STOP ALLA DIDATTICA A DISTANZA

Scuola, il 1° febbraio può essere il giorno del rientro in classe degli studenti delle superiori di tutta Italia (tranne i siciliani)

I ragazzi delle scuole superiori dell’isola dovranno attendere l’8 febbraio

di An.C.

Da lunedi' tutti in aula gli 8,3 mln studenti italiani

3' di lettura

Da lunedì 1 febbraio quasi tutti di nuovo in classe i circa 8 milioni di studenti italiani, compresi i 2,5 milioni delle superiori anche se con percentuali che vanno dal 50 al 75% in presenza, come prevede l'ultimo Dpcm.

A rimanere a casa un'altra settimana sono infatti solo gli studenti delle scuole superiori della Sicilia, diventata “arancione”. Dall'1 febbraio viene riattivata la didattica in presenza al 100 per cento anche per gli alunni di seconda e terza media che fino allo scadere della zona rossa hanno operato in Dad. Per le le scuole superiori, invece, da lunedì 8 febbraio, saranno ammessi alla didattica in presenza il 50 per cento degli studenti.

Loading...

Ultime in ordine di tempo a far ritornare i ragazzi delle superiori nei loro istituti sono le Regioni Sardegna, Calabria, Puglia, Basilicata, Veneto, Campania, Friuli Venezia Giulia per un totale di 976.668 studenti che si aggiungono ai 144.974 delle medie in Sicilia.

L'Italia dal 1 febbraio è quasi tutta gialla, con l'eccezione di Sicilia, Provincia autonoma di Bolzano, Puglia, Sardegna e Umbria.

Si completa il quadro del rientro in classe

Con la ripresa delle lezioni in presenza, lunedì, per tutti i 2,5 milioni di studenti delle scuole superiori italiane si farà un passo importante, nell’attesa degli studenti siciliani, nella direzione del rientro degli 8,3 milioni di studenti della penisola: alcuni, i più piccoli, in alcune regioni, non hanno mai smesso di frequentare la scuola, ma altri, i più grandi - e non solo loro, in alcune regioni come la Campania - sono rimasti a casa per molte settimane, fin dai primi di novembre, e calcolando che l'anno scolastico passato si è concluso con la didattica a distanza, in alcune zone d'Italia i ragazzi sono stati senza scuola in presenza quasi un anno.

Emiliano,inconcepibile obbligo frequenza in pandemia

Ma le polemiche non cessano: il governatore della Puglia, Michele Emiliano, criticato in queste settimane per aver consentito la didattica digitale integrata a tutte le famiglie che ne facessero richiesta, ha detto che «a scuola vige l'obbligo di presenza, ma l'obbligo di frequenza durante una pandemia è inconcepibile. Chi pretende di dire ad una famiglia “devi portare per forza fisicamente tuo figlio a scuola”, viola il diritto alla salute previsto dalla Costituzione». Emiliano ha aggiunto che «la didattica in presenza è pericolosa non solo per la scuola in sé per sé, che potrebbe essere sicura, ma in teoria c'è un milione di persone che va avanti e indietro due volte al giorno ed è una cosa folle».

Polemiche poi hanno destato in Campania le parole del governatore De Luca il quale ha invitato i dirigenti scolastici a non differenziarle gli orari di ingresso, «assicurando piuttosto il rispetto dei limiti percentuali di presenza in aula degli alunni attraverso forme di rotazione», per venire incontro alle famiglie che avrebbero difficoltà nel gestire arrivi scaglionati in classe da parte di più figli.

Spirlì prepara ordinanza per didattica integrata

E su una nuova ordinanza in materia di didattica che preveda la possibilità di scelta tra la presenza e quella a distanza sta lavorando il presidente facente funzioni della Regione Calabria Nino Spirlì in vista della ripresa delle lezioni di lunedì prossimo. «Mancano 48 ore al ritorno in classe di migliaia di studenti campani e calabresi delle superiori, eppure De Luca e Spirlí gettano ancora nel caos studenti e famiglie», attaccano i componenti M5S in commissione Istruzione alla Camera.

Studenti in piazza a Torino e Roma

Intanto però non si placano le proteste degli studenti. Circa duecento hanno manifestato questa mattina per le strade di Torino per chiedere il rientro in classe. I giovani si sono ritrovati in piazza Solverino. Il corteo si è mosso verso la sede del Miur di corso Vittorio Emanuele, dove i manifestanti hanno appiccicato un manifesto con le foto del premier Conte e della ministra Azzolina su cui è stato disegnato il simbolo della pandemia. «Anche in Piemonte le scuole superiori hanno riaperto ma in condizioni drammatiche per la sicurezza di studenti e lavoratori, con le classi pollaio, i trasporti sovraffollati e con l'assenza di un adeguato tracciamento dei contagi», hanno messo in evidenza i manifestanti. Gli studenti piemontesi chiedono classi da 15 studenti, assumere insegnanti a tempo indeterminato, aumentare gli spazi scolastici, garantire un numero maggiore di mezzi pubblici e un efficace tracciamento dei contagi con accesso diretto e gratuito ai tamponi per studenti e lavoratori della scuola. Proteste anche a Roma: un centinaio di giovani studenti si sono ritrovati davanti alla sede del ministero per chiedere il rientro in scuole sicure. Iniziative e manifestazioni sono previste in una ventina di piazze italiane.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti