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Scuola, l’Anp Roma denuncia: nuovo anno ma ancora problemi vecchi

Il presidente dell'Associazione nazionale dei presidi di Roma, Mario Rusconi: dalla struttura disfunzionale della scuola media all’orientamento, i nodi da sciogliere

di Redazione scuola

(PERSONAGGI)

2' di lettura

«Tra qualche giorno inizia un nuovo anno scolastico nel pieno della campagna elettorale per eleggere il nuovo parlamento e tutti i politici esprimono opinioni, pareri e suggerimenti sulla scuola fornendo spesso soluzioni non chiare e difficilmente percorribili. I loro ragionamenti, infatti, mancano di una visione del contesto scuola». È quanto afferma all'Ansa il presidente dell'Associazione nazionale dei presidi di Roma, Mario Rusconi. «Dai risultati Invalsi e gli studi Ocse - spiega - si attribuiscono i mali della scuola agli ultimi tre anni passati in pandemia da Covid. Purtroppo le radici sono molto più profonde e da ricercare sin dai tempi pre Covid. Infatti uno dei problemi, ad esempio, non è da focalizzarsi nella disputa tra licei e istituti tecnici e professionali. Oppure che l'inquietante abbandono scolastico, soprattutto nelle regioni meridionali, sia frutto della Dad. I dati Invalsi e Ocse vanno letti con più cura e attenzione, poiché denunciano proprio la struttura disfunzionale della scuola media che attualmente non garantisce un'adeguata preparazione agli studenti».

«Terapia formativa»

«Ci si aspetterebbero proposte plausibili e realistiche in questo senso, da parte della politica, ad esempio con la scuola a tempo pieno in tutta Italia per questo grado di istruzione - prosegue Rusconi -. Un'altra misura da adottare, insieme alla precedente, sarebbe l'adozione per gli studenti, di un curriculo flessibile che possa colmare quelle lacune su determinate materie accumulate durante il percorso scolastico di elementari e medie. Con lacune formative importanti, ad esempio nelle materie linguistiche e tecnico-scientifiche, uno studente che approccia lo studio di un istituto tecnico o professionale si scoraggia facilmente dopo le prime delusioni e abbandona con molta facilità la scuola. Il problema non è la tipologia della scuola scelta o da scegliere, quanto la formazione di ogni singolo studente raggiunta nel curriculo, tra scuola elementare e media, per affrontare le materie insegnate nelle superiori. Occorre una “terapia formativa” e non una demonizzazione delle tipologie d'indirizzo scolastico».

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Edilizia scolastica e classi pollaio

Per Rusconi «un ulteriore problema è quello dell'edilizia scolastica e delle classi pollaio, ad oggi circa 4000 su 400.000 classi del territori nazionale, che comunque vengono statisticamente calcolate su una norma di 25/30 alunni al max per aula piuttosto che tener conto del rapporto alunni/mq. I problemi della scuola italiana sono precedenti agli anni del Covid, che invece li ha ulteriormente amplificati e messi in evidenza. Per la scuola del XXI secolo occorrono progetti lungimiranti e investimenti che guardino al futuro che si sta svolgendo sotto i nostri occhi. Il nuovo parlamento che tra qualche giorno verrà eletto sarà in grado di proiettare la scuola al futuro senza essere un Giano bifronte dei tempi moderni?».

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