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Scuola: dai banchi alle cattedre vuote, tutti i numeri della riapertura

Dai 2,2 milioni di banchi monoposto ancora da consegnare alle 60mila cattedre non assegnate, ai 70mila alunni con disabilità (il 59% del totale) che non avranno più il docente di sostegno che li seguiva l'anno scorso, i nodi da sciogliere sono più di uno. La ministra Azzolina: «Piccole criticità nessuno le nega: le stiamo risolvendo in un periodo difficilissimo»

di Andrea Carli

Azzolina: 'scuola sicura'. Ma una su 4 non apre come prima

Dai 2,2 milioni di banchi monoposto ancora da consegnare alle 60mila cattedre non assegnate, ai 70mila alunni con disabilità (il 59% del totale) che non avranno più il docente di sostegno che li seguiva l'anno scorso, i nodi da sciogliere sono più di uno. La ministra Azzolina: «Piccole criticità nessuno le nega: le stiamo risolvendo in un periodo difficilissimo»


5' di lettura

Una ripartenza con qualche incognita. Rimasta per oltre sei mesi chiusa a causa del lockdown imposto dal Covid-19, la scuola riapre. Non ovunque e, anche dove tutto è pronto, con modalità a macchia di leopardo. Orari ridotti per la prima settimana, attesa di banchi e mascherine ma soprattutto dei docenti perché le nomine degli insegnanti di ruolo sono ancora in corso. Oltre 5,6 milioni di alunne e alunni riprenderanno le lezioni, stando ai dati forniti dal ministero dell'Istruzione. Al di là delle dichiarazioni e delle polemiche politiche che non sono nuove in un settore che coinvolge la quotidianità delle famiglie, sono infatti i numeri che, in una situazione complessa come questa, possono far capire a che punto siamo.

È la scuola capace di intercettare diversi ambiti: l'istruzione appunto, ma anche la salute, il trasporto, la sfera sociale. Ed è la scuola che, per queste sue caratteristiche, diventa un banco di prova per la ripartenza dopo gli amari giorni della pandemia. «Piccole criticità nessuno le nega: le stiamo risolvendo in un periodo difficilissimo», ha sottolineato la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina. «Ci saranno difficoltà, disagi, soprattutto all'inizio», ha riconosciuto il premier Giuseppe Conte in un messaggio su Fb pubblicato alla vigilia della riapertura.

2,2 milioni: i banchi monoposto ancora da consegnare

È probabile che, in questi primi giorni, non pochi studenti saranno costretti a seguire le lezioni seduti sulle sedie. Prendere appunti o sfogliare i testi non saranno, in questi casi, operazioni facili. Mancano infatti i banchi monoposto. Al momento ne sono stati consegnati circa 200mila. Quelli che rimangono da consegnare - sono 2,2 milioni - dovrebbero arrivare, stando alle indicazioni fornite dal Governo, entro fine ottobre. Nel frattempo, si presume che gli studenti rimasti per ora senza debbano arrangiarsi.

60mila: le cattedre ancora non assegnate

Un altro numero che racconta come la scuola riapre i battenti, ovvero con organici non ancora completi, è: 60mila. Sono le cattedre rimaste vuote, dopo immissioni in ruolo (ne erano state utilizzate quasi 85mila) e call veloce (si stanno lavorando le 2.500 istanze inviate).

170mila:alunni disabili che non ritrovano il proprio insegnante di sostegno

Sono 170 mila gli alunni con disabilità (il 59% del totale) che all'apertura della scuola non avranno più il docente di sostegno che li seguiva l'anno scorso. In molti casi ne cambieranno nei prossimi mesi anche più di uno. Secondo la Flc Cgil, i ragazzi con disabilità che non troveranno lo stesso insegnante di sostegno saranno all’incirca due su tre.

Sette: le regioni dove la scuola non apre (per ora)

Sono sette le regioni che hanno deciso di posticipare la data dell’avvio delle lezioni. Una scelta che in qualche caso è stata fatta per “scavallare” la tornata elettorale del 20 e 21 settembre. La campanella non tornerà a suonare in Friuli Venezia Giulia, dove si tornerà nei banchi il 16. Il 22 sarà la volta della Sardegna, il 24 di Puglia, Calabria, Basilicata, Abruzzo e Campania. In quest’ultima regione il governatore Vincenzo De Luca ha confidato che non è detto che si riaprano le scuole il 24. Le lezioni sono gia' ricominciate il 7 settembre in Alto Adige.In totale, conteggiando le regioni dove la scuola ha già aperto e quelle dove ripartirà il 24 settembre, sono oltre 8,3 milioni le studentesse e gli studenti che rientrano quest'anno tra i banchi: 7.507.484 negli istituti statali, ai quali si aggiungono i circa 860 mila delle paritarie.

50mila: gli studenti senz’aula

C’è poi il nodo distanziamento. Stando alle indicazioni fornite da Azzolina in occasione della conferenza stampa con il premier Conte e i responsabili di Salute e Infrastutture Speranza e De Micheli, ci sono 50mila studenti che non riescono a entrare in classe rispettando le regole anti-Covid (a giugno si parlava di circa un milione di studenti). Questi alunni riprenderanno le lezioni in presenza, ma in attesa dell’arrivo dei banchi dovranno tenere la mascherina.

