deroghe alle presenze

Scuola, ecco quando è consentito «saltare» le lezioni

La circolare del Miur indica i casi di deroga al limite minimo di presenza in classe: ci sono alunni che partecipano ad attività sportive agonistiche, chi purtroppo deve sottoporsi a cure, chi si reca a donare il sangue. Previsto anche il caso degli alunni che fanno visita ai genitori in carcere

di Claudio Tucci


Scuola, ecco quando è giustificato saltare le lezioni

2' di lettura

C'è chi partecipa ad attività sportive agonistiche; chi purtroppo deve sottoporsi a terapie e cure programmate; chi ancora si reca a donare il sangue; e, ultimamente, anche a far visita ai genitori in carcere. Il ministero dell'Istruzione, con una circolare, ha scritto a tutte le scuole elencando, a titolo di esempio, alcuni casi per i quali è opportuno derogare al limite minimo di presenza in classe, a condizione, tuttavia, che queste assenze, chiarisce il Miur, «non pregiudichino, a giudizio del consiglio di classe, la possibilità di procedere alla valutazione degli alunni».

Le competenze del collegio docenti
Il tema è delicato, controverso da sempre, ed è bene far chiarezza. É il collegio dei docenti, non quindi, tecnicamente, il ministero, a definire i criteri generali e le fattispecie che legittimano eventuali deroghe alla frequenza minima scolastica. Il Miur, con la circolare, ha fornito solo qualche esempio, facendo ovviamente salva l’autonomia delle singole scuole di individuare altre casistiche.

L’ultima novità: i figli dei genitori in carcere
L'ultima novità tra le assenze “giustificate” è quella in cui il Miur ha invitato le scuole ad inserire anche la fattispecie qualificabile come «ricongiungimento temporaneo e documentato al genitore sottoposto a misure di privazione della libertà personale». Questo, è scritto nella nota, per tutelare gli studenti figli di persone sottoposte a misure di privazione della libertà personale i quali, nelle circostanze in cui fanno visita ai propri familiari in carcere, sono assenti da scuola. La nota evidenzia che in molti istituti di pena del territorio nazionale il giorno del ricevimento risulta essere stabilito in modo rigido, ciò causando la reiterazione delle assenze da scuola sempre nello stesso giorno della settimana.

Che cos'è la frequenza minima obbligatoria
La frequenza obbligatoria è un aspetto importante. Sono le scuole, in base al proprio ordinamento, a pubblicare il monte ore annuo curriculare obbligatorio per ogni anno di corso da assumere per il calcolo dei tre quarti di presenza a scuola richiesti per la validità dell'anno scolastico. Nella scuola secondaria di primo grado tale monte ore è di 990 ore, che sale a 1.188 nel tempo prolungato. Alle superiori ciò varia a seconda dei piani di studio. Al classico è di 891 ore al biennio e di 1023 al triennio. Allo scientifico, il totale annuale è di 891 ore al biennio e di 990 al triennio. Accanto alla frequenza minima c'è il calendario scolastico, i cosiddetti 200 giorni o più di scuola, stabilito dalle regioni.

Frequenza minima, tre quarti dell’orario annuale
Quindi, in sintesi, ai fini della validità dell'anno scolastico, per procedere alla valutazione in sede di scrutinio finale di ciascuno studente delle scuole secondarie di primo e di secondo grado, è richiesta la frequenza di almeno tre quarti dell'orario annuale. L’impossibilita di accedere alla valutazione comporta la non ammissione alla classe successiva o all'esame finale del ciclo. Circostanze che sono oggetto di preliminare accertamento da parte del consiglio di classe e debitamente verbalizzate.

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