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Scribit porta il museo Egizio di Torino sulle pareti di casa

Il robot disegnato da Carlo Ratti renderà disponibile un frammento di un sarcofago che riproduce il Libro di Morti

di A.Mac.

Il robot all’opera

1' di lettura

Il Museo Egizio di Torino riapre dopo il lockdown e regala agli amanti delle collezioni una possibilità in più di accessibilità: usando Scribit, le persone potranno riprodurre un reperto del museo direttamente sulle pareti di casa propria. La prima opera disponibile sull’app di Scribit sarà un raro esempio di dotazione funeraria in legno decorata con pasta di vetro colorata scoperta nel medio egitto e risalente ad almeno 2.300 anni fa.

Durante il lockdown il Museo Egizio di Torino ha messo in campo una ricca offerta sui canali digitali, dalle attività pensate per i bambini alle «Passeggiate col direttore» trasfermate in un appuntamento fisso online. Il direttore Christian Greco ha pensato di aderire al progetto Scribit per sostenere la riapertura delle sale e allo stesso tempo immaginando nuovi modi di rendere il museo più accessibile e divertente.

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Il primo reperto disponibile con Scribit è un frammento del Sarcofago di Djedthotiuefankh, che riproduce il Libro dei Morti. Fa parte di una serie di beni funebri di Thot Djedthotiuefankh, fratello di Petosiri, a cui fu dedicato di tempio di Tuna el-Gebel nel IV secolo prima di Cristo. La testimonianza originale della tradizione funeraria è parte della colezione Bernardino Drovetti (1824), esploratore e collezionista di antichità.

La collaborazione con il Museo Egizio di Torino si inserisce in un più ampio progetto di Scribit, disegnato da Carlo Ratti Associati, per rendere i musei più accessibili dopo la crisi del Covid-19.

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