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Bianchi: parte da Napoli il Patto educativo contro la dispersione. Poi Sicilia e Calabria

Firmato l’accordo, dal Pnrr 41 milioni per 217 scuole dell'area metropolitana del capoluogo. Per ogni scuola una media di circa 180.000 €. Il ruolo dell’arcivescovo Battaglia

di Redazione Scuola

3' di lettura

«Oggi cominciamo da Napoli una giornata che fa partire il patto educativo, proprio da questa città. Un patto che firmiamo e che dà alla Città Metropolitana di Napoli 40 milioni di euro alle scuole, mirati ai ragazzi da 13 a 18 anni». Così il ministro dell'istruzione Patrizio Bianchi lancia dalla Fondazione Famiglia di Maria a San Giovanni a Teduccio, nella periferia est di Napoli, il patto con i nuovi fondi, sottoscritto con il sindaco Gaetano Manfredi e l'arcivescovo di Napoli Mimmo Battaglia. «Partiamo da qui - spiega Bianchi - per incontrare la comunità, affrontando questo problema della dispersione scolastica nelle periferie, firmiamo il patto educativo anche con il Prefetto di Napoli e il ministro dell'interno Lamorgese, sapendo che si parte dalle scuole delle periferia».

Primo accordo territoriale

Nel dettaglio, il Patto rappresenta il primo accordo territoriale di collaborazione interistituzionale da realizzare anche nell'ambito del più ampio programma nazionale di contrasto ai divari territoriali e povertà educative previsto dal Pnrr Istruzione. A livello nazionale i fondi a disposizione sono 1,5 miliardi, da stanziare in tre tranche. La prima, destinata al target di studentesse e studenti della scuola secondaria di primo e secondo grado (12-18 anni), mette a disposizione 500 milioni a livello nazionale. Di questi 41,1 milioni di euro saranno assegnati a 217 istituzioni scolastiche nell'area metropolitana di Napoli (di cui 78 nel Comune di Napoli per 14,8 milioni). Ogni scuola avrà a disposizione una media di circa 180.000 euro. I finanziamenti saranno destinati direttamente agli istituti scolastici sulla base di criteri quali il tasso di dispersione, il contesto socio-economico e il numero delle studentesse e degli studenti.

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Da un’idea di don Mimmo Battaglia

Un patto lanciato come idea da Don Battaglia e che il ministero ha realizzato: «Da quando don Battaglia - spiega Bianchi - ha lanciato questa idea noi ci abbiamo lavorato in silenzio, facendo nella città e con i cittadini un percorso che è uno dei nostri punti di riferimento, partendo dalla domanda: come eviti la dispersione? Lo fai prima che succeda, quindi cominciamo scuola per scuola individuando i rischi di abbandono, accompagniamo i ragazzi, allunghiamo il tempo con attività come avviene qui alla Fondazione, non con il doposcuola ma con l'educazione che si espande. Dal ministero poi diamo i contributi necessari dalle istituzioni che devono intervenire insieme per accompagnare i ragazzi. Lavoriamo sulle esperienze migliori e lo facciamo partendo da Napoli, coinvolgendo le associazioni di volontariato».

Bianchi, patto riguarda Sud, dopo Sicilia e Calabria

«Con il Patto Scuola partiamo da Napoli e poi proseguiamo verso il resto del Paese. Lavoriamo con tutte le città, sapendo che il problema più forte è nel Mezzogiorno». Lo ha detto ancora il ministro Bianchi lanciando dalla Fondazione Famiglia di Maria a San Giovanni a Teduccio, il patto. «Con i fondi - ha spiegato Bianchi - abbiamo diviso le strade, usandone una parte delle infrastrutture, facendole a bando in modo che il Comune possa intervenire. Noi siamo partiti con un investimento più forte per le scuole dell'infanzia e gli asili nido, il più forte perché non si erano mai visti 4,6 miliardi su queste scuole e lo abbiamo fatto molto nel Sud. Poi abbiamo operato interventi come questo in cui chiediamo interventi da parte di tutti, che ognuno ci mette il suo e noi facciamo la parte di interventi nelle scuole Regione per Regione. È chiarissima la responsabilità della Campania, chiarissimo il ruolo della Sicilia e ora stiamo pensando alla Calabria che è un grande punto delicato».

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