Milano

Scrittura asemantica di Irma Blank tra mercato e retrospettiva internazionale

In attesa all’Ica nella primavera 2022 l’ultima tappa della retrospettiva internazionale sull’artista in pieno ascesa

di Erica Kullman, Viola Lo Monaco, Laura Pirrera, Andrea Rocchietti, Cecilia Ubaldi *

Radical Writings, Schriftzug=Atemzug vom 4-8-88, 1988 acrilico su tela, dittico, 200 x 130 cm ciascuna (200 x 260 cm totale)

5' di lettura

Nella prossima primavera arriverà all'ICA di Milano l'ultima tappa della mostra itinerante “Irma Blank: Blank”, dedicata all'artista italo-tedesca Irma Blank (Celle, Germania, 1934). L'esposizione, promossa dalle curatrici portoghesi Joana Carrier e Joana Neves, ha preso il suo avvio nell'estate del 2019 presso il Culturgest di Lisbona, si è spostata in autunno al Mamco di Ginevra, per poi essere presentata al CAPC di Bordeaux, al Center for Contemporary Art (CCA) e al Bauhaus Foundation di Tel Aviv nell'estate del 2020. Dopo una pausa dovuta all'emergenza sanitaria, la mostra è stata ospitata dal Museo Villa dei Cedri a Bellinzona fino all'agosto di quest'anno.
L'esposizione costituisce l'apice di un percorso di riscoperta e affermazione istituzionale dell'artista sostenuto dalla galleria P420 di Bologna a partire dal 2011 e propone un'immersione nel ciclo sensoriale totale dell'opera di Blank. Enfatizzando le nozioni di “bianco” e di “vuoto”, il titolo della mostra evoca la volontà dell'artista di liberare la lingua dal suo significato, riducendola al mero segno. Il percorso espositivo privilegia, per la prima volta, la tematica del colore, elemento di estrema importanza all'interno della produzione della Blank.

Irma Blank nello studio di Via Aurelio Saffi, Milano, 1977

Il segno e il colore

Nelle opere dell'artista a ogni tonalità viene affidato un preciso significato. Il viola e il rosa sono le tinte dell'introspezione; il nero, quella più vicina al mondo della scrittura; il blu, quella dell'inchiostro e dell'utopia. Quest'ultima cromia riveste un ruolo rilevante nei “Radical Writings” (1983-1996), opere in cui la Blank utilizza una “grafia pittorica”, in cui ogni segno ha la stessa lunghezza del respiro, a sottolineare una stretta corrispondenza tra vita e disegno. Il blu è protagonista anche negli “Avant-testo” (1996-1999), dove il segno della biro ricopre in maniera omogenea i supporti in poliestere. Nei primi anni 2000, due colori sempre appartenenti al mondo tipografico - il rosso e il bianco - diventano protagonisti della serie “Global Writings” (2000-2016), fondata su un alfabeto di poche consonanti che si fa strumento per un lessico universale. Dal 2017, dopo aver perso l'utilizzo della parte destra del corpo, Blank realizza la serie “Gehen, Second Life”, producendo linee orizzontali, blu o rosse, sul foglio di carta. L’esperimento, condotto al ritmo di una coreografia rallentata e incerta, le permette di scoprire come la danza del segno, prima di gettarsi sulla carta, nasca dal corpo dello scrittore.

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Al museo

Forte la sua presenza nelle collezioni dei musei dal MART di Rovereto alla Fondazione Querini Stampalia di Venezia, dalla Gam di Torino al Museo del Novecento di Milano, solo per citarne alcuni, e nelle alle Collezioni di Banca Intesa Sanpaolo e nelle collezioni di poesia visiva come quella della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, della Braidense di Milano, del Centro di poesia contemporanea dell’Università di Bologna e dell’Archivio della Poesia del Novecento di Mantova sino al Fondo Disegni dell'Accademia di Brera. È presente all’estero nella Bibliotheque Nationale de France, al Centre Pompidou e al Musée national d'art moderne di Parigi e al Kunstmuseum di Düsseldorf solo per registrare alcune presenze.

