MAGGIORANZA SPACCATA

Scuola e fondi: lo scontro Lega-M5s strappa la tela di Penelope dell’autonomia

di Gianni Trovati


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2' di lettura

La tela di Penelope dell’autonomia differenziata si è rotta. Nell’ennesimo vertice tecnico-politico a Palazzo Chigi il pendolo del regionalismo differenziato, dopo aver oscillato in decine e decine di incontri, torna al punto di partenza. «Voi state dicendo che se una regione ha i soldi per mettere un letto in più in un ospedale o un corso in più in una scuola non lo può fare», commenta il vicepremier leghista Salvini rivolto agli alleati di governo. «Voi volete le gabbie salariali», ribattono i ministri Cinque Stelle.

E il dossier si arena nell’ennesima battaglia ideologica. Che mette in difficoltà soprattutto la Lega, che non può incassare il dividendo politico della riforma e rischia spaccature interne con gli amministratori del Nord mentre i Cinque Stelle guardano con soddisfazione l’ammainarsi di una delle bandiere del Carroccio prima maniera.

Nel merito, la battaglia si riapre sulla scuola. Ieri al ministero dell’Istruzione si era lavorato a una nuova proposta, che avrebbe mandato in soffitta l’ipotesi dei ruoli regionali chiesti da Lombardia e Veneto per sostituirla con vincoli più rigidi alla mobilità per fermare l’esodo dalle cattedre del Nord. Nella nuova bozza era prevista anche la possibilità per le Regioni di finanziare con fondi propri la contrattazione integrativa. Sui due punti, nei tavoli condotti dal ministro dell’Istruzione Bussetti (Lega) con il sottosegretario Giuliano (M5s) non erano emersi problemi insuperabili. Ma lo stop questa mattina è arrivato direttamente dal leader pentastellato Di Maio: l’istruzione deve rimanere statale e uguale per tutti.

Ma al di là dei singoli punti è l’idea stessa della riforma a separare Lega e Cinque Stelle, e a vanificare l’ennesimo slancio mediatore del premier Conte che nel vertice si mette a spulciare il testo articolo per articolo alla ricerca di punti d’incontro introvabili mentre la ministra del Sud Barbara Lezzi (M5s) evoca gli alunni del Mezzogiorno e il sottosegretario a Palazzo Chigi Giorgetti (Lega) rimarca che il costo della vita in Lombardia è diverso da quello del Sud. Basta questo a capire che articoli e commi delle proposte passano in secondo piano mentre riemergono gli “spiriti animali” di una Lega con la testa rivolta a Nord e un Movimento Cinque Stelle appoggiato a Sud.

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