RITORNO IN CLASSE

Scuola: casi positivi in Alto Adige e in Calabria, a Piacenza e Reggio Emilia

A San Candido 20 bambini e rispettive famiglie in quarantena ma la scuola rimane aperta. Asilo chiuso in comune cosentino. Nella città emiliana con le “classi bolla” misure limitate a sette compagni di classe e a due insegnanti

La scuola riparte da Bolzano, la Campania rinvia al 24 settembre

A San Candido 20 bambini e rispettive famiglie in quarantena ma la scuola rimane aperta. Asilo chiuso in comune cosentino. Nella città emiliana con le “classi bolla” misure limitate a sette compagni di classe e a due insegnanti


2' di lettura

Con le prime riaperture delle scuole arrivano i casi di positività al Covid-19. A soli due giorni dall’avvio dell’anno scolastico l’Alto Adige registra il primo caso Covid in un asilo. Nella sezione tedesca a San Candido un bambino è risultato positivo. Lunedì non è stato bene e ha accusato dei sintomi, la conferma è poi arrivata dal tampone. Sta comunque bene. I suoi 20 compagni e le rispettive famiglie ora sono in quarantena, scrive il quotidiano Dolomiten. L’asilo non è stato chiuso, sono però stati disinfettati i vani utilizzati dal gruppo del bimbo.

Chiuso, invece, l’asilo nella frazione Mirto di Crosia (Cosenza) frequentato da una bambina risultata positiva. Il sindaco, ricevuta la comunicazione da parte del dipartimento di Igiene e sanità pubblica dell'Asp di Cosenza, ha fatto scattare tutte le procedure previste in questi casi dalla legge, tra cui la verifica, tramite tampone molecolare, sugli altri bambini della struttura.

Un caso a Piacenza

Positivo anche un alunno di una scuola materna di Piacenza. Il piccolo, riporta il quotidiano Libertà, è stato sottoposto al test dopo aver partecipato all’inserimento per un’ora, il 1° settembre, giorno di apertura, e dopo che un famigliare era risultato positivo. Le “classi bolla” nell’asilo hanno permesso di limitare la quarantena a sette soli suoi compagni di classe e a due insegnanti e non all’intera scuola.

Un 15enne positivo in liceo a A Reggio Emilia

Anche uno studente reggiano di 15 anni è risultato positivo al Coronavirus. Lo ha reso noto l'Ausl. Il ragazzo frequenta un liceo cittadino, dove nell’ultima settimana ha seguito due corsi di recupero suddivisi in due giornate per quattro ore complessive. Con lui in aula, oltre al docente, c'erano altri quattro studenti. Nonostante non siano stati considerati “contatti stretti” dall'Ausl perché in classe vigono le norme di distanziamento, si sottoporranno tutti al tampone nei prossimi giorni per fugare ogni dubbio. Lo stesso insegnante, già in pensione da pochi giorni (che aveva comunque accettato di dare lezione di recupero), farà l’esame. L’alunno contagiato sta bene, ora è in quarantena domiciliare, asintomatico. La sua positività è emersa dall'attività di tracciamento dell'igiene pubblica dell’Ausl.

Due positivi in un istituto dell’Aretino: disposta chiusura

Due casi positivi tra il personale dell'istituto comprensivo Bernardo Dovizi Bibbiena (Arezzo): la dirigente, in accordo con il Comune ha predisposto la chiusura della scuola in attesa «di verifiche ulteriori e più precise».

I casi martedì 8 settembre

Un addetto dell’asilo nido comunale di Mondovì, nel Cuneese, è risultato positivo al coronavirus. L’amministrazione comunale ha deciso di far slittare a lunedì 14 settembre la riapertura, inizialmente prevista per mercoledì. Positiva anche un’educatrice del nido comunale di Montebelluna (Treviso): la donna aveva partecipato a una festa privata, dopo tre giorni ha cominciato a presentare i sintomi della malattia da Covid-19 ed è quindi risultata positiva al tampone.

Ad una settimana dalla riapertura degli asili nido in Trentino, un bimbo è stato trovato positivo al coronavirus in una struttura di Pergine Valsugana. “Sarà necessario porre in quarantena e sottoporre a tampone altri 5 bambini che sono inseriti nella stessa sezione dell'asilo nido che aveva frequentato peraltro senza alcun sintomo fino a venerdì”, ha speigato il sindaco Roberto Oss Emer precisando che «le altre sezioni, considerati i protocolli attuati fin dal primo giorno di apertura, non hanno avuto contatti e non sono evidenziati problemi sanitari».

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