Il mercato

Il debutto dell'artista sul mercato è avvenuto nel 1994 ad Art Cologne con la Galleria Buchholz, collaborazione, però, interrotta nel momento in cui la Blank ha sostituito i colori ad olio con la penna a sfera nei suoi lavori, perdendo consensi tra gli acquirenti. “Il 2011, anno in cui Blank ha dato inizio alla collaborazione con la galleria P420 rappresenta un momento di svolta per la carriera dell'artista” spiega Chiara Tiberio di P420, “grazie ad un intenso sforzo compiuto dalla galleria in questi ultimi dieci anni, è stata rilanciata sul mercato nazionale e internazionale, ottenendo il meritato riconoscimento per il suo lavoro dopo lunghi silenzi”.

«Eigenschriften», 1968 di Irma Blank, pastello su carta, 40 x 30 cm

L'artista partecipa con la galleria P420 alla Biennale di Venezia del 2017, dopo una prima apparizione nel 1978 in occasione della mostra curata da Mirella Bentivoglio “Materializzazione del linguaggio”, ma già era stata esposta a documenta 6 nel 1977 e ala Qadriennale di Roma nell’86. Sono 76 le personali di cui la maggior parte in Italia e un buon 25% in Europa. La figlia di Irma Blank sta collaborando con la Galleria P420 per la creazione di un archivio e di un catalogo ragionato delle opere dell’artista.

In fiera

Ritorna sulla scena internazionale con le fiere di Art Bruxelles del 2013, di Frieze New York e Art Bogotà nel 2016 e negli anni a seguire.La maggiore frequenza di fiere e mostre evidenzia come sia avvenuta la profonda rivalutazione economica del mercato dell’artista, che nel tempo ha generato un costante aumento di interesse nel mondo del collezionismo. Nonostante una recente collaborazione con Luxembourg + Co di New York (2019), la galleria di riferimento che ha ospitato il maggior numero di personali e collettive rimane la P420. Essendo un’artista molto prolifica, il price range delle sue opere è molto variabile a seconda delle fasi di produzione e dei mezzi espressivi, partendo da una base di 1.000 euro fino ad arrivare a 200.000 euro.

In asta

Dalle analisi dei risultati d’asta è emerso che le opere più apprezzate dal mercato sono gli oli su tela, anche se recentemente i collezionisti iniziano ad apprezzare e acquistare le opere con tecnica mista. Negli ultimi tre anni si sono registrati i migliori risultati nelle vendite all'asta, in particolare nel 2019 ha registrato un fatturato di 230.317 euro con solamente sei opere vendute. Il 2020 ha subito un rallentamento dovuto probabilmente alla pandemia da Covid-19, con sei lotti battuti per un fatturato totale di 160.890 euro. Le case d’aste di riferimento per il mercato secondario della Blank sono: Il Ponte con 15 passaggi, Martini studio d'arte con otto passaggi e Christie's Londra con sei lotti. Dei 45 lotti venduti in asta, con price range tra i 1.000-5.000 euro e i 10.000-50.000 euro, la maggior parte dei lotti è stata aggiudicata rispettando o, addirittura, superando la stima (38 opere su 45 totali), e nemmeno un invenduto, il che rispecchia la solidità del suo mercato. Il top lot è stato battuto da Il Ponte nell’asta di Moderna e contemporanea del 2018, il lotto, partito da una stima di 30.000-40.000 euro, è stato aggiudicato per 130.000 euro. Nel 2020 il suo miglior incremento di valore si registra per l'opera “Avantesto 19/03/01” del 2001, battuta sempre da Il Ponte per 30.277 euro. A fronte di una stima di 3.000-5.000 euro, ha realizzato un incremento di valore del 905,4%.L'andamento del mercato dell'artista, che ha visto una forte diffusione delle sue opere anche nel mercato secondario, suggerisce che nei prossimi anni Irma Blank diventerà uno dei principali volti dell’arte femminile in Italia.

* Studenti del XX Master Economia e management dell'arte e dei beni culturali della 24Ore Business School

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