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Mani pulite in Scozia, ex premier Nicola Sturgeon arrestata e poi rilasciata

L’ex premier scozzese Nicola Sturgeon è stata rilasciato dopo essere stata arrestata dalla polizia che indaga sulle accuse di reati finanziari da parte dello Scottish National Party (Snp)

Scozia, arrestato il marito dell'ex premier Sturgeon

3' di lettura

Si chiama operazione Branchform, l’indagine della polizia scozzese su accuse e sospetti di corruzione che va avanti da mesi e che continua a minare lo Scottish National Party senza tuttavia essere ancora riuscita a travolgerlo.

Questa volta però spunta un nome tra quelli più illustri: si tratta della ex first minister scozzese Nicola Sturgeon, arrestata dalla Polizia che indaga sulle accuse di reati finanziari da parte del partito indipendentista.

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Sturgeon è stata poi rilasciata senza accusa dopo essere stata arrestata e interrogata come sospetto. Dopo il rilascio, su Twitter ha scritto: «Sono innocente». Ma si tratta comunque di un altro scossone per la politica britannica che davvero non sembra trovare pace da tempo, visto che intanto a Londra le dimissioni dell’ex primo ministro Boris Johnson da deputato, ancora sull’onda del Partygate, hanno negli ultimi giorni rinfocolato le lotte intestine del Partito Conservatore.

L’arresto

L’ex premier scozzese Nicola Sturgeon era appunto stata arrestata dalla polizia che indaga sulle accuse di reati finanziari da parte dello Scottish National Party (Snp).

Sturgeon, che si è dimessa da primo ministro e leader del Snp all’inizio di aprile, è stata la terza persona ad essere arrestata nell’ambito dell’operazione Branchform, l’indagine della polizia scozzese sulle accuse secondo cui più di 600.000 sterline in donazioni per una campagna indipendentista sono state distratte dalle casse del partito.

Ma la conferma è giunta da un portavoce di Sturgeon, che ha riferito che la ex prima ministra ha partecipato volontariamente a un interrogatorio con la polizia e che collaborerà con le indagini.

Scozia, Sturgeon annuncia le sue dimissioni

Il marito di Nicola Sturgeon, Peter Murrell, per 24 anni amministratore del Snp, era stato arrestato nella lora casa di Uddingston vicino a Glasgow il 5 aprile e rilasciato dopo 12 ore di interrogatorio.

Anche Colin Beattie, tesoriere del partito, era stato fermato e interrogato nell’ambito della stessa inchiesta il 18 aprile e successivamente rilasciato in attesa di ulteriori indagini.

Il focus delle indagini della polizia è in particolare su come siano state spese 600mila sterline destinate alla campagna per l’indipendenza della Scozia.
L’Snp ha “collaborato pienamente con questa indagine e continuerà a farlo”, tuttavia non è opportuno affrontare pubblicamente alcuna questione mentre l’indagine è in corso”, ha fatto sapere il partito.

Sturgeon, come detto, si era dimessa inaspettatamente a febbraio dopo 8 anni alla guida dello Scottish National Party (Snp) e prima ministra del governo semi-autonomo scozzese. Aveva motivato la scelta dicendo che era il momento giusto per lei, per il suo partito e per il suo Paese di lasciare il posto a qualcun altro.

Prima donna a capo del governo scozzese, Sturgeon ha portato il suo partito a dominare la politica scozzese e ha trasformato l’Snp da partito per lo più monotematico in una forza di governo dominante con posizioni sociali liberali.

Ha guidato la formazione durante tre elezioni nel Regno Unito e due elezioni in Scozia e ha retto il timone della Scozia attraverso la pandemia di coronavirus, ottenendo elogi per il suo stile di comunicazione chiaro e misurato.

Ma il suo addio all’incarico è giunto nel mezzo di divisioni all’interno dell’Snp e non avendo raggiunto il suo obiettivo principale, cioè l’indipendenza dal Regno Unito per la Scozia, che conta 5,5 milioni di abitanti.

Nel referendum del 2014 sulla Brexit gli elettori scozzesi si erano espressi a favore della permanenza nel Regno Unito.

L’Snp vuole dunque un nuovo voto sull’indipendenza, ma la Corte Suprema del Regno Unito ha stabilito che la Scozia non può tenerlo senza il consenso di Londra e il governo centrale si è rifiutato di autorizzare un altro referendum.

L’addio di Sturgeon ha scatenato una lotta per il futuro dell’Snp, tra le recriminazioni per il calo dei membri del partito e le divisioni sul miglior percorso verso l’indipendenza.

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