emergenza covid

Scuola, dicembre o gennaio: ecco le date possibili per il ritorno di tutti in classe

Il tema nell’incontro di oggi tra il premier e i capidelegazione in vista del nuovo Dpcm. I sindaci: disponibili a collaborare ma bisogna intervenire con ingressi scaglionati, potenziamento dei trasporti e protocolli sanitari univoci

Scuola, Conte: riapriamo appena curva contagi sotto controllo

Il tema nell’incontro di oggi tra il premier e i capidelegazione in vista del nuovo Dpcm. I sindaci: disponibili a collaborare ma bisogna intervenire con ingressi scaglionati, potenziamento dei trasporti e protocolli sanitari univoci


2' di lettura

Riportare tutti gli studenti delle scuole superiori in classe il 9 dicembre (un mercoledì, subito dopo la festa dell’Immacolata) oppure, visto che si è ormai a ridosso delle vacanze di Natale, aspettare il nuovo anno per ricominciare con le lezioni in aula? La scadenza del Dpcm (3 dicembre) si avvicina e il Governo, di fronte al calo di contagi e tasso di positività, è chiamato ad affrontare uno dei temi centrali dell’emergenza Covid: l’istruzione. «La scuola va riaperta appena possibile. Noi non dobbiamo procurare disagi in particolare ai nostri giovani» ha detto il premier Giuseppe Conte parlando in conferenza stampa a Palma di Maiorca.

La ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina parla di «riportare gradualmente gli studenti in classe». Una possibile mediazione potrebbe essere la data del 14 dicembre. Se ne parlerà nel vertice di oggi, giovedì 26, tra Conte e i capidelgazione i capi delegazione di maggioranza per valutare le misure di contrasto al Covid in vista del nuovo dpcm e della stagione natalizia.

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Azzolina: riportare gradualmente gli studenti in classe

La ministra dell’Istruzione ha convocato ieri, mercoledì 25 novembre, un incontro con tutti i sindaci metropolitani. «Ho molto apprezzato lo spirito di collaborazione emerso dalla riunione di oggi con i sindaci delle aree metropolitane. Siamo tutti d’accordo che la scuola sia una priorità, lavoriamo insieme per riportare gradualmente gli studenti in classe» ha detto al termine dell’incontro.

Le richieste dei sindaci

Da parte loro i sindaci delle grandi città hanno confermato la disponibilità «a collaborare con il governo: l’obiettivo comune è di riaprire le scuole» come ha detto il presidente dell'Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro. Restano, però, i nodi da risolvere per evitare che i problemi visti a settembre e che hanno di fatto comportato la chiusura delle scuole, si ripresentino ora identici: «Bisogna intervenire - ha spiegato Decaro - perché si fissino orari di ingresso e uscita davvero scaglionati e sull’incremento di mezzi di trasporto, soprattutto extraurbani, per garantire che si evitino affollamenti sugli autobus e alle fermate. Servono - ha aggiunto il primo cittadino barese - protocolli sanitari univoci e chiari per fissare le modalità di tracciamento, di quarantena e utilizzo dei test rapidi. Nel corso della riunione è emersa anche la necessità dell'adeguamento tecnologico delle scuole per consentire che la didattica a distanza conti su connessioni efficienti».

Province: lavoro per rientro superiori ma gradualmente

«Le Province sono al lavoro da luglio per assicurare l'apertura delle scuole superiori in presenza a tutti i 2 milioni e 500 mila studenti medi, con interventi di piccola edilizia, acquistando banchi e affittando nuovi spazi dove necessario. Siamo ovviamente favorevoli al ritorno in classe dei ragazzi e delle ragazze, ma per le scuole superiori deve avvenire con gradualità ed equilibrio, in modo da evitare di dovere intervenire con frenate brusche”. Lo afferma il presidente dell'Unione delle Province d'Italia Michele De Pascale.

Miozzo (Cts): la scuola non è un pericolo, riportare ragazzi

«La scuola, oggi, non è un pericolo. Le condizioni sono mutate e l'ambiente scuola è un ambiente relativamente sicuro» così il coordinatore del Comitato tecnico scientifico Agostino Miozzo è tornato a ribadire che bisogna «riportare a scuola i ragazzi prima possibile».

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