I dati del ministero dell’Istruzione

Scuola, il 10,3% degli studenti non ha la cittadinanza italiana: sono oltre 876mila

Nella scuola dell'Infanzia e Primaria, l'incidenza dei bambini con cittadinanza non italiana sfiora il 12%. Prevalgono le seconde generazioni

di Andrea Carli

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3' di lettura

Le studentesse e gli studenti con cittadinanza non italiana costituiscono il 10,3% della popolazione scolastica registrata nell’anno scolastico 2019/2020. In particolare, sono stati oltre 876mila (876.801) su un totale di 8.484.000 ragazze e ragazzi che, secondo le indicazioni fornite dal ministero dell’Istruzione, lo scorso anno hanno frequentato le scuole italiane. Nella scuola dell'Infanzia e Primaria, l'incidenza dei bambini con cittadinanza non italiana sfiora il 12 per cento. La scuola Primaria rimane il settore che assorbe il maggior numero di studenti con cittadinanza non italiana: nell'A.S. 2019/2020 ha registrato un aumento di 4.530 studenti (+1,4%). Più di un quarto degli studenti con cittadinanza non italiana studia nelle scuole della Lombardia (nella regione sono 224.089). In Emilia-Romagna, gli studenti con cittadinanza non italiana rappresentano in rapporto alla popolazione scolastica regionale il 17,1%, valore più elevato a livello nazionale.

Inoltre il report mette in evidenza la «brusca interruzione della frequenza scolastica che avviene a 17 e 18 anni e che di conseguenza impedisce a un terzo degli studenti con cittadinanza non italiana di realizzare una formazione più completa per l'inserimento nel mondo del lavoro. Le differenze di genere evidenziano che l'interruzione scolastica investe in misura più preoccupante i ragazzi rispetto alle ragazze».

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Rispetto all’anno precedente crescono del 2,2%

La popolazione scolastica nel 2019/2020 è scesa nel complesso di quasi 96 mila unità (-1,1% rispetto all'anno precedente). Gli studenti italiani, in particolare, hanno registrato una flessione di circa 115 mila unità (-1,5%), a fronte, invece, di un incremento di 19 mila studenti con cittadinanza non italiana (+2,2%), per cui l'incidenza di questi ultimi sul totale della popolazione è passata dal 10,0% a 10,3%.

Prevalgono le seconde generazioni

Tra il 2010/2011 e il 2019/2020, gli studenti con cittadinanza non italiana sono aumentati del 23,4% (+166 mila unità). Prevalgono le seconde generazioni: il 65,4% delle studentesse e degli studenti di origine non italiana è nato nel nostro Paese.

La presenza nelle Regioni

Il 65,3% delle studentesse e degli studenti con cittadinanza non italiana è concentrato nelle Regioni del Nord; il 22,2% è nel Centro; il 12,5% nel Sud. La Lombardia si conferma la Regione con il maggior numero di studenti di cittadinanza non italiana (224.089), oltre un quarto del totale presente in Italia (25,6%).

Originari di quasi 200 Paesi nel mondo

Nel quinquennio 2015/2016-2019/2020 il numero degli studenti con cittadinanza non italiana nati nel nostro Paese è passato da oltre 478 mila a quasi 574 mila (+20% circa). Nell'ultimo anno l'incremento è stato di oltre 20 mila unità (+3,7%), portando la quota dei nati in Italia sul totale degli studenti di origine non italiana al 65,4%, quasi un punto percentuale in più rispetto al 2018/2019 (64,5%).Studentesse e studenti con cittadinanza non italiana sono originari di quasi 200 Paesi nel mondo, ma il 45,4% proviene da un Paese europeo. Seguono gli studenti di provenienza o origine africana (26,1%) e asiatica (20,5%).

In Veneto il 71,7% degli studenti di origine straniera è nato in Italia

La distribuzione degli studenti per regione, ordine di scuola e stato di nascita fornisce altre informazioni sulle caratteristiche della presenza degli studenti con cittadinanza non italiana nel sistema scolastico nazionale.Riguardo alla scuola dell'Infanzia e Primaria, le regioni in cui gli studenti dicittadinanza non italiana incidono in misura maggiore sul totale degli studenti sono l'Emilia-Romagna (19,8% nella scuola dell'Infanzia; 19,5% nella Primaria), la Lombardia (17,8% e 18,5%) e il Veneto (16,9% e 16,7%).Per la scuola Secondaria di I grado, oltre all'Emilia Romagna e la Lombardia, si collocano ai primi posti la Toscana e il Veneto nelle quali l'incidenza degli studenti con cittadinanza non italiana è uguale rispettivamente al 15,4% e al 15%. Le stesse regioni più l'Umbria registrano le percentuali più elevate di studenti con cittadinanza non italiana anche nella scuola Secondaria di II grado, con valori compresi tra il 17,2% (Emilia-Romagna) e l'14,8% (Umbria).

Le differenze nei tassi di scolarità

I tassi di scolarità degli studenti con cittadinanza non italiana sono prossimi a quelli degli italiani sia nella fascia di età 6-13 anni (intorno al 100%),corrispondente alla scuola del 1° ciclo, sia nella fascia 14-16 anni, corrispondente al primo triennio di Secondaria di II grado (nella quale scendono al 96%). Al contrario, a 17 e 18 anni di età (ultimo biennio di Secondaria II grado) il tasso di scolarità degli studenti con cittadinanza non italiana diminuisce fino al 73,2% rispetto all'81,1% degli studenti italiani.

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