VIA LIBERA AL PROGETTO

Screening e test si fanno in farmacia: si parte in 9 Regioni

Sperimentazione in Piemonte, Lazio, Puglia, Lombardia, Sicilia, Emilia Romagna, Veneto, Umbria e Campania. Budget iniziale: 36 milioni di euro, ma si punta al raddoppio e a coprire l'intero territorio nazionale

di Barbara Gobbi


Check-up cuore anche in farmacia, +46% esami telemedicina

2' di lettura

I farmacisti consolidano la presenza sul territorio e la vicinanza ai cittadini: parte infatti in nove Regioni la sperimentazione della "farmacia di comunità". Porterà ai clienti/utenti facilitazioni sia nella gestione dei dati clinici – con la possibilità di attivare il fascicolo – sia nell’aderenza alle cure e nell’aderenza agli screening. Le Conferenza Stato-Regioni ha appena dato il via libera alle linee guida con le indicazioni per la sperimentazione.

Tanti i servizi a disposizione dei cittadini nelle farmacie delle nove Regioni che partecipano alla sperimentazione. Telemedicina e supporto negli screening, a cominciare da quello al colon retto. Attivazione del fascicolo sanitario elettronico con la possibilità di aggiornarlo e consultarlo. Verifica dell'aderenza terapeutica, cioè monitoraggio continuo sul paziente per garantire che i farmaci prescritti siano effettivamente assunti - e con regolarità – per tenere sotto controllo una serie di malattie croniche tra cui diabete, ipertensione e Bpco. Perché un’alta aderenza terapeutica permette di ridurre il rischio di complicanze e di morte e le relative ricadute e costi sull'"uso" di ospedali e personale sanitario.

La "farmacia dei servizi", lanciata dieci anni fa con la legge 69/2009, vede finalmente la luce con il via libera della Conferenza Stato-Regioni alla sperimentazione in nove realtà: Piemonte, Lazio e Puglia, le prime a partire secondo il timing definito con il ministero della Salute; Lombardia, Emilia Romagna e Sicilia; infine Veneto, Umbria e Campania. In campo ci sono i 36 milioni già messi in preventivo e recuperati dagli "Obietti di piano", ma anche in seguito all'estremo ritardo con cui hanno guadagnato il via libera le Regioni hanno chiesto al Governo un raddoppio delle cifre, giustificato da un'estensione dell'iniziativa a tutto il territorio nazionale.

Per il momento la griglia a livello nazionale su cui le nove Regioni sperimenteranno la Farmacia dei servizi è articolata in tre macro categorie: Servizi cognitivi (monitoraggio dell'aderenza alla terapia farmacologica, riconciliazione della terapia farmacologica); Servizi di front office (Fascicolo sanitario elettronico) e Servizi relativi alle prestazioni analitiche di prima istanza, come telemedicina e campagne di screening. È previsto il counseling e il monitoraggio periodico della terapia con farmaci, con un check dell'aderenza alle cure prescritte tramite questionari somministrati a pazienti/clienti arruolati su base volontaria dalla farmacia. E questo varrà sia per i cronici "classici", come i pazienti diabetici, sia per persone con patologie complesse come i tumori, di cui sarà ricostruito l'intero percorso assistenziale. Le farmacie aderiscono alla sperimentazione su base volontaria, secondo le indicazioni regionali che rispondono a criteri di rappresentatività territoriale (area rurale, area ad alta densità di popolazione) e tipo di presidio.

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