l’annuncio della ministra

Scuola: arrivati tutti i 2,4 milioni di banchi, ora occhi puntati su tamponi e trasporti

La scuola si prepara al 7 gennaio quando toneranno in aula in tutta Italia anche i liceali oggi impegnati nella didattica a distanza. Chiusure locali delle scuole in caso di criticità sui trasporti

di Mar.B.

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La scuola si prepara al 7 gennaio quando toneranno in aula in tutta Italia anche i liceali oggi impegnati nella didattica a distanza. Chiusure locali delle scuole in caso di criticità sui trasporti


3' di lettura

La scuola si prepara al 7 gennaio quando toneranno in aula in tutta Italia anche i liceali oggi impegnati nella didattica a distanza. E al loro arrivo troveranno a scuola i nuovi banchi monoposto promessi dal commissario Arcuri questa estate e che finalmente sono arrivati tutti.«Oggi le scuole hanno 2,4 milioni di banchi nuovi. Le consegne sono state praticamente completate», ha annunciato la ministra Lucia Azzolina che per la ripartenza di tutta la scuola chiede l’impiego massiccio di test rapidi e tamponi dando priorità agli studenti e con i prefetti chiamati in causa per i trasporti come ha ribadito anche una circolare del Viminale. Che prevede la chiusura a livello provinciale delle scuole in caso di criticità sui trasporti

La nuova fase: dai banchi ai tamponi

L’arrivo definitivo dei banchi avviene con poco più di un mese di ritardo. Erano infatti attesi - secondo gli annunci dell’estate scorsa del commissario all’emergenza Domenico Arcuri - entro il 30 ottobre. Si tratta di circa 2 milioni di banchi tradizionali e di 450mila circa con le rotelle finiti nel mirino di molte critiche ma richiesti dagli stessi dirigenti scolastici. Ora per la ministra dell’Istruzione serve una «corsia preferenziale» per test rapidi e tamponi: «Se ci fosse il caso di un positivo in classe i dirigenti scolastici devono avere risposte quasi immediate rispetto alla possibilità dei test rapidi in classe. Quando si è fatto, si è scoperto che i protocolli funzionano e la maggior parte degli studenti in classe non si è contagiata». Sempre Azzolina ha fatto poi il punto sui social delle misure valide per tutto il territorio nazionale ricordando che «nelle scuole secondarie di secondo grado il 100% delle attività continuerà a svolgersi per tutti gli studenti, fino alla pausa natalizia, tramite didattica digitale integrata». Mentre dal 7 gennaio 2021, «il 75% della popolazione studentesca dovrà tornare alla didattica in presenza».

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Il nodo dei trasporti sul tavoli dei Prefetti

Per quanto riguarda i trasporti, «presso ciascuna Prefettura sarà istituito un Tavolo di coordinamento, presieduto dal Prefetto, che avrà l'obiettivo di definire il più idoneo raccordo tra gli orari di inizio e termine delle attività didattiche e gli orari dei servizi di trasporto pubblico locale, urbano ed extraurbano». A questi tavoli parteciperanno il Presidente della Provincia o il Sindaco della Città Metropolitana, gli altri Sindaci eventualmente interessati, i dirigenti degli Ambiti Territoriali del Ministero dell'Istruzione, i rappresentanti del Ministero dei Trasporti, delle Regioni, delle Province autonome di Trento e Bolzano e delle aziende di trasporto locali. «All'esito del tavolo ogni Prefetto - conclude Azzolina - redigerà un documento operativo sulla base del quale le amministrazioni coinvolte adotteranno le misure di loro competenza». Infine le norme per le “zone rosse”: «Nelle aree caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto restano in presenza i servizi educativi per l'infanzia, la scuola dell'infanzia, la primaria e il primo anno della scuola secondaria di primo grado. Le attività didattiche in tutti gli altri casi si svolgeranno esclusivamente con modalità a distanza».

In caso di criticità sui trasporti chiusure locali

Una circolare inviata dal Viminale ai prefetti a valle del nuovo Dpcm entrato in vigore il 4 dicembre prevede in particolare che proprio con la riapertura complessiva delle scuole il prossimo 7 gennaio e in caso di criticità sui trasporti locali le Regioni con le loro ordinanze potranno chiudere le scuole: «Il ricorso al potere di ordinanza regionale - si legge nella circolare nel paragrafo riguardante l’attività didattica in presenza- , con efficacia limitata all'ambito provinciale per il quale dovesse rendersi necessario il suo esercizio, si configura come intervento “di chiusura”, ipotizzabile nel caso in cui l’azione diretta a riattivare la didattica in presenza dovesse incorrere in criticità di varia natura, non superabili attraverso l’espletamento della fase di coordinamento», al tavolo presieduto dal Prefetto sui trasporti.

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