DA LUNEDÌ 18 GENNAIO

Scuola, Cts: nessun rinvio, si può tornare in presenza. Chi rientra in classe e chi resta in dad

Circa 642mila ragazzi delle superiori in Lazio, Emilia Romagna, Molise e Piemonte rientreranno, alternati in percentuali che vanno dal 50 al 75

di Andrea Carli

Scuola, Italia divisa tra chi rientra e chi protesta

7' di lettura

Tra la nuova tranche e quella “vecchia”, lunedì 18 gennaio registrerà otto regioni con gli studenti delle superiori di nuovo seduti sui rispettivi banchi. In aula quel giorno torneranno infatti le ragazze e i ragazzi di Lazio, Emilia Romagna, Molise e Piemonte. Circa 642mila persone (256mila nel Lazio, 197mila in Emilia Romagna, 13mila in Molise e 176mila in Piemonte) abbandoneranno la didattica a distanza, sebbene alternati in percentuali che vanno dal 50 al 75, mentre altri, nelle zone rosse (Lombardia, provincia autonoma di Bolzano e Sicilia) dovranno continuare a seguire le lezioni a distanza, davanti a un pc. Gli studenti delle quattro regioni andranno a “far compagnia” a quelli di Toscana, Trentino, Valle d’Aosta e Abruzzo, che sono tornati in classe l’11 gennaio. Il calendario della scuola è sempre più a macchia di leopardo.

Cts, nessun rinvio, scuola può tornare in presenza

Gli esperti del Comitato tecnico scientifico del governo si sono riuniti per una riunione urgente sulla scuola. Il ministro della Salute Roberto Speranza, secondo quanto si apprende, ha convocato i tecnici per avere un parere sul ritorno in classe degli studenti delle scuole superiori (al 50%) e su un eventuale rinvio della didattica in presenza. Al termine dell’incontro, è stato deciso che le scuole superiori possono tornare in presenza nella misura del 50% e fino al 75% come previsto dal Dpcm del 14 gennaio. Le scuole vanno dunque riaperte e, sottolineano ancora gli esperti, se qualche presidente di regione decidesse diversamente, «se ne assumerebbe la responsabilità».

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Lombardia: dal via libera del Tar alla zona rossa

Emblematico il caso della Lombardia: prima il governatore Fontana emette un’ordinanza con la quale prevede la chiusura delle superiori fino al 25 gennaio, poi interviene il Tar che sospende la decisione e dà il via libera per un rientro in classe per gli studenti delle scuole superiori, infine, sulla base dei dati dell’ultimo monitoraggio sulla curva dei contagi dell’Istituto superiore di sanità, un’ordinanza del ministro della Salute Speranza pone la regione in zona rossa da domenica 17. Svanisce così per i ragazzi l’ipotesi di rientrare in classe lunedì. E anche chi frequenta la seconda e la terza media sarà costretto a seguire le lezioni in dad. Fontana ha annunciato ricorso urgente al Tar del Lazio contro l’ordinanza del ministro che verrà presentato lunedì mattina.

In Alto Adige si torna in dad

Un altro caso emblematico è quello dell’Alto Adige: dal 7 gennaio gli studenti delle scuole superiori erano tornati stabilmente a scuola in presenza. Anche in questo caso è giunta la decisione di porre la regione in area rossa, e anche in questo caso da lunedì si torna in dad. Il Trentino rimane invece zona gialla.

L’intervento del Tar in Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia

Il Tar ha avuto un ruolo determinante in due regioni: Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia. Nel primo caso ha sospeso l'efficacia dell'ordinanza dell'8 gennaio 2021 con cui il presidente Stefano Bonaccini aveva disposto la didattica a distanza al 100% per le scuole superiori fino al 23 gennaio 2021. Il ricorso era stato presentato da 21 genitori ed è stato accolto. Da lunedì riprenderanno dunque le lezioni in presenza al 50% delle scuole superiori. Nel secondo caso, quello del Friuli Venezia Giulia, il Tar ha accolto il ricorso presentato da genitori di studenti delle superiori e ha sospeso l'efficacia dell'ordinanza del 4 gennaio scorso del Governatore Massimiliano Fedriga che disponeva la chiusura delle scuole secondarie di secondo grado - con attività solo in didattica a distanza - fino alla fine del mese. Fedriga ha però deciso di andare muro contro muro. Risultato: una nuova ordinanza sulla didattica a distanza al 100% per le superiori dopo la sospensione da parte del Tar della precedente ordinanza.

Ecco in sintesi quello che accadrà.

Piemonte

Allo stato attuale, se non arriveranno ordinanze regionali con indicazioni diverse, gli studenti delle scuole superiori torneranno in classe e riprenderanno le lezioni in presenza, per ora al 50 per cento. Elementari e medie sono in presenza dal 7 gennaio.

Liguria

I ragazzi delle elementari e delle medie sono rientrati il 7 gennaio a scuola mentre le superiori, che in un primo momento sarebbero dovuti rientrare il 18 gennaio, si proseguirà per un'altra settimana con la dad, ha annunciato il presidente Toti.

Lombardia

La Regione entrerà in zona rossa il 17 gennaio, quindi le lezioni in presenza saranno limitate alle elementari fino alla I media, dad per tutti gli altri. In Lombardia alcune scuole sono state occupate “in sicurezza”, con tamponi autogestiti.

Friuli Venezia Giulia

Il Tar ha sospeso l’efficacia dell’ordinanza del governatore Massimiliano Fedriga in vigore dal 7 al 31 gennaio in base alla quale l'attività didattica delle scuole secondarie di secondo grado sarebbe stata svolta in Ddi, didattica digitale integrata. Il governatore ha annunciato che lunedì 18 le scuole non apriranno: per questo ha firmato un'ordinanza contingibile e urgente, la numero 2 del 2021, che ribadisce in pratica quanto già determinato nell'ordinanza di inizio gennaio. In sintesi, dad al 100% per tutti gli alunni degli istituti secondari di secondo grado sul territorio regionale. La nuova ordinanza è in vigore dal 18 al 31 gennaio.

Veneto

Prosegue la chiusura delle scuole superiori fino al 31 gennaio. Tutti gli altri in classe dal 7 gennaio. Nella regione sono circa 200 le classi di elementari e medie sottoposte a quarantena per positività di uno o più studenti, dopo le vacanze di Natale.

Emilia Romagna

Sono riprese le lezioni a scuola per elementari e medie; lunedì rientro per i ragazzi delle superiori al 50% dopo la sentenza del Tar che ha bocciato l'ordinanza regionale. Gli studenti entreranno dalle 8 alle 9.

Toscana

I ragazzi delle scuole superiori hanno ripreso le lezioni in presenza l'11 gennaio. Già in classe tutti gli altri studenti.

Marche

La didattica a distanza proseguirà al 100% per le scuole secondarie di secondo grado, statali e paritarie, fino al 31 gennaio. Scuola in presenza per gli altri. “Se l'andamento della curva rimarrà con l'Rt sotto a uno anche nella prossima settimana, se i numeri saranno confermati nella prossima settimana, credo che potremmo pensare a un provvedimento di anticipo del rientro al 50% delle superiori”, ha però annunciato su Fb il presidente della Regione, Francesco Acquaroli.

Umbria

Didattica “esclusivamente a distanza” fino al 23 gennaio nelle scuole superiori dell'Umbria. Lo ha deciso la Regione. Il provvedimento riguarda le scuole secondarie di secondo grado statali e paritarie.

Lazio

Riprese le lezioni in presenza per materne, elementari e medie, il 18 in presenza per le superiori. Il 60% degli studenti entrerà alle 8, gli altri alle dieci.

Abruzzo

Sono tornati a svolgere la didattica in presenza tutti gli alunni della scuola dell'infanzia, della primaria, della secondaria di primo grado e dall'11 il 50% degli studenti delle superiori fino ad arrivare al 75% dal 16 gennaio.

Molise

L’Ufficio Scolastico regionale (Usr) del Molise ha invitato i dirigenti scolastici «a predisporre quanto di propria competenza per consentire la ripresa dell'attività in presenza da lunedì 18 gennaio». Per quanto riguarda le scuole superiori «la frequenza degli studenti è limitata al 75%».

Campania

Riapertura lunedì 11 gennaio per gli alunni della scuola dell'infanzia e delle prime due classi della scuola primaria. A partire dal 18 gennaio sarà valutata la possibilità del ritorno in presenza per l'intera scuola primaria e dal 25 gennaio, per la secondaria di primo e secondo grado.

Basilicata

Per le scuole superiori della Basilicata (zona gialla) la didattica a distanza resterà obbligatoria fino al prossimo 31 gennaio. La decisione - che conferma quella dello scorso 9 gennaio - è stata presa dal presidente della Regione, Vito Bardi, con una nuova ordinanza sull'emergenza coronavirus. In classe gli altri.

Calabria

Le superiori rimarranno in Dad fino al 31 gennaio. Lo prevede un’ordinanza del governatore Spirlì.

Puglia

Dal 18 al 23 gennaio 2021 - prevede l’ordinanza numero 14 firmata dal governatore Michele Emiliano - l'attività didattica per i servizi educativi per l'infanzia, per la scuola dell'infanzia e per il primo ciclo di istruzione si svolgerà in presenza, ma per il primo ciclo di istruzione le famiglie potranno optare per la didattica digitale integrata, chiedendone l'attivazione alle scuole.«Agli studenti che - si legge nel documento - hanno chiesto la didattica digitale integrata, non può essere imposta la didattica in presenza. Tale scelta è esercitata una sola volta e per l'intero periodo di vigenza della presente ordinanza, salvo deroga rimessa alle valutazioni del dirigente scolastico». Per quanto riguarda le superiori, invece, si proseguirà con la Did al 100%: «Resta sempre garantita - si legge nell'ordinanza - la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l'uso di laboratori o per mantenere una relazione educativa che realizzi l'effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali».

Sicilia

Dal 17 gennaio la Sicilia entra in zona rossa. Quindi non solo restano chiuse le scuole superiori ma da lunedì chiudono anche le seconde e terze medie.

Sardegna

Gli studenti delle superiori non rientreranno in classe prima del 1 febbraio per decisione della Regione. Tutti gli altri sono rientrati a scuola.

Cosa prevede il nuovo Dpcm

Il nuovo Dpcm con le misure per il contenimento della diffusione del Covid-19, in vigore da sabato 16 gennaio, prevede che le scuole secondarie di secondo grado adottino forme flessibili nell'organizzazione didattica in modo che, a decorrere dal 18 gennaio 2021, almeno al 50% e fino a un massimo del 75% della popolazione studentesca sia garantita l'attività didattica in presenza, fatte salve le diverse disposizioni individuate da singole Regioni. La rimanente parte dell'attività si svolgerà a distanza. Resta garantita la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l'uso di laboratori o per garantire l'effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità o con bisogni educativi speciali. Nelle aree caratterizzate da uno scenario di “massima gravità e da un livello di rischio alto”, cosiddette zone rosse, restano in presenza i servizi educativi per l'infanzia, la scuola dell'infanzia, la primaria e il primo anno della scuola secondaria di primo grado. Le attività didattiche in tutti gli altri casi si svolgeranno esclusivamente con modalità a distanza. Resta comunque salva la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l'uso di laboratori o per garantire l'effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e in generale con bisogni educativi speciali.

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