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Scoprire il volto meno conosciuto di Roma con Camilla Nesbitt

Ventiquattro ore con la produttrice cinematografica nella Città Eterna. Tappa da Vyta per la colazione, poi via fra botteghe, mostre, negozi d'abiti e un fioraio-artista.

di Giulia Carrarini

Camilla Nesbitt

3' di lettura

Le passeggiate lungo il Tevere, l'incontro straordinario tra Impero e Barocco, Augusto e Caravaggio. Poi Cinecittà, l'Appia Antica e la crostata di visciole del Ghetto. Roma, per me, è tutto questo. Una città scenografi ca che in autunno esprime al massimo la propria bellezza. Quando i miei fi gli erano piccoli, passeggiando per via Giulia, mi divertivo a raccontare loro della leggendaria rivalità tra Bernini e Borromini: ogni angolo, ogni vicolo, era uno spunto per nuovi aneddoti.

L'ingresso storico di Cinecittà. ©Andrea Martella

 

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Oggi, nei fine settimana, mi piace sedermi per un caffè al bar Vyta di piazza Farnese. Lo chiamo “il mio ufficio nel weekend”: mi fermo, leggo i giornali, lavoro. È il mio angolo di pace: davanti agli occhi, l'eleganza rinascimentale di Palazzo Farnese, alle mie spalle Campo de' Fiori, con i suoi banchi colorati e il vociare allegro. Nell'aria, il profumo di pizza bianca, la più buona di Roma, quella dello storico Forno Campo de' Fiori. Parte da qui una delle mie passeggiate preferite nel cuore della Città Eterna.

Il Forno Campo de' Fiori. ©Alessandro Felici

Da Campo de' Fiori, percorro via dei Giubbonari e faccio subito una sosta da Roscioli, una salumeria con cucina, dove compro affettati, formaggi e conserve. Attraverso poi via Arenula e mi ritrovo nel Ghetto, un luogo magico, dal fascino incontaminato. Mi colpisce, ogni volta, la lunga fi la di fronte al Forno Boccione: qui due anziane signore preparano biscotti e deliziose crostate di visciole. Nella stessa strada – via del Portico d'Ottavia – si trova anche Limentani, uno dei negozi più antichi di Roma, specializzato nella vendita di porcellane, cristalli e vasellame, dove ho comprato molti dei miei servizi di piatti.

Un piatto di spaghetti alla carbonara del ristorante Roscioli. ©Maurizio Camagna

Che sia al Ghetto o in altri rioni, mi fa sempre piacere fare acquisti nelle botteghe della mia città, scoprirne di nuove e tornare in quelle storiche. Una chicca? La Farmacia di Santa Maria della Scala, a Trastevere: è la più antica di Roma e d'Europa. Ci sono ancora i vecchi alambicchi con i preparati artigianali. Un luogo incredibile! Tra i negozi di abbigliamento che preferisco c'è Delfina, in via dei Banchi Nuovi: vende meravigliosi costumi da bagno, golf e vestitini. A due passi da piazza del Popolo, si trova invece Ciuri Fiori, un'altra tappa obbligata delle mie passeggiate romane dove compro fiori stupendi, che sono opere d'arte.

C'è una cosa, poi, che non mi stancherò mai di fare a Roma. Quando posso, prendo un po' di tempo per me, attraverso Villa Borghese e vado alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna: è un museo straordinario, l'unico in Italia interamente dedicato all'arte moderna e contemporanea. Adoro il Novecento italiano e questo, quindi, è il mio museo preferito, in assoluto. Poi ci sono Galleria Borghese e Palazzo Spada: incantevoli. Meno conosciuto, ma altrettanto affascinante, è il Museo Preistorico Etnografico Luigi Pigorini, uno spazio incredibile nel cuore dell'Eur.

Una sala della Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea. ©Adriano Mura

Parlandovi della mia Roma, la città in cui sono nata e cresciuta, non posso trascurare le chiese: ce ne sono tantissime, una più bella dell'altra. Ve ne citerò due: la Chiesa Nuova, per i dipinti di Rubens, e San Luigi dei Francesi, per le tele di Caravaggio. I musei, le chiese, i forni e i negozietti del centro. Alla lista delle cose che adoro di Roma devo aggiungerne un'altra: la luce. Quella che nel primo pomeri-ggio bussa alla finestra del mio ufficio, quella che accompagna e colora le mie lunghe passeggiate e quella, infine, dell'ora più bella: il tramonto. Quando cala il sole, il cielo si fa blu e rosa insieme. Mi piace, a quest'ora, prendere un aperitivo in via dei Prefetti, all'Enoteca Achilli: un bicchiere di vino, accompagnato da tartine squisite. Non c'è però tramonto senza terrazza e per me una delle più belle, per la vista che regala su Piazza Navona, è la Terrazza Borromini. Da lassù, la cupola di Sant'Agnese in Agone è così vicina che è quasi possibile toccarla! A cena, poi, amo andare in via dei Chiavari, al ristorante il Sanlorenzo, per il pesce freschissimo. Quando ho voglia di cucina romana (adoro gricia e carbonara, carciofi e cicoria!), scelgo la Trattoria Al Moro, vicino alla Fontana di Trevi.

L'insegna all'ingresso dell'Hotel Locarno.

Agli amici che mi chiedono dove alloggiare, suggerisco l'Hotel Locarno, in via della Penna. Ha una storia centenaria e un'atmosfera cinematografica, punto di ritrovo, negli anni Sessanta e Settanta, di Mario Schifano, Tano Festa e Franco Angeli. Artisti che meglio di chiunque altro hanno saputo raccontare la mia città. Roma, caotica e disordinata, in cui un filo rosso dà ordine a tutto: la bellezza.

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