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Scuola, dal piano trasporti allo screening di massa: ecco come si ripartirà a gennaio

È prevista l’istituzione presso ciascuna prefettura e nell’ambito della Conferenza provinciale permanente di un tavolo di coordinamento, presieduto dal prefetto, il cui obiettivo è raccordare gli orari delle lezioni con quelli del servizi di trasporto pubblico locale, urbano ed extraurbano

di Andrea Carli

Dpcm, Conte: "Cene e veglioni solo con persone conviventi"

4' di lettura

Studenti delle scuole superiori in presenza al 75% da giovedì 7 gennaio, dopo le vacanze natalizie. E tavoli con i prefetti per affrontare il problema irrisolto da settembre, quello dei trasporti. Sono le principali misure previste dal Dpcm con il quale il governo ha “blindato” il Natale, nel timore di una terza ondata di contagi Coronavirus. Il ministero dell’Istruzione chiede di individuare una corsia rapida per sottoporre a tamponi studenti e insegnanti.

«Serve una corsia preferenziale per test rapidi e tamponi, se ci fosse il caso di un positivo in classe i dirigenti scolastici devono avere risposte quasi immediate rispetto alla possibilità dei test rapidi in classe. Quando si è fatto, si è scoperto che i protocolli funzionano e la maggior parte studenti in classe non si è contagiata» ha detto il ministro dell'Istruzione, Lucia Azzolina, a Sky TG24 Live In Courmayeur, specificando che «adesso è possibile ripartire con il tracciamento” nelle scuole».

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È obbligatorio l'uso di dispositivi di protezione delle vie respiratorie, fatta eccezione per i bambini di età inferiore ai 6 anni e per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l'uso della mascherina. Restano sospesi i viaggi di istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche, fatte salve le attività inerenti i percorsi per le competenze trasversali e per l'orientamento (PCTO).

Dal 7 gennaio lezioni in presenza al 75% per le superiori

In base al provvedimento, entrato in vigore il 4 dicembre, le scuole di secondo grado sono chiamate ad adottare soluzioni flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica digitale integrata, in modo che il 100% delle attività siano svolte tramite il ricorso alla didattica digitale integrata. Dal 7 gennaio, al 75% della popolazione studentesca va garantita l’attività didattica in presenza. Resta sempre garantita la possibilità di svolgere attività in presenza nel caso in cui risulta necessario l’uso di laboratori o per garantire l’inclusione scolastica agli alunni con disabilità o con speciali bisogni educativi. L’attività didattica della scuola di infanzia e del primo ciclo di istruzione continua a svolgersi integralmente in presenza.

Tavolo di coordinamento con i prefetti sul nodo irrisolto dei trasporti

Il provvedimento adotta una soluzione per affrontare il nodo dei trasporti pubblici, che allo stato attuale costituiscono un’occasione di contagio per gli studenti che raggiungono le scuole, o tornano a casa dopo la lezione. È pertanto prevista l’istituzione presso ciascuna prefettura e nell’ambito della Conferenza provinciale permanente di un tavolo di coordinamento, presieduto dal prefetto, il cui obiettivo è raccordare gli orari delle lezioni co quelli del servizi di trasporto pubblico locale, urbano ed extraurbano. Alla fine il prefetto redige un documento operativo. In base a questo, le amministrazioni coinvolte nel coordinamento adottano le misure di rispettiva competenza. Se queste misure non vengono adottate sulla base dei tempi indicati nel documento operativo redatto dal prefetto, lo stesso si rivolge al presidente della regione che a sua volta adotta una o più ordinanze per garantire l’applicazione delle misure delineate. In occasione dell’incontro con regioni ed enti locali, che ha proceduto la firma del provvedimento, il premier Giuseppe Conte ha espresso l’auspicio che questi tavoli sul trasporto pubblico partano «il prima possibile», così da essere “pronti” per il 7 gennaio.

“Screening di massa”

Il ritorno in classe in condizioni di sicurezza dovrebbe passare anche da uno screening di massa. Un documento elaborato dalla ministra dell’Istruzione Azzolina da una parte chiede ai governatori di varare un piano per i trasporti e dall’altra una corsia rapida per effettuare tamponi ad alunni e docenti. Un obiettivo che era stato espresso già a settembre, in occasione della riapertura delle scuole dopo i mesi di lockdown.

Speranza: vaccino in via prioritaria a insegnanti

Il primo impegno per l'esecutivo di una risoluzione di maggioranza a cui il ministro della Sanità Roberto Speranza ha dato alla Camera parere positivo è quello che prevede che il vaccino venga assicurato in via prioritaria a studenti e docenti, oltre che agli operatori sanitari e alle persone fragili. Lo stesso ministro, intervenuto nell’aula del Senato in audizione sul tema delle misure per affrontare l’emergenza sanitaria, ha spiegato che con l'aumento della disponibilità di dosi di vaccino Covid «si inizieranno a sottoporre a vaccinazione le altre categorie di popolazione, tra le quali quelle appartenenti ai servizi essenziali quali anzitutto gli insegnanti e il personale scolastico». E anche per il presidente del Comitato tecnico scientifico, Agostino Miozzo il vaccino per prof e studenti deve essere una priorità. Più cauto il ministro degli Affari Regionali, Francesco Boccia, il quale ha ricordato che «certe categorie dovranno essere messe in sicurezza, come anziani, forze dell'ordine, ospiti delle Rsa, sanitari. Gli studenti? È una riflessione che si sta facendo in Parlamento».

Un altro nodo da sciogliere sul fronte del contenimento dei contagi, anche nelle aule scolastiche, è poi quello del contact tracing, dopo che il sistema è saltato nei giorni più complessi della seconda ondata di contagi Covid-19.

L’ipotesi in classe anche nel pomeriggio

In occasione della conferenza stampa di presentazione del nuovo Dpcm, Conte ha chiarito che «nessuno vuole impedire la flessibilità e tutte le opzioni che essa può comportare per la scuola. Se gli istituti scolastici pensano ai turni pomeridiani questi sono i ben venuti».

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