Audizione del ministro dell’Istruzione

Scuola, Bianchi: «Al lavoro con Draghi sulla stabilizzazione dei precari. Tra 10 anni 1,4 milioni di studenti in meno»

Investire nell’istruzione, recuperare le disuguaglianze, dare a tutti gli studenti pari opportunità, fare in modo che la scuola sia il motore del Paese

di Nicoletta Cottone

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4' di lettura

Investire nell’istruzione, recuperare le disuguaglianze, dare a tutti gli studenti pari opportunità, fare in modo che la scuola sia il motore del Paese. «Ci siamo presi l’impegno di darci un tempo per recuperare il principale vulnus del nostro sistema: non dare uguali opportunità ai nostri ragazzi. Il recupero delle diseguaglianze, dispersione, della povertà educativa segnano in modo negativo il nostro cammino del crescere. Il recupero di questi punti ci può portare a superare la lunga stagnazione in cui è il nostro Paese da troppo tempo». Lo ha detto il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi nel corso di una audizione dinanzi alle Commissioni congiunte Istruzione del Senato e Cultura della Camera sulle linee programmatiche del dicastero di viale Trastevere.

La scuola sia motore del paese

«Investire in istruzione vuole dire aumentare il numero di coloro che sono in grado di partecipare alla crescita del Paese. Abbiamo bisogno di aumentare il livello di produttività e aumentare il numero di coloro che dispongono delle competenze necessarie per concorrere allo sviluppo del Paese. In questo momento non basta l'apprendimento continuo e diffuso ma occorre dare una 'accelerata'. La scuola motore del Paese non è solo una dichiarazione ovvia ma un piano di intervento che si muove sulla linea delle persone e un asse dell'organizzazione, col superamento della 'gabbia del Novecento'».

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Ragioniamo sulla stabilizzazione dei precari

Sul precariato nella scuola «vedo che all'interno della stessa maggioranza vi sono posizioni differenti, sono quasi lampadine di queste diversità ma dobbiamo affrontarle. Se lo facciamo come bivio questo metterà' in difficoltà tutto: ci stiamo lavorando insieme al premier». Il ministro Bianchi nel corso dell’audizione ha spiegato che «abbiamo il tema del transitorio: come recuperare coloro che hanno accumulato esperienza e che hanno bisogno di stabilità. Su quasi 500mila posti comuni, abbiamo oltre 200mila docenti a tempo determinato con situazioni diverse: la cosa sbagliata è trattarli tutti allo stesso modo, sono persone con esperienze, titoli e esperienze diverse. Stiamo ragionando con presidenza del Consiglio e Mef per capire come riconoscere titoli e merito diversi e permettere di far confluire queste persone all’interno di una visione stabile per far partire la macchina di una assunzione regolare e continua».

Tra 10 anni 1,4 mln studenti in meno

«Il Mef ci ha riconosciuto gli organici del passato e ha dato qualcosa in più. Nei prossimi 10 anni avremo 1 milione e 400mila ragazzi in meno, avremmo quindi dovuto avere tanti insegnanti in meno. Abbiamo bisogno di prof - ha spiegato il ministro - per avere classi più piccole e aumentare il tempo scuola. Dobbiamo uscire dalla meccanica lineare tot docenti-tot studenti. Abbiamo bisogno anche di più dirigenti. I dirigenti hanno una funzione fondamentale, non abbiamo dato il giusto peso alla gravosità degli impegni che hanno avuto, va e andrà riconosciuto di più nel confronto contrattuale».

Dad necessaria, sforzo titanico degli insegnanti

«Quando l'anno scorso i nostri insegnanti si sono trovati con la necessità di usare strumenti a distanza per l'insegnamento, noi avevamo misurato l'evidenza che nessuno di loro era stato preparato per quello. Hanno fatto uno sforzo titanico, che ha avuto risultati diversi nel Paese. Ma l'uso che gli insegnanti fanno oggi di questi strumenti si è molto evoluto e dobbiamo diffonderlo nel Paese», ha affermato il ministro Bianchi. «Non è stato un periodo morto, ma un lungo inverno dove le persone hanno affrontato, spesso da autodidatta, delle tecnologie per cui non erano state preparate. - ha sottolineato Bianchi - Il punto non è predisporre una formazione sistematica, ma avere un programma di formazione sistematica. Ci siamo impegnati a fare la formazione digitale di tutto il nostro personale».

L’orientamento va riformato

«Sull'orientamento dobbiamo fare di più, va riformato: legare di più i diversi cicli e ordini per permettere ai ragazzi di fare scelte consapevoli, ma nel tempo. Non dire 'finisco la terza media e vediamo cosa faccio'. Queste cose si preparano nel tempo e dando ai ragazzi una varietà di opzioni possibili», ha detto il ministro. «Se si finisce la scuola superiore - ha spiegato - si può avere un percorso universitario; un Its con eguali dignità e forza; un percorso di esperienza all'estero; un percorso di apprendistato in cui imparare cose che poi si mettono a frutto; un percorso di volontariato. Ma devono essere tutte opzioni possibili e presentate e maturate per tempo. L'orientamento vuol dire non lasciare le famiglie e i ragazzi soli in una scelta che poi determinerà la loro vita».

«Non voglio distruggere il classico, ma potenziare il sistema»

«Dobbiamo aumentare in maniera sostanziale i livelli di istruzione e dotare i nostri ragazzi di strumenti per un mondo complesso e mutevole. Io non voglio distruggere il liceo classico, ma potenziare l'intero sistema educativo dando percorsi ad ognuno di eguale dignità, in grado di permearsi a vicenda. Così avremo finalmente superato le gabbie del '900”», ha detto Patrizio Bianchi.

Forte dispersione scolastica: 40 mln per la povertà educativa

«La pandemia come choc esterno ha esasperato le diversità e messo a nudo delle situazioni non più sostenibili come il diritto allo studio: abbiamo un indice insostenibile di dispersione scolastica. C’è una dispersione esplicita, di chi non riesce a raggiungere titolo di studio, e chi lo consegue ma non ha le competenze adeguate. Dobbiamo iniziare fin dall'estate a fare un ponte verso l'anno prossimo usando fondi già in carico al ministero, 150 milioni», ha affermato il ministro. «Altri 320 milioni li metteremo a disposizione per una struttura di supporto che dall'estate si proietti all'anno prossimo: inizieremo ad avere una scuola più aperta e interattiva col territorio, come parte di una nuova fase di scuola. Altri 40 milioni li dedichiamo alla povertà educativa con progetti che si rivolgono alle aree periferiche e marginali: è una azione che va vista nella logica di un riequilibrio».

Serve più cooperazione con università e ricerca

«Serve maggiore cooperazione tra scuola, università e ricerca, stiamo ragionando con la ministra Cristina Messa: è difficile pensare alla formazione dei docenti strettamente legata alla disciplina e non anche all'insegnamento di quella disciplina. L'accesso alla professione deve essere preparato, c'è un intervento da fare sull'università e da definire le modalità di accesso ai percorsi pensando all'accompagnamento dei docenti anche nella loro carriera», ha detto il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi. Il ministro ha parlato di un «Cnr impermeabile: e invece dobbiamo mettere al servizio della scuola tutta la ricerca. Lo dico perché conosco l'alta qualità del dipartimento del Cnr inerente alla formazione».

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