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Scuola, iscrizioni al via. Gli istituti tecnici cercano alunni

Una circolare del Miur fissa il calendario per le famiglie: si parte il 27 dicembre con le registrazioni via web, tra il 7 e il 31 gennaio 2020 la scelta dell’istituto

di Eugenio Bruno, Claudio Tucci


Scuola, la carica delle iscrizioni. Tutto quello che c’è da sapere

3' di lettura

È già tempo di pensare alle iscrizioni alle prime classi del prossimo anno scolastico. Nei giorni scorsi il ministero dell’Istruzione ha emanato la circolare che definisce i termini e le modalità della procedura online a disposizione delle famiglie per la scelta della scuola. Le registrazioni al portale www.iscrizioni.istruzione.it partono dal 27 dicembre 2019, mentre dal 7 al 31 gennaio 2020 si può indicare la soluzione preferita (oltre a due istituti di “riserva”).

In vista di quella data il Miur ha messo a punto una nuova App di “Scuola in chiaro” per accedere con un click alle informazioni in rete e le singole realtà scolastiche sono già partite con l’autopromozione. Tra open day, annunci sul web e passaparola.

Il rebus superiori
Per le superiori la decisione si annuncia delicata. Soprattutto se fatta con leggerezza e senza buttare un occhio alle tappe successive della carriera universitaria o lavorativa. In un Paese che delega al «consiglio orientativo» emesso in terza media il compito di informare e aiutare le famiglie nella scelta non ci si può poi stupire che esista un mismatch rilevante tra le richieste del mercato del lavoro e le preferenze degli studenti.

Da qui al 2021 i principali settori della manifattura stimano un fabbisogno di circa 193mila profili professionali, la stragrande maggioranza dei quali in possesso di competenze tecnico-scientifiche. Ma in un caso su tre l’assunzione preventivata dagli imprenditori si annuncia complicata, visti i trend offerti dalla scuola secondaria superiore.

Prendiamo le iscrizioni alle classi prime dal 2015 a oggi: nei tecnici sono calate di 2mila unità (da 191.949 a 189.971) e nei professionali di 32mila. Laddove, nello stesso periodo, i licei ne hanno guadagnate 15mila (da 278.645 a 294.446). E non basta parlare di calo demografico perché gli iscritti complessivi alle superiori, da allora a oggi, sono calati appena di 2mila unità.

GLI ISCRITTI

Andamento delle iscrizioni al primo anno

POSTI IN ATTESA

Assunzioni preventivate di tecnici nelle aziende entro il 2021

Si spiega anche in questo modo il 30% di disoccupazione giovanile dell’Italia che ci rende terzi nella Ue dopo Spagna e Grecia (lontani anni luce dalla Germania che oscilla tra il 5 e il 6% di under25 disoccupati).

Secondo le elaborazioni dell’area Lavoro, welfare e capitale umano di Confindustria, sulla base di dati Istat e Unioncamere, la meccanica, nei prossimi tre anni, offrirà 68mila nuovi posti di lavoro. Nella chimica-farmaceutica-fabbricazione di prodotti in gomma plastica il fabbisogno delle aziende è di circa 18mila addetti; nell’alimentare, bevande e tabacco di 30mila; nel tessile-abbigliamento di 21mila e nel legno-arredo di quasi 11mila.

Scommessa vincente
Numeri che il vice presidente di Confindustria per il Capitale umano, Giovanni Brugnoli, commenta così: «I ragazzi e le loro famiglie devono sapere che gli istituti tecnici e gli istituti professionali permettono di acquisire competenze sempre più richieste dalle aziende e sempre più introvabili.

Chi li sceglie ha praticamente la garanzia di trovare un lavoro e non si preclude affatto l’ingresso negli Its e nelle università». Affinché l’istruzione tecnico-professionale torni al centro dell’agenda politica per lui servono poche e chiare mosse: «Serve un piano nazionale di orientamento mirato; il ripristino delle 400 ore obbligatorie minime di alternanza scuola-lavoro; la diffusione dell’apprendistato di primo livello. Se questi percorsi - conclude Brugnoli - si identificheranno chiaramente come “scuole delle imprese” gli iscritti aumenteranno». A gennaio il primo banco di prova.

Per approfondire:
Scuola, ecco quando è consentito «saltare» le lezioni

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