello twittato.

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