77 milioni: le mascherine da consegnare entro il 14

Da un’indagine telefonica effettuata da Cittadinanzattiva tra il 9 e 10 settembre - l’indagine ha riguardato 4 regioni del Nord, 4 del Centro e 5 regioni del Sud, per un totale di 23 città e 39 istituti coinvolti - è emerso che sulla dotazione di mascherine nelle scuole e sulle indicazioni che nei giorni scorsi sono giunte a famiglie e studenti in vista della riapertura l’incertezza tra i dirigenti e il personale scolastico è grande. Le mascherine non sono arrivate o quando ci sono, spesso acquistate direttamente dalla scuola, la quantità non è sufficiente per coprire le esigenze quotidiane degli studenti e di tutto il personale docente e non docente. Dubbi anche in merito alla tipologia di mascherina che si può usare in classe.In alcuni casi le mascherine le hanno spedite le Regioni, in altri le ha comprate direttamente la scuola, in altri casi ancora i genitori si sono organizzati ed hanno utilizzato il “fondo cassa” degli anni precedenti. La tendenza generale è comunque quella di chiedere agli studenti di presentarsi in classe con una mascherina personale (e un'altra di riserva) e di tenere quelle in dotazione della scuola come “scorta” per le emergenze. Il Commissario straordinario Domenico Arcuri ha chiarito che «domattina (lunedì 14 settembre, ndr) tutti avranno la mascherina chirurgica per svolgere le attività in sicurezza. Abbiamo distribuito ai 19mila istituti italiani 94 milioni di mascherine, che sono già nella disponibilità dei dirigenti scolastici». In un’intervista al Tg1 Arcuri ha ricordato che la distribuzione andrà avanti almeno fino alla fine dell'anno e che gli istituti hanno a disposizione anche 400mila litri di gel igienizzante. «Abbiamo fatto tutti insieme uno sforzo ciclopico in pochi mesi, nessun altro paese nel mondo è riuscito a fare altrettanto» ha aggiunto Arcuri che poi si è rivolto direttamente agli studenti. «Domani è un giorno di festa - ha concluso -, finalmente riapre la scuola e finalmente abbiamo l'evidenza che la stagione più buia del lockdown è finita».

80%: la soglia per gli scuolabus

In base alle Linee guida sul trasporto pubblico e scolastico, gli scuola bus avranno i segnaposto, mai con la presenza oltre 80%. Un numero di bambini superiore a questa soglia potrà essere accettato solo se il percorso sarà inferiore ai 15 minuti. Ogni viaggio andrà attentamente monitorato, anche perché i bambini nel tragitto dovranno indossare la mascherina.

50%: appena la metà del personale ha fatto il test sierologico

Quasi il 50% del personale della scuola, pari a circa 500mila tra docenti e non docenti, ha svolto il test sierologico per il Covid 19 e di questi il 2,6% - cioè circa 13mila persone - è risultato positivo e non prenderà servizio fino a quando il tampone non darà esito negativo. Sono i dati dell'ufficio del Commissario per l'emergenza Domenico Arcuri che ha avviato nelle settimane scorse la campagna con la distribuzione di 2 milioni di test agli istituti scolastici. Il dato, diffuso negli ultimi giorni dal Tg1, non tiene conto dei 200mila tra docenti e non docenti del Lazio in quanto la regione sta operando in maniera autonoma. Alla data de 9 settembre, la regione più virtuosa era la Lombardia, con il 70% di test effettuati mentre all'ultimo posto c'era la Sardegna con solo il 5% del personale che si è sottoposto ai test. Entro il 24 settembre dall'Ufficio del commissario prevedono che la percentuale possa salire al 60-70 per cento.

9mila: le tonnellate di mascherine non riciclabili da smaltire

Un problema sarà lo smaltimento delle mascherine chirurgiche a scuola. Ogni giorno ne verranno consegnate 11 milioni per tutti gli alunni e il personale scolastico. Saranno mascherine usa e getta come ha deciso il Comitato tecnico scientifico (Cts). Tuttoscuola ha calcolato che se la consegna di quell'ingente quantità di mascherine sarà mantenuta per tutto l'anno scolastico alla fine, considerati i 200 giorni minimi di lezione e senza considerare la coda degli esami di Stato del primo e del secondo ciclo, la distribuzione raggiungerà l'astronomica cifra di due miliardi e duecento milioni di mascherine non riciclabili, usa e getta, da smaltire quotidianamente nella indifferenziata. Per un peso medio di circa 4 grammi l’una, quei 2,2 miliardi di mascherine da smaltire tra i rifiuti indifferenziati toccheranno il ragguardevole peso di 8 mila e 800 tonnellate. Se si considera anche il peso degli imballaggi in cui vengono racchiuse le mascherine per la consegna alle scuole, lo smaltimento complessivo andrà ad aggravare le operazioni di smaltimento che, come si sa, in alcuni territori sono in difficoltà costante.

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