scienza

Scopri se il tuo antenato è un vichingo

di Patrizia Caraveo


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4' di lettura

Il DNA presente in ognuna delle nostre cellule è un compendio della storia della nostra famiglia.

C'è scritto chi sono i nostri genitori, i nostri nonni, i nostri parenti e, più in generale, i nostri antenati. Ovviamente, più stretta la parentela, maggiore è la quantità di DNA in comune. I parenti di primo grado (genitori, figli e fratelli) condividono il 50% del DNA. Nonni e nipoti scendono al 25% e lo stesso vale per gli zii. Cugini di primo grado il 12%, cugini di secondo grado (figli di quelli di primo grado) il 3,2%, cugini di terzo grado 0,78%.

Attenzione che, mentre il DNA in comune cala, i numeri delle persone coinvolte crescono molto rapidamente. Supponendo di avere a che fare con famiglie con 2-3 figli, in media avremo grossomodo 7 primi cugini, 37 secondi cugini e 187 terzi cugini, 937 quarti e 4687 quinti cugini.

Le analisi del DNA sono in grado di riconoscere con sicurezza assoluta i primi e secondi cugini, per i terzi cugini la percentuale di successo è del 98% e scende al 71% per i quarti e al 32% per i quinti. E' quindi un metodo potentissimo per costruire l'albero genealogico della nostra famiglia e per trovare i numerosi parenti dei quali si sono perse le tracce o dei quali non si è mai saputo dell'esistenza.

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Oltre a permettere di collezionare parenti, il DNA ci può dare indicazioni sulla regione d'origine di nonni immigrati, ci può dire quale percentuale di Neanderthal si nasconde in ognuno di noi e, per chi fosse interessato, può dare anche informazioni sui marcatori tumorali nei nostri geni e quale sarà la nostra risposta a determinati farmaci.

    Per poter fare ricerche genealogiche occorre, prima di tutto, l'analisi del DNA autosomico, che considera le coppie di cromosomi dalla 1 alle 22, senza considerare la 23 che è quella che determina il sesso.

    I laboratori che fanno le analisi genetiche sono attivi per lo più negli Stati Uniti ed il settore è in pieno sviluppo.

    La procedura è semplicissima. Basta seguire le istruzioni del pacchetto che si riceve dopo l'acquisto del test. Analizzando un campione di saliva si ottiene, per poco prezzo, il profilo genetico in base al quale si capisce se abbiamo antenati turchi o vichinghi. Inoltre, incrociando i nostri dati con quelli dei milioni di altri utenti che hanno fatto lo stesso esame, ci diranno se ci sono delle corrispondenze tra il nostro profilo e quello di altri e, in caso affermativo, sapremo il grado di parentela.

    Con un pochino di saliva, la storia della nostra famiglia non ha più misteri. Il kit è spesso un regalo di compleanno, ma vi consiglio di pensarci due volte. Mentre è certamente interessante sapere se c'è qualcosa di vero nelle saghe familiari che parlano di affascinanti bis o trisnonne russe, non sono pochi i casi di persone che rimangono sconvolte dallo scoprire di essere state adottate o di non essere figli dell'uomo che hanno sempre chiamato papà.

    Non è un caso che questo metodo sia usato da persone che, sapendo di essere state adottate, cercano i genitori naturali o fratelli e sorelle che sono stati cresciuti da altre famiglie. Un antico donatore di sperma ha voluto sapere se aveva dei figli. Li ha trovati e ha dichiarato che sono belli e simpatici, forse perché gli assomigliano.

    Tuttavia, i dati sono gelosamente custoditi dalle diverse organizzazioni che forniscono a ciascun cliente il suo profilo ma non permettono ricerche autonome. Per ricostruire la storia della nostra famiglia occorre che le informazioni siano disponibili in database aperti.

    Il sito migliore per gli studi genealogici è GEDmatch, dove la gente curiosa di scoprire se ci sono parenti sconosciuti rende pubblicamente disponibile il proprio profilo genetico. Il sito fornisce gli algoritmi matematici per cercare corrispondenze tra i miei dati e quelli di tutti gli altri utenti. Certo, mettere online il proprio profilo genetico è una libera scelta, peccato che questo atto abbia ripercussioni difficili da prevedere. Dal momento che tutti i legami di parentela sono riconoscibili con certezza fino ai terzi cugini, mettendo online il mio DNA permetto agli esperti di genetica di tracciare tutti i miei parenti, violando, di fatto, la loro privacy.

    Grazie al fattore moltiplicatore dei terzi cugini, con 1 milione di profili genetici messo online su GEDmatch è possibile tracciare il 60% degli americani di origine europea, che sono quelli che si fanno fare il test del DNA per scoprire da dove venivano i loro antenati.

    E' grazie a GEDmatch che sono stati recentemente risolti efferati crimini che erano rimasti impuniti per decenni, ma per i quali erano state conservate le prove contenenti il materiale genetico dell'assassino. Usando il DNA del criminale si sono cercati su GEDmatch possibili parenti e si sono trovate affinità a livello di terzi cugini. Localizzando queste persone e incrociando i dati con gli archivi della polizia e con Facebook, i detective genetici hanno risolto una dozzina di casi in pochi mesi. Certo, assicurare un criminale alla giustizia è meritorio, ma che fine farà il concetto di privacy?

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